Giro del mondo in un minuto

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Sei così lontano, eppure riesco ancora a guardarti negli occhi. Sei li dall'altro lato della stanza, che sfuggi al mio sguardo, e capisco che hai ancora paura, che ti senti vulnerabile, perché sai benissimo che sono l'unica in grado di capirti. Vorrei potermi avvicinare, in punta di piedi, nel silenzio più totale, per sussurrarti all'orecchio che di me di puoi fidare, che non hai motivo di temere, che rimpiango ogni errore, che non ti voglio far male. Tu chiudi gli occhi e ascoltami, lasciati prendere per mano, andiamo fuori a prendere un po' d'aria, a parlare del più e del meno come facevamo un tempo, quando custodivamo lo stesso segreto senza che l'altro lo sapesse. Prendiamoci un caffè e raccontami di te, di come stai davvero, non quello che racconti alla gente, io sto bene ma non è più lo stesso senza di te. Prendiamo la macchina e andiamo in un posto lontano, dove nessuno può sentirci, dove possiamo urlare semplicemente guardandoci negli occhi, dove possiamo spogliarci e dimenticarci del tempo, dello spazio, e di ogni altra dimensione che non sia la nostra: chiudiamoci qui dentro, non aver paura del buio, lo so che è stretto e angusto, e poi è così pieno di cose... in effetti dovrei mettere un po' d'ordine, ma se non mi dai una mano non ci riesco. Anzi, dammi entrambe le mani e avvicinati, ancora di più, ormai hai capito dove siamo, sai che non ci ho mai portato nessuno quassù? Ho sempre paura che se qualcuno entrasse qui potrebbe scappare per la paura, portandosi via parte preziosa di questo caos, e facendo un gran casino. Con te non ho paura, ma se vuoi uscire ti capisco. Cosa? Aspetta... sei già li, dall'altro lato della stanza, però questa volta mi guardi, e mi fai sentire vulnerabile, hai lasciato la porta aperta e ti sei portato via la chiave. Chiudi la porta che fa freddo, la chiave puoi tenerla e tornare quando vuoi.

Giro del mondo in un minutoHistórias para pegar e não largar. Descubra agora