E se i sogni fossero piccoli fuochi che si accendono dentro i corpi di ognuno prima di librarsi verso il cielo?
E se le lacrime e la fatica che da essi dipendono non valessero la pena di accendere quei fuochi?
Se sentissi il petto, in fiamme, che arde dal desiderio, pesare troppo e decidessi di non perseguire quel desiderio? Che fine farebbe? Cambierebbe il destino?
Esiste davvero un destino? O noi umani siamo solo piccole macchine che si accendono e si spengono a migliaia nel mondo ogni giorno per nessun scopo in particolare e per nessuna meta evidente?
Queste erano le costanti domande che annebbiavano la mia vista e offuscavano il mio pensiero. La nonna diceva sempre che rimanevo troppo immersa nei miei pensieri senza mettere tutte le mie forze in un lavoro utile, che potesse portarmi del pane. Ma dopotutto facevo parte di una generazione che non creava nulla, che viveva delle creazioni altrui senza preoccuparsi di restituire il favore. Facevo parte dell'era della tecnologia. Ogni cosa, tutto, parlava da se e si muoveva a comando. La spensieratezza e la libertà di un tempo erano a me estranee, temute. Ogni cosa fuori dall'ordinario rappresentava un pericolo che poteva far vacillare la mia quotidianità. Non si viveva più giorno per giorno, ma con la programmazione sempre del giorno dopo.
L'era l'avete capita. L'anno non Vi è dato saperlo. Io sono Oscar.
DU LIEST GERADE
Thoughtless Required
FantasyStoria d'amore, con una vena drammatica. Perfetta per chi si lascia trasportare dalle parole e dall'immaginazione. Si necessita fantasia e apertura di mente. Contiene colpi di scena che potrebbero inibire le vostre sensazioni critiche.
