History Maker - Fire

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“È stata la tua musica che mi ha attirato a te..”

History maker - Fire

Quelle parole rimbombavano come un’eco nella testa di Yuri, rimbalzando da parte a parte nei suoi pensieri al ritmo del suo cuore che adesso andava veloce tanto da fargli fischiare le orecchie.
Il tempo era immobile mentre, aggrappato alla balaustra, faticava a riprendere il controllo di se. Il fragore dagli spalti sembrava un suono ovattato e distante, mentre l’atleta con lo sguardo accecato dallo scintillio dei cristalli color rubino, abbagliati dalla luce bianca dell’occhio di bue, seguiva la persona che amava. E come un angelo planava leggiadro su l'argenteo ghiaccio con la dominante perfezione di cui solo Victor può esser capace.
“Chiamata in pista per l'atleta numero 7 Katsuki Yuri”.
Quando l’altoparlante pronunciò il suo nome il suo cuore riprese a battere normalmente. I suoni si fecero nuovamente vivaci e squillanti e il suo respiro regolare. Ecco toccava a lui, da lì a poco avrebbe potuto chiudere quel capitolo della sua vita per sempre.
Victor stava ancora raccogliendo gli applausi e i doni del pubblico nella pista, esibendosi in più inchini con fascino e galanteria che gli erano decisamente naturali, mentre il macchinario per la pulizia della pista si era già azionato, costringendolo a venir via verso l’altra uscita. Yuri cercò il suo sguardo, il russo gli sorrise sollevando un sopracciglio in segno di sfida.
Provava un fuoco dentro, nelle viscere, e avrebbe voluto urlare di rabbia ma non lo fece. Si protese reggendosi alla balaustra per entrare proprio mentre il russo passava, costringendolo a fare mezza scivolata indietro ed a reggersi a sua volta per non cadere nel fare entrare il giapponese in pista. Il costume, un aderente camicia da smoking sbottonata sul collo, su pantalone nero accentuava la fisicità del pattinatore nipponico, e le piccole decorazioni del cravattino legato male appositamente, erano dettagli che gli donavano un certo charme magnetico.
Sapeva di esser bello e non si sforzò di negare quella espressività. Nemmeno quando Victor lo strattonò. Sentire di nuovo il tocco delle sue mani fece fermare il respiro di Yuri e per un istante sembrò perdere quella sorta di concentrazione che si era imposto di mantenere. Dopotutto era da quel giorno che la loro pelle non si sfiorava, ne che i loro sguardi si incrociavano...

