The words I've never told you.

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Era una sera fredda e buia a Spinner's End. Severus Piton, il cinico insegnante di pozioni, stava seduto davanti a un caldo focolare, osservando la neve scendere dal cielo e imbiancare le strade e i tetti delle abitazioni vicine.

In mano stringeva un foglio di pergamena giallognolo e stropicciato. Era una lettera scritta per lei, Lily Evans, quando entrambi avevano diciassette anni, ma che non le aveva mai consegnato.

Distolse lo sguardo dal paesaggio imbiancato e cominciò a leggere:

"Cara Lily,

Probabilmente non riceverai questa lettera, per paura o per codardia, non so più neanche io come definirla.

Stanotte non riesco a dormire, così ho deciso di scriverti.

Non ce la faccio più a vivere in questo silenzio, a subire continui soprusi, ma soprattutto non posso più nascondere ciò che provo per te.

Penso sia ridicolo dichiararsi alla propria migliore amica attraverso una lettera che, tra l'altro, non sarà mai letta perché segretamente custodita dal sottoscritto, ma non ho intenzione alcuna di causare la fine della tua relazione con Potter.

Io ti amo, Lily, ti amo dal primo momento in cui i miei occhi freddi e scuri hanno incrociato i tuoi così luminosi.

Ti amo perché sei semplice.

Ti amo perché mi hai sempre fatto sentire bene, e perché tu sei l'unica persona che mi apprezza per ciò che sono davvero.

Ti amo perché sei spontanea.

Ti amo perché tu sei l'unica persona della quale mi è mai importato veramente.

Forse non so neanche io cosa sia l'amore, forse sto sbagliando tutto, forse facendo questo potrei perderti per sempre.

Non pretendo che tu ricambi i miei sentimenti, ma avevo solamente bisogno di liberarmi di questa maschera apatica e apparentemente forte che ho creato durante tutti questi anni per proteggermi.

Io desidero soltanto che tu sia felice, anche senza di me.

Con tutto il mio amore

Severus."

Di colpo, calde lacrime cominciarono a rigare il viso di Severus, riversandosi poi sul foglio di pergamena.

Il diffidente, apatico, cattivo, senza cuore professor Piton stava piangendo.

Quella maschera che la società gli aveva affidato per tanti anni si era come distrutta, spazzata via da un uragano di eccezionale potenza.

E quell'uragano era causato proprio da lei, Lily Evans, che ai suoi occhi appariva ancora così bella. Nonostante lei fosse morta diciassette anni prima, nonostante lei alla fine avesse scelto un altro, i sentimenti che egli provava erano rimasti sempre gli stessi.

Ma allora, se l'unica persona per la quale valeva veramente la pena di vivere ormai non c'era più, perché si ostinava a rimanere in quel mondo a soffrire? Forse se lui fosse morto sarebbe stato meglio per tutti, soprattutto per egli stesso. Forse avrebbe potuto incontrare la sua amata, ammirarla come se fosse il tesoro più prezioso al mondo, parlarle, o persino abbracciarla. Sì, finalmente quella tortura immensa sarebbe terminata. Inoltre aveva provocato così tanto dolore a Hogwarts, uccidendo Silente. Sapeva che in realtà era stato un gesto eroico, decisivo per la sconfitta del più grande Mago Oscuro di tutti i tempi, ma si sentiva comunque in colpa.

Così Piton avvicinò lentamente la bacchetta, puntandola contro il suo cuore. Prima di compiere l'Anatema che Uccide, si accorse che stava piangendo. Ma non era un pianto di dolore al quale era abituato ormai da tanto tempo: per la prima volta nella sua vita, stava piangendo per la gioia.

E con il pensiero rivolto a lei, sussurrò due semplici parole, che però portano a conseguenze inesorabili:

"Avada Kedavra".

E si accasciò a terra, con il sorriso stampato in volto.

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