Che poi l'inverno aveva preso alla sprovvista un po' tutti. La guardi dal balcone trotterellare in giro, la cuffia e la sciarpa di lana, il naso arrossato per il freddo ed un paio di guanti di pelle. Appoggiato alla ringhiera, il busto inclinato verso la strada umida e resa arancione dai lampioni, ti ritrovi a pensare quale stracazzo di animale fosse morto per non far prendere freddo alle dita della ragazza.
Un bovino probabilmente.
Forse un rettile.
Un giorno sei lì... Mangi topi scongelati da poco...
Il giorno dopo la tua pelle fa parte di un set completo cintura, guanti e portafoglio.
E tu? Che hai di diverso da quelle povere bestie?
Platone disse che l'uomo è un bipede senza piume. Non aveva mai visto un primate, né un canguro. O forse era Aristotele? In ogni caso Diogene lo smentì sbattendogli in faccia un pollo spennato. Che figura di merda.
Guardati, stai di nuovo divagando. Probabilmente i guanti sono pure di pelle sintetica.
Come il rettile a cui stavi pensando poco prima sei stato scuoiato un po' anche tu. La pelle è a Torino, su quel balcone, nascosta dietro ad un geranio moribondo. Carni e visceri chissà dove. Qualche paese nel sud del mondo forse, dove tutti dicono che le stagioni sono al contrario e le persone pure.
Che fai? Ti butti? La ragazza ti sta fissando. Una cinquantina di metri e sei pure miope, ma quello sguardo ti entra nelle ossa.
"Quelle che hai lasciato...?"
"Si, quelle che ho perso al sud"
"Allora sono più di cinquanta metri"
Se ti lasci cadere l'atterraggio potrebbe non ucciderti. Rovineresti la serata della donzella e l'ultima cosa che vedresti prima di andare all'altro mondo saranno i suoi occhi accusatori che fremono esasperati.
"Potevi suicidarti due vie più a destra no? Ora mi toccherà chiamare l'ambulanza"
"Dio, questo coglione non è riuscito nemmeno a morire sul colpo"
No, meglio di no. Entra in casa, fa freddo e sei in maniche corte. Accendi la tv. Stappa una birra. Goditi il resto della serata. Spazzatura. Cambia canale. Spazzatura. Cambia canale. Una Venere di Willendorf fa a gara con un'anoressica per raggiungere il peso forma. Spegni la tv. Alzati e mettiti un giaccone. Raduna un paio di vestiti e buttali nello zaino. Apri la porta. Esci di casa. Chiudi la porta.
"Dove si va?"
"A sud".
"A sud dove?"
"Non ha importanza".
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A Sud Si Sta Bene
AdventureUn viaggio ispirato e non, alla ricerca di se stessi e, perché no, anche della felicità. Schizofrenia e depressione, ma anche colori e sorrisi si susseguiranno nel viaggio verso "il sud del mondo"
