Prologo

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Ripugnante. Ripugnante fu la prima cosa che il ragazzino pensò vedendo la cavia dietro il vetro della cella. Era legata alla sedia, la testa chinata. Sulle braccia s'intravedevano, sotto il camice bianco, delle lesioni rossastre ed un'infinità di graffi.
Il bambino sussultò quando la strana cosa alzò di scatto la testa. Aveva un viso buffo, con un naso lungo e storto. La creatura ricominciò a urlare parole che il ragazzino non riusciva a capire.
-Papà! Ho paura!- balbettò quest'ultimo, nascondendosi dietro il camice dell'uomo che lo affiancava.
-Tesoro, non ti può fare niente quel mostro, hai capito?- gli disse il padre, rivolgendogli uno sguardo dolce e accarezzandogli teneramente la testa.
-Lo so... Ma è proprio strano! Mi fa paura!- il bambino strinse il camice con la manina tremante - Sembra che stia soffrendo! Perché continuate a torturarli?
-Non li torturiamo, li studiamo solo. Vedi, Knaive, loro, quei diavoli, sono il più grande peccato. Devono essere trovati e rinchiusi tutti, prima che infettino noi e i nostri bambini.
Il bambino spostò lo sguardo dal padre alla cella, dove quello strano essere si muoveva spaventato, mentre un infermiere compariva dalla porta di sicurezza, con indosso un'immacolata tuta in lattice e con una siringa nella mano, per sedare la creatura.  Knaive pensò che fosse molto diverso da lui. Insomma, quegli arti mostruosi e quella carnagione pallida erano talmente anormali...
-Come hai detto che si chiamano queste... cose?
Il padre osservò la creatura perdere coscienza, poi rivolse ancora uno sguardo al bimbo.
-Vengono chiamati... umani.

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⏰ Last updated: Dec 15, 2016 ⏰

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