Capitolo 1

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La giornata non era delle migliori, Daphne non amava le giornate piovose, soprattutto se proprio in quelle giornate gli venivano affibbiati lavori che lei non voleva, lavori che gli altri scartavano perché pesanti.
Nata in Italia, a Roma, da madre italiana e da padre americano,era rimasta in Italia fino ai 15 anni, poi i suoi genitori si trasferirono in America, dove i nonni paterni, ormai vecchi, avevano lasciato in eredità a lei e ai suoi genitori, tutto quello che avevano guadagnato con una vita di lavoro. Lei adorava i suoi nonni, nonostante fossero in due stati diversi, lei non mancava mai l'occasione di sentirli per telefono, e in molte occasioni aveva viaggiato con i suoi genitori per passare del tempo con loro.
Ormai erano tredici anni che si era trasferita lì, in America, abitava nella villetta lasciata dai suoi nonni, che erano morti un'anno prima.
I suoi genitori avevano deciso di ritornare in Italia, per poter stare vicini ai nonni materni.
Daphne ormai ventottenne, sapeva cavarsela da sola, e poi avrebbe fatto visita almeno ogni due mesi in Italia, in modo di poter stare ancora con la sua famiglia.
Stamford era completamente grigia quella mattina, lì si trovava la sede della WWE, la sede del wrestling, uno sport che lei adorava, non perdeva mai una puntata, aveva come tutti un idolo, che lei sperava almeno una volta di poter veder da vicino,ma ancora non era mai successo, quindi si accontentava di vederlo tramite la TV, ma non perdeva mai le speranze, in fondo lavorava in quella sede che distava a pochi chilometri da casa sua.
Era intenta a finire di scrivere un'articolo su quello che succedeva in città, un'articolo di cronaca, non era il suo campo, ma tutti gli altri colleghi avevano fatto in modo di evitarlo, la cronaca lì in quella sede di giornale, non interessava a nessuno.
E come sempre, quando c'era un'argomento che tutti schivavano, Thomas, il direttore, chiamava lei, che chissà per quale motivo riusciva a scrivere anche di cose che lei non conosceva, non per questo si era laureata con il massimo dei voti.
Stava cercando di concludere quell'articolo, quando alle sue spalle senti Debby, la sua collega che si occupava di sport, e che quindi si occupava per la maggior parte delle volte di wrestling, quanto la invidiava, più di qualche volta gli aveva chiesto se poteva accompagnarla, così, tanto per vedere quella sede che lei non aveva mai visto, aveva potuto ammirarla solo da fuori, ma Debby chissà perché non aveva simpatia per Daphne, quindi si limitavano a un semplice saluto, e a volte neanche a quello. Non si erano mai prese di carattere, Daphne era semplicemente spontanea, diceva sempre quello che pensava, e molto spesso questa parte del suo essere faceva nascere antipatie, mentre Debby, era la classica snob, voleva essere sempre al centro dell'attenzione, gli altri non contavano nulla, e poi sapendo che Daphne adorava il wrestling, non mancava occasione di farsi invidiare.
Si era fatta l'ora di pranzo, e Daphne aveva appena finito il suo articolo, si alza dalla sedia, e si dirige verso l'ufficio di Thomas, per lasciare il suo fascicolo sulla scrivania, chiudere la porta e uscire per andare a pranzo.
Sapeva già che Kevin era ad aspettarla alla solita tavola calda all'angolo della via, lui era uno dei pochissimi amici che aveva, uno dei pochi che non se la prendeva quando lei diceva quello che pensava, erano amici dai tempi del liceo, e quando Daphne usciva era sempre con lui, e sempre lui le era stato vicino quando aveva passato uno periodo non bello della sua vita.
Entrò dentro la tavola calda e Kevin la fece voltare con un fischio,appena lo vide si sorrisero subito, e subito si scambiarono un'abbraccio <<cavolo Daph......a momenti non ti riconoscevo! Sembri una barbona!!>>
<<fottiti Kev!!!!! Fa un freddo cane oggi!! Non potevo di certo venire in bikini!!>>
In effetti era una vera giornata d'inverno, e lei era molto freddolosa, quindi aveva un cappotto che arrivava fino alle caviglie, una grossa sciarpa che copriva anche le guance, e per finire un cappello che arrivava sopra le sopracciglia, si riuscivano a malapena a distinguere gli occhi, ma ormai Kevin la conosceva bene, l'avrebbe riconosciuta anche se fosse coperta completamente.
Arrivò la cameriera e chiese loro cosa volessero ordinare, dopo poco venne servito loro quello che avevano ordinato, e ridendo e scherzando pranzarono insieme, come ormai succedeva da due anni a quella parte.
Lei sembrava sempre molto felice, ma sapeva che non lo sarebbe mai stata davvero, almeno finché i ricordi tornavano nella sua mente e nel suo cuore, a volte ci sono cose che non si cancellano dalla memoria, e neanche dal cuore.

Lunatic Love (Dean Ambrose) (#Wattys2018)Stories to obsess over. Discover now