"Kelsey sono indecisa tra il vestito nero e quello rosso fuoco! Cosa mi consigli?" mi chiede Alexis, la mia migliore amica,mentre io mi cambio per l'ennesima volta.
Dopo aver finito scosto la tenda del camerino e mi sposto davanti a quello di Alexis. Ha tra le mani i due vestiti e mi guarda disperata. Manca pochissimo al suo compleanno e dire che è preoccupata è poco.
"Provali di nuovo così posso darti la mia opinione"
Lei annuisce e torna nel camerino. Dopo poco sbuca di nuovo con addosso il vestito rosso fuoco. È meraviglioso, ha lo scollo a cuore e arriva poco sopra il ginocchio. Il dettaglio più bello è lo scollo sulla schiena, attornato da tanti piccoli brillantini. È davvero bellissima.
"Non riprovare nemmeno quello nero, prendi questo. Ti sta d'incanto"
"Ottimo"
Intanto che aspetto che esca vedo passare un gruppo di sei o sette persone. Osservo meglio e noto che sono alcuni giocatori di rugby della nostra scuola con le rispettive cheerleader.
Alexis che esce dal camerino mi distrae dal guardare.
"Allora, che aspetti? Paghiamo?" Mi domanda e io annuisco distrattamente.
Uscite dal negozio tiro fuori dalla borsa il mio fedele pacchetto di sigarette e me ne accendo una.
"Allora, che piani hai per le vacanze di Natale?" Domando incuriosita alla mia amica.
"Invitare un paio di amici nella mia villa nell'Upper East Side. Tu ci sarai ovviamente"
"Umh e io questi amici li conosco?"
"Alcuni si e alcuni no"
"Inviterai anche Brett?" Le lancio uno sguardo malizioso riferendomi al ragazzo che le piace.
"Ovvio, che domande" risponde completamente seria, per poi scoppiare a ridere seguita da me.
Senza accorgermene arriviamo di fronte a Starbucks, e ci precipitiamo all'interno per ripararci dal freddo.
Dopo aver ordinato due cioccolate calde e qualche donut ci mettiamo a parlare della sua festa di compleanno.
Finito di mangiare ci alziamo e ci dirigiamo verso l'uscita. Nello stesso momento ricevo un messaggio, quindi estraggo il telefono dalla tasca e abbasso lo sguardo per leggere.
Grazie alla mia sbadataggine mi scontro con qualcuno, e subito un'ondata di cioccolata calda -vorrei dire, rovente- mi investe il petto.
"MA CHE CAZZO" Alzo subito lo sguardo ed incontro il viso di un dio greco reincarnato in un ragazzo che dovrebbe avere più o meno la mia età.
Nonostante ciò nulla mi impedisce di insultarlo.
"Ma sei pazzo?! Mi avrai causato un'ustione di quarto grado cazzo!"
"Ragazzina sei tu che dovresti fare attenzione quando cammini"
"Oltretutto ho sprecato metà della mia cioccolata calda" aggiunge.
"Travis! Tratta bene la mia amica" Alexis interviene richiamando il ragazzo.
"Ehi Lexie! Non ti avevo riconosciuta! Comunque cerca di far capire alla tua amichetta qui presente le buone maniere, perché io già le conosco" risponde strafottente.
"Brutto coglione come-" Vengo interrotta e strattonata per un braccio da Alexis.
"Ci vediamo Trav" Lo liquida al volo per poi trascinarmi fuori dal locale.
"Ma chi si crede questo?! E poi da quando esiste?" Domando furente e la mia amica ride per l'ultima domanda.
"Lascialo stare, è un amico di Brett ed è un nuovo arrivato a scuola"
"È anche già entrato nella squadra di rugby" si affretta ad aggiungere.
"Fatto sta che oltre ad avermi ustionata e sporcata è pure uno stronzo"
Alexis alza le spalle.