La donna bellissima era entrata alle terme, Yuri si trovava all’ingresso, e salutando la straniera come una cliente la invitò ad entrare. I suoi capelli corvini scendevano delicati sulle spalle, due occhi decisamente occidentali color cenere, profondi e impenetrabili, davano a Yuri una certa soggezione ma più di ogni altra cosa a metterlo a disagio era che lei, annunciandosi con un mangiucchiato giapponese, di chi si sforza di scandire le sillabe, chiedeva se il campione russo fosse pronto. “Pronto per cosa?” si domandò il ragazzo con il cuore in gola. Chi era quella donna e cosa voleva dal suo coach?…
"Vic...Victor… c'è qualcuno per te.."
Yuri sorrise alla donna, mentre Victor dall’altra parte della casa stava mugugnando in maniera interrogativa se fosse il caso di indossare qualcosa.
"Ma certo! Tu non parli la nostra lingua!" esclamò Yuri sfoderando un sorriso, rasserenandosi del fatto che la donna avesse sbagliato pronuncia per chiedere di Victor. Il coach scese nella sala d'ingresso, mentre si grattava la testa biascicava qualcosa di imbarazzante sulla notte appena trascorsa, e sul fatto che a quell’ora avrebbe voluto dormire ancora. Il rossore di imbarazzo sul volto del pattinatore giapponese, per quelle parole fuori luogo di fronte alla straniera, scomparve non appena lo sguardo di Victor incrociò quello della donna. Si aspettava di vedere Victor esaltarsi e fare una solita pantomima, come faceva con chi ha confidenza o lo splendido come al solito con i suoi fan. Ma Yuri non era affatto preparato a quella reazione.
Il russo si irrigidì, deglutendo cercò di sistemarsi la camicia alla bene e meglio e si fissò nello sguardo di lei con una serietà disarmante. "Viktor!" esclamò la donna accennando un sorriso rassegnato ma severo "ty pomnish? Davai, my v kontse kontsov etot fars!" Il russo a quelle parole si portò le mani tra i capelli ancora spettinati grattandosi la nuca "Uff Diana… Diana! Moi vozlyublennyye. Eto bylo ne tak, chto vemissi datu. my mogli by peresmotret' okonchatel'nyy grand-prix!" A yuri faceva sempre uno strano effetto sentire Victor parlare nella sua lingua madre. E quelle poche volte che lo aveva usato con così tanto impeto erano stati momenti decisamente più intensi e privati tra loro. A dire il vero eccitava parecchio il giapponese sentire il suo amato esclamare frasi con quegli strani suoni in preda all’impeto del piacere, quando nella loro intimità riuscivano ad abbandonarsi l'uno all'altro. Perciò, in quel momento, a quel suo sguardo ed a quelle parole provò un viscerale senso di gelosia. Non aveva capito granché anche se qualche parola l'aveva colta. “ Andiamo, smettila” e “ci saremo rivisto al grand prix” erano parole che il coach usava anche in altri contesti come nelle interviste e le aveva praticamente assimilate. Ma l’insieme della conversazione che stavano avendo i due gli era completamente sconosciuta. Quello che capiva bene era che Victor non sembrava molto a suo agio in quel momento. Aveva lanciato a Yuri un’occhiata di dissenso e l’aveva colta perfettamente. Voleva privacy con la donna straniera, lui era di troppo.
"Voz'mite vashi veshchi. Vy dolzhny ser'yezno trenirovat'sya pryamo seychas. prosto igry. Vy sdelali to, chto u vas bylo. Poydem..." Qualche istante dopo che i due si erano allontanati la voce della donna seguì sin dentro il russo che stava rientrando. Yuri era rimasto esattamente immobile, cercando di spiegarsi cosa stesse succedendo. "Victor… Chi è quella donna?! Cosa è venuta a fare?"
Il tono di Yuri era quasi imbarazzato, non era abituato a fare domande simili, non a quel modo; ma il russo lo ignorò, salendo velocemente le scale verso la sua camera, mentre incredulo di quella indifferenza Yuri si apprestava a seguirlo.
La porta della stanza si chiuse velocemente alle spalle di Victor lasciando il giapponese sulla soglia senza il coraggio di entrare. “dopo tutto ancora non riesco a lasciarmi andare” pensò Yuri stringendo i pugni. Avrebbe voluto spalancare la porta e sbattere forte i pugni al muro, finché l’amato non gli avesse rivolto parola. Ma non lo stava facendo e si malediva per questo. Quando Victor aprì la porta era vestito di tutto punto. A tracolla il borsone con le effigi olimpiche della Russia e gli occhi lucidi e rossi di rabbia. Ancora senza dire nulla scese le scale, stavolta più lentamente.
Ogni cellula del suo corpo gridava di essere fermata, tanta era lenta la sua andatura e il modo in cui cercava lo sguardo del giapponese, o almeno questa fu l’impressione avuta da Yuri quando, ormai al limite del crollo nervoso, strattonò Victor sbattendolo con le spalle al muro
"No: tu non te ne vai così! Ti ho chiesto chi è quella donna Victor. Si può sapere cosa diavolo vuole da noi? "
Victor si fissò nei suoi occhi con pupille sottili e un mezzo sorriso che non prometteva nulla di buono. Immediatamente le mani di Yuri si portarono alla bocca, come a voler ricacciare indietro quelle parole pronunciate con tanta enfasi. Era una domanda inopportuna forse, ma era un suo diritto chiedere.
Era un suo diritto sapere. Victor gli prese i polsi, si portò le mani del giapponese alla bocca e le baciò, portandosele poi al petto e stringendole tra le sue
" Da noi..? Lei da te non vuole niente..." dicendo questo con un mesto sorriso, come di chi si sente in colpa Victor si avvicinò al giapponese staccando le spalle dalla parete.
"...Tutto questo non è stato solo un gioco. Ho amato davvero la tua musica, ed è proprio perché so che sei pronto che io adesso ti lascio. Lo sei sempre stato, o non avrei avuto bisogno di te..." prese la testa di Yuri, che quasi senza respiro aveva ormai il volto bagnato dalle lacrime, e la cinse a se portando Yuri a sprofondare nel collo profumato e fresco del russo "Spasiba Katsuki Yuri! ". Gli prese il volto tra le mani e lo baciò, intensamente e in silenzio. Poi si sistemò la tracolla e scese le scale. Yuri lo seguì, con quel magone che gli impediva di vedere chiaramente tante le lacrime che adesso scendevano copiose senza poter essere controllate in alcun modo.
All’ingresso la donna stava in piedi cercando di leggere la locandina dei prezzi con il suo accennato giapponese. Non appena Victor si avvicinò lei lo osservò e in un inglese decisamente più comprensibile e corretto, accarezzandogli la testa esclamò "Oh!Ma che carino! Ti ci sei davvero affezionato dunque" dicendo queste parole si girò verso Yuri che ne rimase trafitto. Victor abbassando la testa le sibilò di farla finita immediatamente che non era il caso, ma le parole gli uscirono con un nodo stretto in gola, in giapponese, come se ammonendo lei volesse scusarsi ma, mentre stava per girarsi verso Yuri, la donna gli prese la tracolla, riportando la sua attenzione a lei, chiedendogli se avesse preso tutto o se come al solito stesse dimenticando qualcosa. Il russo rispose di aver tutto il necessario con se
"...e tutti i costumi che ti ho mandato?! A beh immagino che il resto lo recupererai con un corriere più avanti" Victor non rispose. Ma sapeva bene che li stava lasciando ben più che qualche scatola di vecchi costumi.
La donna si mise il borsone a spalla, fece scivolare la sua mano in quella del russo e ne intrecciò le dita , schioccandogli poi un casto bacio sulle labbra che lui accolse con spaventosa disinvoltura e abitudine. Mentre lo trascinava fuori verso un taxi che era rimasto in attesa per tutto il tempo, la mano di Victor scivolò sul fianco di lei stringendola a sé...

