07:33
"Beth! Svegliati è tardi lo sai?"
Mia madre entrò stanza, aprendo le finestre e levandomi il piumone molte bruscamente. Oggi è il mio primo giorno al college e come al solito mi sveglio tardi, mi alzo dal letto con tutta la lentezza possibile sfreccio in bagno, mi butto nella doccia e dopo circa 7 minuti ero già fuori, mi pettino i miei corti e crespi capelli rossi e li raccolgo in uno chignon, mi dirigo in camera e inizio a vestirmi, metto il mio fedele jeans chiaro, una maglietta nera e le mie converse tutte rotte ormai. Scendo le scale, entro in cucina mangio il mio panino voracemente, prendo lo zaino e il giubbotto di pelle e esco di casa. Erano le 7:58. La scuola non è troppo distante da casa mia, ma comunque ci avrei messo 10 minuti per arrivarci a piedi, quindi inizio a correre. Lungo la strada c'erano altri ritardatari, che come me correvano. All'improvviso però da dietro, arriva un ragazzo che mi dice: "Quanta fretta" in tono sarcastico, la mia giornata non era iniziata per il verso giusto, mi girai di scatto e risposi:" E tu chi cazzo sei?" Lui mi rispose porgendomi la mano :" Io sono Aaron". Mi girai senza neanche salutarlo e continuai a correre, arrivai al cancello alle 8:04.
Varcai la soglia, l'idea di entrare per la prima volta al college mi spaventava, ma visto da vicino non è poi così male. Cercai la mia aula, la trovai dopo anni, questa scuola è così grande che persi. Entrai nella mia classe 1AL, tutti mi fissavano dai loro banchi, feci una specie di sorriso al professore e andai a sedermi in un banco libero. Due minuti dopo la porta si aprì e comparve il ragazzo del cortile, (Aaron mi pare) l'unico posto libero era vicino a me e quindi con un ghigno malefico si sedette al mio fianco. "Allora come hai detto che ti chiami?" Mi disse "Non l'ho detto, mi chiamo Beth"
Sembrò passato un minuto quando invece erano passate 5 ore, uscimmo e io mi diressi a casa, quando lungo la strada sentii una mano sulla mia spalla, era Aaron. Fecemmo un tratto di strada insieme, ma poi girò e entrò in casa salutandomi con la mano, lo salutai e continuai a camminare, le nostre case erano una di fianco all'altra.
