Lunedì 3 settembre ore 6:05 AM
Controllo per l'ennesima volta di aver preso il biglietto aereo, la carta d'identità e il passaporto.
Ripasso mentalmente tutto ciò che dovrebbe essere presente nei miei bagagli, ad occhi chiusi, sfogliando un elenco immaginario di tutte le cose indispensabili. Poi faccio un bel respiro, provando a ritrovare una calma momentanea.
"Sofia mi stai ascoltando?"-quando alzo lo sguardo incontro gli occhi azzurri di Annalisa che mi scrutano perplessi.
"Si sono pronta, prendo le ultime cose e andiamo".
Afferro la valigia e mi precipito giù per le scale, esco di casa e trovo mio padre ed Annalisa ad aspettarmi in macchina. Lei è sempre stata la mia migliore amica sin dal liceo, restandomi accanto nei momenti più difficili.
"Pronte per il viaggio?" Ci chiede mio padre.
"Pronte, Manhattan stiamo arrivando!"esclamiamo.
In realtà non so se reputarmi pronta, due mesi fa ne ero assolutamente convinta: dopo l'esame di maturità volevo solo concludere gli ultimi impegni per poi godermi l'estate ed aspettare questo giorno di settembre.
Ora però, non so se considerarmi davvero pronta per andare a vivere in una città del tutto sconosciuta. La mia migliore amica raccoglie la sua lunga chioma bionda in una coda ordinata e fa un bel respiro.
Ore 8:30 AM
Dopo aver fatto il check-in, salutiamo calorosamente mio padre, promettendogli di sentirci ogni giorno.
"Mi mancherai molto piccola mia. State attente" mi sussurra lui abbracciandomi.
Alle 11 saliamo sull'aereo e prendo posto a lato del finestrino. Poco dopo sentiamo la voce robotica del comandate il quale annuncia che partiremo a breve e che ci augura un buon viaggio.
Il volo ha fatto ritardo e quando arriviamo all'aeroporto di Manhattan è giá notte. Usciamo fuori ad aspettare il taxi, ma la guardiola appostata all'uscita ci informa che a quest'ora non ne passano più.
Così siamo costrette a vagare per la cittá in piena notte alla ricerca di un mezzo che ci porti nella nostra nuova casa.
