-Umani, fragili e incapaci di
difendersi,sempre pronti a scappare, NON meriterebbero il mio aiuto, anche se.....-
Interruppi i miei pensieri e, approfittandone del silenzio della strada deserta, chiusi gli occhi.
Ripensai ai momenti in cui lei era ancora viva.
Ai suoi capelli biondi, che le scivolavano sulla schiena e ai suoi occhi azzurri come il mare, alla sua carnagione rosea e delicata e alla sua dolce voce.
Cacciando indietro le lacrime, riapri gli occhi e tornai in me.
-Li potrei lasciare qui a marcire, ma ho fatto una promessa che non ho intenzione di infrangere-
Continuai a camminare senza una precisa meta, quando mi ritrovai ad un incrocio.
Mi appoggiai al muretto che costeggiava il marciapiede, spostando lo sguardo a destra e a sinistra.
Non sapevo di preciso cosa stessi cercando, finché gli occhi non si fermarono in direzione di una gelateria , dall'altra parte della strada.
Mi diressi al semaforo che segnava rosso,e schiacciato il pulsante aspettai.
Le macchine sfrecciavano come saette sull'asfalto, impedendo alle persone di passare. Per me sarebbe bastato correre o direttamente teletrasportarmi dalla parte opposta, ma quel giorno il sole picchiava più forte del solito provocando stanchezza al minimo movimento.
Scattò verde ed io non esitai ad attraversare. Raggiunsi la gelateria con "passi da gigante", e, entrato, fui subito investito da una frescura rilassante.
Le uniche persone che vi trovai, era una piccola famiglia composta da 2 bambini e i genitori, ma non ci feci molto caso, in quel momento ero impegnato a scegliere i sapori che mi mostrava la vetrina.
Stavo per riferire i gusti al gelataio, quando, una voce squillante attirò la mia attenzione.
-uff, non so proprio cosa prendere-
Girai la testa per vedere a chi apparteneva quella voce, e li la vidi.
Il corpo snello e azzurro, vestiva con una T-shirt grigia ed una gonna rossa, mentre ai piedi calzava degli stivaletti neri con ai lati delle striscie blu elettrico.
Accortasi della mia presenza, si girò guardandomi storto. Notai che portava gli aculei raccolti in una coda, con dei ciuffetti ribelli che le cadevano in viso, mentre, i suoi occhi scuri e lucidi riflettevano le luci delle lampade.
Era bellissima.
Sentì l'ansia salirmi in corpo quando lei aprì bocca.
-Ma io ti conosco, tu sei Shadow, Shadow the Hedgehog, era da anni che speravo di conoscerla-. Non dissi nulla, ma nel sentire quelle parole divenni tutto rosso. "Calmati Shadow" mi dissi tra me e me "è soltanto una comune civile.......riccia, tutto qui"
-Che stupida, non mi sono presentata-
Fece una piccola pausa per prendere fiato, poi ripartì. -Io sono Lola, Lola Fiore, ed è un piacere conoscerla-
Chinò il capo con in piccolo inchino, e quando lo rialzò, non potei non notare il sorriso che gli apparve in viso.
-Il...il p..p..piacere è t...tutto mio-, le risposi con voce tremante, -se non sbaglio stava ordinando il gelato- -Ha giusto, me ne ero dimenticata- disse girandosi verso la vetrina.
-Mi faccia due palline, stracciatella e biscotto- -Cono o coppetta?- domandò il gelataio -Umm, cono, grazie-
Detto ciò tirò fuori il portafogli.
-Perché non ordina anche lei, offro io- -Non si disturbi- le risposi agitando le braccia per aria -Nessun disturbo, anzi, ne sarei onorata.
Area scrittore: Salve ragazzi, scusate se ci ho messo tanto a scrivere questo primo capitolo, ma ho avuto un po' di problemi. Spero che vi piaccia, e vi prego di lasciarmi dei commenti, per sapere se continuarlo o no.
Ciao
YOU ARE READING
Shadow e la Rosa dei Fulmini
Adventure"Era una calda e afosa giornata d'estate, e nulla poteva rovinarla, ma come sempre mi sbagliavo"