“Ed ecco che si conclude il libero del campione del mondo!Il russo Victor Nikoforov! Chi mai signore e signori si sarebbe aspettato un rientro alla grande come questo a fine stagione!Un’esibizione impeccabile che ha coinvolto e sbalordito il pubblico e che nessuno decisamente si sarebbe aspettato!E beh d'altronde avendo vinto il titolo mondiale lo scorso grand-prix era tutto un suo diritto partecipare alle gare di quest’anno!Adesso vedremo il suo giovane allievo come se la caverà! Pare che il giapponese Katsuki volesse ritirarsi dopo aver saputo che il suo ex coach avrebbe partecipato al GP per gareggiare contro di lui! …”
Gli speaker parlavano alla tv, mentre gli atleti a bordo pista si riscaldavano o aspettavano di vedere i punteggi degli avversari. I due atleti non si erano più visti ne parlati da quella tremenda mattina.
Adesso mentre il russo usciva dalla pista, e il giapponese vi entrava reggendosi alla balaustra, le loro mani potevano quasi sfiorarsi. Victor aveva fermato Yuri afferrandolo dal polso " Davai Yuri!..e perdonami se puoi...ma per arrivare a questo avevamo bisogno entrambi di qualcosa l'uno dall'altro... ma i miei sentimenti…" proprio mentre le luci si riabbassavano per far ricominciare la competizione, pur sentendo il cuore esplodergli in petto, Yuri riuscì a restar tutto d'un pezzo.
Districandosi in maniera garbata da quella presa, gli afferrò il collo delicatamente tra le mani, gli si avvicinò quel tanto da riuscire a sentire il suo profumo misto al sudore per la gara appena finita e riempirsene l’anima
"...di perdono ne parleremo dopo" disse maliziosamente sussurrandogli all’orecchio, con arroganza e tanto impavido da riuscire a far arrossire il campione russo come poche volte prima di quel momento.
" Ho Sempre sperato di gareggiare contro di te su questa pista! Non te lo dimenticare Victor! Ascoltami bene, perché mentre sarò li ad esibirmi, ogni nota della mia musica suonerà noi. Il mio tema è sempre l’Amore...Perciò: grazie di avermi preparato a questo. Ce la metterò tutta per sconfiggerti!".
Le luci si spensero e il grosso faro segnava un cerchio luminoso e rossastro attorno all’atleta nipponico. Mentre lo speaker annunciava che il titolo della canzone scelta era “ History Maker ” un sorriso in direzione del buio fuori pista, investì Victor come una lama sottile nel cuore. Yuri aveva capito perché lo aveva fatto, e forse una parte di lui gli era anche grata. Dalla posizione di partenza e dalla sua espressione il russo comprese che non solo aveva creato il suo avversario degno e perfetto, ma ebbe piena consapevolezza che quell’avversario lo avrebbe vinto con innata semplicità. E sapere che l'unica persona in grado di batterlo era anche la persona che amava e da cui era amato lo rendeva particolarmente pieno di orgoglio.

