In Biblioteca.
Erano circa le quattro del pomeriggio, e avevo decisamente bisogno di una pausa, giusto per staccare un po'. Gli esami si stavano avvicinando, quindi lo stress era direttamente proporzionale al bisogno di caffè che dovevo assumere almeno per vivere. Misi nella cartella tutti i quaderni e libri, presi il mio telefonino e uscii dalla biblioteca, che da 3 ore a questa parte era stato il mio luogo di culto e stress pomeridiano.
Cominciai ad incamminarmi nella strada principale, dando un'occhiata ai negozi allestiti per le vacanze di Natale. Nel giro di una ventina di minuti ero arrivata davanti ad una tavola calda aperta da poco, molto invitante. Entrai e rimasi quasi affascinata che un semplice bar potesse essere così tanto elegante. Diedi il buongiorno e decisi di sedermi davanti alla vetrina.
Avevo una fame! Mi sarei mangiata tutti i dolci disponibili se solo fosse stato possibile.
Dopo un paio di minuti arrivò una cameriera che mi chiese cosa volessi ordinare. Presi un cappuccino e un muffin al miele (il mio preferito). Nel frattempo pensai, non a qualcosa di particolare, un po' a tutto. Pensai a come sarebbe essere a casa in questo momento, oppure a passeggiare nella costa durante l'estate. Dopo un quarto d'ora di rimuginamenti e tranquillità decisi di andarmene, lasciando anche la mancia alla cameriera, che era stata gentile ed educata, cosa che ormai si vede anche ben poco qua a Victoria.
Era il 13 Dicembre, e, nel tragitto per tornare a casa, cominciò a nevicare. Una neve candita e non troppo fitta. I bambini correvano per il marciapiede e le madri chiacchieravano fra di loro. Sistemai meglio sui capelli rossi il cappello di lana nera e mi irrigidì dal freddo. Era bellissimo, adoravo quell'aria natalizia e quella felicità che coinvolgeva tutte le persone a te circostanti. Era contagiosa, non ti faceva pensare, per niente.
Mi domandai se anche la mia famiglia fosse felice quanto lo fossi io. Mia madre e mio fratello abitano in Europa, precisamente in Irlanda. Infatti vado a trovarli ad ogni vacanza disponibile, anche se il costo di un'andata e ritorno è notevole, soprattutto dal Canada, però non impossibile.
Io ora abito con Helena, la mia coinquilina, in via Cadboro Bay. Non andiamo all'università insieme, lei è ballerina di danza classica, ed anche per questo non ci vediamo quasi mai, soprattutto la sera. Lei va a ballare in discoteca e a bere con gli amici e io rimango a casa a studiare, come di mio solito.
E quella sera non era diversa dalle altre. Entrai in casa che lei era già uscita, lasciandomi un biglietto appeso al frigorifero:
"Ci sono le nuggets di pollo da scongelare, baci"
Non eravamo molto unite, ma poteva capitarmi decisamente di peggio.
Eseguii la mia solita routine serale: studio, cena, studio, doccia, letto. Non avevo neanche un attimo per me stessa, se non durante le vacanze, che, grazie al cielo, erano più vicine di quanto si potesse desiderare.
Le vacanze erano la mia salvezza.
Non appena finì la doccia mi infilai subito sotto le coperte, non avevo neanche la forza di continuare il libro che fino a pochi giorni prima aveva attirato la mia attenzione. Ero sfinita, e mi addormentai pensando che, un giorno, tutti i miei sforzi, tutta la mia fatica, il sudore della fronte e le notti insonni saranno ripagate.
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Spazio scrittrice
Ciao a tutti!
Io sono Simona, e questo è il mio primo capitolo della mia prima storia su wattpad!
Sono così emozionata ♡
Se la storia vi è piaciuta lasciate una ☆, se invece avete critiche non esitate a dirmelo!
Baci baci!
Simo
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My Salvation
RomanceAmber, 19 enne imbranatissima, topo di biblioteca, studentessa presso the University of Victoria, Canada. Eugene, 21 anni, musicista (violino), lavora come cameriere presso una tavola calda. I due non si sono mai conosciuti prima, nessuno dei due...