"Tu cerca di non scannarti con ogni singolo essere vivente okay? La prossima volta che lo incontri lo ignori semplicemente"
"Oppure lo apro in due" propongo, e la mia amica scuote la testa esasperata.
Appena entrata in casa mi precipito in bagno togliendomi i vestiti sporchi di cioccolata e inserendoli nel cesto delle cose da lavare, e ne approfitto anche per farmi un bagno caldo e rilassante.
Apro l'acqua, accendo qualche candela profumata e l'appoggio sul bordo della vasca spegnendo poi la luce.
Quando sto per infilarmi in vasca bussano alla porta.
"Si?"
"Signorina Kelsey, i suoi genitori la desiderano" mi avvisa Hanna, la domestica.
"Proprio ora?"
"Si signorina" sbuffando mi metto un accappatoio e apro la porta dirigendomi in salotto.
"Che volete?" Mi rivolgo ai miei genitori che stanno seduti al tavolo bevendo qualche vino pregiato da un calice.
"Questa sera partiamo per Praga. Staremo via per due settimane, poi al nostro ritorno andremo a fare visita alla nonna in Florida" mi spiega mio padre senza nemmeno guardarmi in faccia.
"Bene, godetevi la vostra vacanza perfetta" Dico piccata, e mi giro per andarmene, ma mia madre mi richiama.
"Kels!"
"Dimmi"
"Devo parlarti un attimo, vieni qua"
Fa cenno con la mano di avvicinarmi e con un altro cenno indica a mio padre l'uscita.
"Mi spiace avvisarti così all'ultimo, ma sai com'è il lavoro di tuo padre. Ti prometto che quando torneremo organizzeremo qualcosa tutti insieme" Mi sorride dolcemente cercando di rassicurarmi.
Mia mamma è sempre stata la migliore in confronto a mio padre. Lui ha sempre pensato alla ricchezza, mai alla famiglia.
Lei invece sapendo di questo problema ha sempre cercato di rimediare per lui, essendoci quindi per me.
"Va bene mamma. Chiamami ogni tanto"
"D'accordo tesoro. Ci sentiamo" Ci scambiamo un abbraccio, e dopodiché esce. Io invece faccio una sosta in cucina per prendere qualche schifezza da mangiare prima di tornare in bagno.
Mentre apro le varie credenze per cercare cibo sento la voce di mio padre.
"Cosa fai?"
"Fatti miei. Tu non dovresti andare?"
"Dovevo recuperare due documenti sul tavolo"
"Bene" gli rispondo di spalle mentre continuo nella mia ricerca.
"Cerchi quello schifo di cibo spazzatura?"
"Come ho già detto, non sono fatti tuoi. E anche fosse? Inizia a fregarti qualcosa di me proprio ora? Dopo diciassette anni che sono nata? Ma per favore. Continua con la tua vita perfetta e non rompermi le palle"
Come risposta ricevo il silenzio assoluto, come immaginavo.
Appena trovo un pacchetto di patatine lo afferro al volo e sorpasso mio padre, che è rimasto fermo dov'era poco fa, probabilmente colpito dalle mie parole.
Torno in bagno e dopo aver riscaldato l'acqua finalmente mi concedo questo benedetto bagno caldo.
***
Finito il momento di relax mi asciugo i capelli e mi vesto comoda.
Arrivata nella mia stanza mi butto sul letto e apro il laptop.
Passano pochi minuti e ricevo una richiesta di Face Time da parte di Josh, il mio migliore amico. Accetto subito.
"Buonasera dolcezza" mi saluta lui
"Ehilà"
"Allora, come stai?"
"Umh togliendo che uno stronzo oggi mi è venuto addosso rovesciandomi la cioccolata calda sul petto e i miei che sono nuovamente fuori casa bene, credo"
"Era carino almeno il tipo?" Josh fa un sorriso malizioso.
"Naaah, era normale" rispondo vaga. Lui alza un sopracciglio in attesa della verità.
