Zia Madison

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Era un giorno di inizio settembre quando i miei mi dissero che sarebbero dovuti andare ad aiutare la nonna con la ristrutturazione della casa. Dissero anche che io sarei dovuta rimanere a casa dato che da lì a poco avrei dovuto iniziare la scuola. Non ebbi nulla in contrario anzi, mi andava più che bene.

Loro partirono verso mezzogiorno e io, subito dopo la loro partenza, chiamai la mia migliore amica per chiederle se avesse voluto venire da me per trascorrere del tempo insieme. Lei accettò e dopo neanche dieci minuti si presentò a casa mia.

"Meno male che sei venuta" le dissi "mi sarei annoiata da sola".

Lei rise e mi abbracciò. Decidemmo di vedere un film comico. Lei lo stava scegliendo mentre io mi misi a fare due buste di popcorn. Dopodiché ci eravamo messe sul divano e avevamo fatto partire il film. Verso la metà qualcuno suonò alla parta. Stoppai il film e andai ad aprire.

"Zia Madison" esclamai sorpresa.

"Ciao cara, sono venuta a farvi visita" mi disse sorridente.

"Mamma e papà sono andati da nonna Amanda per aiutarla a ristrutturare la casa" gli spiegai "ma ci sono io, puoi benissimo rimanere".

"Beh almeno trascorriamo del tempo insieme, come ai vecchi tempi" disse e mi abbracciò.

Adoravo la zia Madison. Era sempre solare e piena di vita, per non parlare del modo delizioso in cui cucinava. Faceva dei pancake buonissimi e aveva una passione per la cucina italiana. Solo il pensiero mi faceva venire tanta fame.

"Sarebbe fantastico" dissi emozionata.
Era anche una grande artista. Faceva dei disegni meravigliosi e io la pregavo ogni volta di farmene altri nuovi. Da piccola mi piaceva come mi disegnava le fatine poi, via via crescendo, le chiedevo di disegnarmi vari passaggi.

Purtroppo però, quando avevo 10 anni si trasferì e non ci eravamo viste più di tanto. Ci eravamo sentite poco e nell'ultimo anno non avevo più avuto notizie di lei, quindi la sua presenza mi andava più che bene.

Le dissi di entrare e, una volta dentro, mi avvisò che sarebbe andata a riposarsi essendo stanca per il viaggio. Io le augurai un buon riposo e tornai a guardare il film con Susan.

"Chi era alla porta?" mi chiese una volta che mi sedetti accanto a lei.

"È venuta mia zia a farci visita. Si fermerà per qualche giorno"

Finito il film Susan se n'è andò a casa perché aveva delle cose da fare. E, mentre stava uscendo di casa, mia zia stava succedendo le scale.

"Dormito bene?" le chiesi.

"Sì grazie" mi sorrise "hai fame? Ti preparo una pizza?"

La guardai piena di entusiasmo ed esclamai un '' forte per poi iniziare a saltellare per tutta la casa e in contemporanea a battere le mani come una bambina piccola. Lei a quella scena rise e si mise subito all'opera. Io la segui a ruota in cucina per parlarci un po'. Le chiesi come stava, se avesse conosciuto qualcuno o se c'era qualcosa di nuovo nella sua vita. Mi disse che stava bene ma che non aveva conosciuto nessuno. Si era invece trovata un nuovo lavoro dove finalmente guadagnava bene.

"E tu? Come te la spassi?"

"Niente di che. Quest'estate abbiamo fatto un casino di cose io e il mio gruppo. Siamo andati in tanti luoghi e conosciuto nuova gente. È stata tipo un giro d'America, non tutta, ma che comunque è durata un mese".

"Wow che bella esperienza" si complimentò.

"Già. Non immagini".

"La pizza è pronta" disse.

"Yee" dissi gioiosa.

Avevamo mangiato e poi chiacchierato per il resto del giorno. Passare del tempo con lei fu fantastico ed io ero molto felice. Erano le undici quando andammo entrambe a dormire.

Si era fermata per cinque giorni e durante quel tempo avevamo fatto molte attività insieme. Avevamo, diciamo, recuperato il tempo perso. Mi insegnò a cucinare i pancake e ogni giorno mi ritrovavo un disegno sul comodino accanto al letto. Erano tutti bellissimi. Era una zia fantastica e sapevo mi sarebbe mancata tanto.

Il giorno della partenza la pregai di restare un altro po'.

"Dai zia, domani tornano anche mamma e papà" la stavo praticamente supplicando.

"Mi dispiace ma devo tornare a riprendere il lavoro" mi spiegò.

"E va bene" sbuffai "mi mancherai" le dissi e l'abbracciai forte.

"Ci rivedremo presto" mi rassicurò.

Il giorno dopo i miei arrivarono molto presto tanto che io ero molto assonata quando li accolsi.

"Come sei stata in questi giorni tesoro?" mi chiese la mamma abbracciandomi.

"Benissimo. È venuta zia Madison. Ti giuro mamma mi era manca un sacco ed è stato stupendo passare del tempo con lei" le dissi felice.

"Zia .. zia Medison?" chiese papà che era sbiancato tutto ad un tratto.

"Sì, perché?" chiesi confusa.

"Mary tesoro, ci dispiace a non avertelo detto prima ma zia Madison è morta" disse la mamma.

"Come morta?!" esclamai incredula "Ma se è stata qui per cinque giorni e mi ha insegnato a cucinare e mi ha fatto moltissimi disegni" dissi per poi andare a prenderli e farli vedere "guardate" continuai esasperata.

"Non so come sia possibile tutto ciò ma Madison è morta da un anno" disse serio e preoccupato mio padre.

Non sapevo come fosse possibile. Rimasi traumatizzata. Pensavo fosse uno scherzo ma le loro facce erano davvero serie, tant'è che mi fecero vedere anche il certificato di decesso. Avevo paura.

La cosa strana è che, passati alcuni mesi da tutta quella situazione cercando di capire come sia stato possibile, la mattina quando mi svegliavo trovavo ogni giorno un disegno diverso sul comodino accanto al letto. Eravamo arrivati al punto da cambiare casa ma i disegni li ricevevo lo stesso. Era surreale. Avevamo messo anche delle telecamere ma non si vedeva mai niente, solo un foglio comparire come per magia sul comodino.

Ancora oggi li ricevo.

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Mydiaryoftheoutburst

Per il concorso 2016/2017Histórias para pegar e não largar. Descubra agora