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Introduzione

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Era la mattina del 15 giugno 1914, un altro noioso giorno a Londra, la solita pioggerella leggera che cullava la città ancora dormiente col suo suono leggero sui tetti di legno delle case di West End.
Tra poco mi sarei messo i pochi abiti logori che mi ritrovavo e mi sarei recato in quel dannato inferno di fuoco e acciaio fuso che per i miei colleghi era la salvezza, la sussistenza, la vita. Per me era solamente un' altra delle mie sfortune; infatti non solo sono un operaio di fabbrica...ma anche un irlandese emigrato a Londra, il ché non è decisamente l' ideale.
Invece di perdermi nei miei soliti pensieri disfattisti e pessimisti mi sarei dovuto dare una mossa, poiché il turno sarebbe iniziato solo tra mezz' ora. Così mi guardai allo specchio e vidi la solita grigia faccia di chi a 20 anni già ha perso la voglia di vivere, la barba mal rasata di chi non ha né il tempo né il bisogno di rasarsi, gli occhi azzurri che ancora conservavano un leggero barlume di vitalità tenuto in piedi solo dall' unica persona che mi avesse mai compreso.

Arrivai alla fabbrica appena in tempo per l' inizio del massacrante turno di 12 ore, mi dirissi dal capo reparto, un tale di nome Albert Frye, un brav' uomo in fin dei conti -Sydney O'Donnel! - mi urlò - O'Donnel, oggi serve che tu faccia una commissione speciale per il Duca di Gray in persona- io rimasi frastornato al suono di quelle parola "bene, qualcosa fuori dall' ordinario, chissà, magari riuscirò a uscire da questo lugubre posto e..." un altro urlo di Frye mi riportò alla realtà -ehm...Sì, sissignore , per caso Sua eccellenza ti ha detto di cosa si trattasse?- non stavo più nella pelle, l' ansia di sapere cosa avessi dovuto fare mi rodeva il fegato, ma poi pensai "perché io? Cosa vuole da me il Duca in persona" un attimo dopo questo mio pensiero la risposta mi fu data - Sua eccellenza il Duca mi ha detto solo che gli servivano 5 dei miei migliori operai- disse il vecchio Frye. - chi altri hai scelto?- gli chiesi -tu, Nicholson, McCain, Johnson e Price.-
"Fantastico, un ubriacone scozzese e tre bastardi inglesi".
Fummo convocati in casa del Duca poche ore dopo, vennero due automobili a prenderci: facevano un rumore infernale, come quando al paese venne quel circo itinerante...ricordo il ruggito di quei leoni come se fosse successo ieri, creature maestose seppur chiuse in una gabbia d' acciaio.
Acciaio...l' acciaio che producevo nella fabbrica, l' acciaio che veniva mandato alle nazioni belligeranti dell' Europa di inizio '900, l' acciaio che ognuno aveva in casa sotto le più svariate forme, questa è la parola chiave della mia vita a quanto pare...acciaio. in quella macchina mi sentivo come quei Leoni nelle gabbie del circo, chiuso, senza via di scampo; ma a differenza loro io andavo incontro all' esperienza che fu la base per tutto quello che successe da quel punto in avanti...

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⏰ Last updated: Dec 06, 2016 ⏰

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