...Lo scroscio di applausi esplose alla fine dell’esibizione di Yuri come un fiume in piena. Ansimando il giapponese cercava la persona che amava e incrociando gli occhi inumiditi e brillanti di Victor comprese di avere finalmente ottenuto tutto ciò  che desiderava...

Questa FanFiction nasce da una delle mie tante teorie sul finale della serie YOI. Siccome io sono negativa e pessimista l’idea che Victor voglia un degno rivale visto che oramai non riesce più a stupire il suo pubblico, mi sembra coerente. Che poi nella mia mente malata i sentimenti troppo buoni per esser veri non esistano è stato un incentivo in più per questa sottospecie di trama. Avrei voluto approfondire ancora con il fatto che spronando anche Yurio a dare il meglio i suoi degni avversari sarebbero stati due in effetti. Ma mi andava di far ruotare la situazione molto più emotivamente vicino a Yuri. Perché lo amo. Non ho altre spiegazioni in effetti! Il personaggio di Diana è marginale ma nella mia immaginazione lei potrebbe esser stata la sua compagna o forse solo un'amica che sapeva di questo suo "piano per ritornare alla grande e stupire il pubblico ( e aveva immaginato conoscendolo bene si sarebbe fatto coinvolgere...) ma essendo in prossimità del gp è andata a recuperarlo personalmente. Mi piace anche pensare che questa donna metta un po' il guinzaglio ad un Victor "russo" che noi spettatori non conosciamo da prima degli eventi, e che quindi abbia questa influenza su di lui per una qualche relazione antecedente agli eventi attuali...insomma...se fossi brava a scrivere ci farei qualche capitolo ma non lo sono! Perciò /^_^ per ora finisce qui! Spero vi sia piaciuta e vi avviso che ho altre teorie di cui intendo scrivere xD eheheh! Ps. Non sono una writer ne intendo esserlo,mi piace solo provare ad esprimere nero su bianco i miei incasinati pensieri, perciò perdonate i millanta erroracci! :)

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⏰ Last updated: Nov 14, 2016 ⏰

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