Prologo

79 28 25
                                        



Brooke stava guardando i cartoni in televisione, tra le braccia del padre. I suoi piccoli occhi erano finalmente pronti a chiudersi ed il padre, avendo distolto lo sguardo dal programma, se n'è accorse. L'uomo gli sorrise e pensò dentro di sé, a quanto fosse fortunato ad avere una bambina così bella ma allo stesso tempo così fragile.

«Qualcuno qui ha sonno» disse lui, in tono dolce, accarezzandogli lievemente la guancia.
In tutta risposta, la bambina fece un grande sbadiglio e guardò negli occhi il padre sorridendogli e facendogli un segno di assenso.
«Vieni piccola peste mettiamoci a letto» le disse in tono giocoso, mentre la prendeva in braccio e la portava verso la camera.

Una volta arrivati, sistemò la bambina tra le coperte e gli diede uno bacio sulla fronte, sussurrandole «buonanotte.»
Brooke, aprì gli occhi e guardò il padre dicendo in tono allarmato «Papà, non ho nutrito la pianta oggi» disse con occhi visibilmente tristi, mentre girava la  testa verso la piccola piantina sopra la finestra.
Il padre la guardò ed uscì dalla camera, tornando pochi minuti dopo con un bicchiere pieno di acqua.

Mentre metteva accuratamente l'acqua nella terra secca della pianta, disse alla figlia «vedi Brooke, non devi mai scordare di dare acqua ad una pianta perché, anche se tu non lo vedi, lei soffre.»
Questo non migliorò l'umore della bambina, che ora si sentiva ancora più in colpa, anche se non era in grado di capire del perché il padre le avesse detto quelle parole.
«Ma papà, sembra sempre uguale» disse in tono confuso, mentre pensava che quella non era la prima in cui la graziosa piantina rimaneva senz'acqua.
Il padre finì di mettere l'acqua e si avvicinò alla bambina dicendogli «lo so che non capisci tesoro, sei ancora troppo piccola, ma vedi, ci sono cose che si vedono ed altre che nessuno vede. Potrei dire che la pianta sta bene, perché al dì fuori è così bella, colorata» le disse, mentre con il dito le toccò il naso, facendo ridere la bambina, «però, di dentro, lei potrebbe soffrire, potrebbe piangere, solo che noi non c'è n'è accorgiamo» finì il suo discorso, sorridendole lievemente.
«Questo vale solo per le piante?» Chiese lei al padre con occhi curiosi, come se il sonno di poco tempo prima fosse svanito.
«Questo vale per tutti Brooke. Prendi per esempio una persona. Una persona che all'apparenza ti sembra così felice, che sorride sempre e scherza con tutti» disse lui, mentre la bambina annuì incitandolo a continuare, «va tutto bene e poi torna a casa. E diventa terribilmente tutto così triste a i suoi occhi, smette di ridere, di scherzare, cambia completamente modo di essere.»

Brooke guardò il padre con occhi spaventati, non voleva diventare come quelle persone. Lei voleva essere felice sempre.
«Cosa si deve fare per non far accadere tutto questo?» Chiese allargando le braccia. Il padre le sorrise e le diede un bacio nei capelli.
«Non dipendere mai da nessuno piccola Brooke. Devi dipendere solo da te stessa.» Con queste parole, l'uomo spense la luce e chiuse la porta, dando un'ultima occhiata alla bambina.
Brooke intanto, cercò di prendere sonno, ricordandosi che il giorno dopo, avrebbe dovuto nutrire la piccola pianta.

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
CIAAAAAAAO!
Si questa è una nuova storia di me, una tizia che non conoscete.
Questo è il prologo e vorrei davvero sapere i vostri pareri in modo da migliorare.
Vi dico solo che la storia sarà molto di azione (vi prego non immaginatevi amore criminale) eeeee niente, spero che vi piaccia. Adoro leggere quindi se avete qualche storia, consigliatemela la leggerò sicuramente💕

A presto!🌺

You've reached the end of published parts.

⏰ Last updated: Nov 17, 2016 ⏰

Add this story to your Library to get notified about new parts!

Needed Me. ||hs||Stories to obsess over. Discover now