Beth's pov
Succede così, un giorno ti svegli e ti accorgi che quella persona che fino alla sera prima non significava niente per te è la ragione per cui respiri, quella per cui il tuo cuore batte e quella per cui hai la forza di alzarti la mattina. Così ci si innamora. In quel momento ti sembra di spiccare il volo. Ti svegli e lui è il tuo primo pensiero, ti frulla nella mente il suo nome, la sua voce e la sua risata, e da quel momento diventa la ragione di tutto.
Così è successo a me questo maledetto venerdì mattina quando mi sveglio e il mio cuore batte a ritmo del suo nome. Ammetto che è difficile alzarmi anche perché devo andare a scuola, vederlo e salutarlo dovendo riuscire a non sciogliermi. Così mi vesto con la solita felpa comoda della settimana del ciclo, un paio di jeans e le mie sneackers preferite. Sta per arrivare, mancano cinque minuti, cinque minuti e dovrò vederlo. Mi passerà a prendere come tutte le mattine nella sua jeep nera, in tutta la sua bellezza con quegli occhi azzurri da capogiro in cui di sicuro mi perderò e dovrò baciarlo sulla guancia come faccio da quando siamo migliori amici,cioè da sempre.
Suona i clacson, respiro profondamente ed esco dalla porta. Lui indossa una maglietta bianca e attillata a maniche corte che gli evidenzia quegli splendidi addominali scolpiti. Okay, sapevo che era bello, anche per il fatto che ogni giorno ha come minimo cinque ragazze diverse che gli lanciano sguardi seducenti ma lui non si smuove è sempre concentrato su una ragazza sola, Annabelle, la ragazza del quarto anno che lui ha sempre amato fin dalla prima liceo.
Salgo in macchina e lo guardo, lo guardo e non riesco a dire niente, siamo lui ed io lì in macchina in un silenzio abbastanza imbarazzante, io con la bocca aperta per lo spettacolo che mi si presenta davanti -ma porco cacchio, proprio oggi quella maglietta Cole?- e lui che mi osserva perplesso :"Ehi Beth, stai bene?" sta sorridendo, quel sorriso a trentadue denti cosi bello e rassicurante.
Abbasso la testa e divento rossa, lo sento, sento le guance che vanno a fuoco, ma non rispondo.
"Seriamente Beth, tutto ok?" e dicendolo appoggia la mano sulla mia coscia, che al suo tocco si informicola e inizia a scaldarsi. "Sicura di non avere la febbre?"
Si sparge verso di me e mi poggia le labbra sulla fronte. Okay, è davvero troppo vicino sento il suo odore e inspiro forte. "No, non sei calda. Ma perché non parli?"
"Niente è tutto okay. Sono solo un po' distratta. Alla prima ora ho compito di matematica quindi vedi di sbrigarti!" dico balbettando e chiudo il discorso con il sorriso più forzato che io abbia mai fatto.
Il viaggio trascorre in silenzio e io mi distraggo ripetendo le nozioni che ho studiato ieri pomeriggio per il compito di matematica. Arrivati a scuola scendo dalla macchina e lo saluto, non devo fargli capir che c'è qualcosa che non va.
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Dieci minuti, solo dieci minuti -che possono sembrare eterni se sono gli ultimi dieci minuti dell'ultima ora di venerdì- e poi dovrò vederlo. Una parte di me vuole rimanere in classe per altre due ore piuttosto che vederlo, sento come una strana paura, paura di incontrarlo. Di primo impatto mi sembra strano, non mi era mai successo in tutta la mia vita. Mi sembra strano il fatto di avere paura di incontrare un ragazzo, e soprattutto se questo è il mio migliore amico.
D'altro canto però ho voglia di vederlo e di abbracciarlo come ho sempre fatto, sin dai tempi dell'asilo, così i miei polmoni avrebbero ripreso la corretta funzionalità.
Così racimolo le mie cose e mi dirigo verso l'uscita, dove Cole sta parlando con Annabelle provandoci spudoratamente, si pettina il ciuffo castano con la mano, gli occhi risplendono e quella maledetta maglietta attirerebbe l'attenzione anche di una formica. Devo avvicinarmi, convinco i miei piedi a muoversi verso la meta e quando arrivo accanto a lui mi riprometto di non guardarlo negli occhi neanche se mi offrissero una cifra esorbitante di soldi.
"Ehi Cole, odio interrompervi, ma possiamo andare per favore sono stanca.." dico appoggiando la mano sul suo braccio, gesto di cui mi pento subito perché al tocco del suo bicipite che sembra stia per esplodere.
"Ehm, certo andiamo.. ciao Annabelle, a domani" dice lasciandole un bacio sulla guancia. Aspetta, aspetta, aspetta, cosa mi sono persa? No, non ci voglio pensare. Scaccio i brutti pensieri e lascio che questo splendore mi riporti a casa.
Ciao a tutti❤️ spero che questo capito vi sia piaciuto! Aggiorniamo presto!
By Sarette🌸