"Okay era un fottuto dio greco" sbuffo sapendo quando bene mi conosca.
"Ohoho, e come si chiama?"
"Ma chi se lo ricorda. Forse Trevor, o Tony o qualcosa del genere"
"Che nome di merda" dice guardandosi le unghie, e io scoppio a ridere.
"Allora con Jace? Avete chiuso definitivamente?"
"Credo di si...ormai sta andando avanti male la relazione.
Sto pensando seriamente di diventare etero. I ragazzi sono degli stronzi"
"Meglio essere single e senza problemi" A questa affermazione lui annuisce d'accordo. Interrompe la nostra chiacchierata Hanna che bussa di nuovo alla porta.
"Hanna, dimmi"
"Signorina..beh...insomma le vorrei chiedere un favore"
"Dimmi tutto"
"Ecco, mia mamma si trova in ospedale da un paio di mesi. Mi chiedevo se sarebbe cosi gentile da lasciarmi qualche giorno per farle visita"
"Hanna non farti problemi. Lo sai che quando non ci sono i miei io ti lascio fare tranquillamente ciò che vuoi. Quindi prenditi pure due settimane libere, ora che i miei non ci sono"
"La ringrazio di cuore" come risposta le sorrido e lei chiude la porta.
"Bleah tutta sta dolcezza mi da la nausea" commenta Josh
"Sei sempre simpatico tu. Comunque io vado a mangiare qualcosa. Sono le 22 e ho mangiato solo un pacco di patatine. Ci vediamo domani a scuola"
"A domani dolcezza" sventola la mano per poi chiudere il collegamento.
Dopo aver rimesso a posto il laptop scendo in cucina di nuovo alla ricerca di cibo, ma purtroppo sta volta trovo solo ingredienti base per preparare cibi complicati, e la mia voglia di mettermi a cucinare è pari a zero.
Ne approfitto allora per andare a comprare qualcosa al supermercato aperto 24/7 e per portare fuori il cane.
Mi cambio velocemente mettendomi dei leggins, un felpone e le vans.
Dopo aver preso il necessario esco di casa, e mentre sono intenta a chiudere il cancello qualcuno mi viene addosso facendomi cadere di culo.
"Ma che cazzo?" Mi rialzo più incazzata che mai e mi ritrovo di fronte il ragazzo con cui mi ero scontrata da Starbucks.
"Ancora tu?" Diciamo contemporaneamente.
"Semmai ancora TU" gli punto un dito contro.
"Non potresti fare attenzione? O camminare meno attaccato ai cancelli? Lo sai che potrebbe spuntare un'auto da un momento all'altro e investirti?"
Sempre molto positiva mi dicono
-Interviene la coscienza odiosa-
Troppo impegnata dal dialogo interiore non mi accorgo che il ragazzo mi sta parlando.
"Senti devo andare, non mi interessa ciò che hai da dire. Ciao"
Dopodiché giro i tacchi e me ne vado.
Un paio di minuti dopo mi accorgo di aver lasciato il cane davanti al cancello.
"Merda il cane!" Urlo attirando l'attenzione di una coppia che sta passeggiando.
Mi affretto a ritornare, e in lontananza noto lo stesso ragazzo che tiene al guinzaglio Teo.
Arrivati l'uno di fronte all'altro noto che il tipo ha un sorriso stampato in faccia.
"Cercavi questo?" Indica in basso e io lo trucido con lo sguardo.
"Mettiti bene in testa che il mio cane non è un oggetto che chiami 'questo', e ora puoi anche lasciarlo"
"Dovresti essere più gentile ragazzina"
Me lo restituisce e se ne va.
Sorvolando sul nomignolo che mi ha appellato per la quindicesima volta in una giornata, lo osservo mentre se ne va, e non posso fare a meno di notare quanto sia sexy e nello stesso tempo misterioso mentre cammina col cappuccio della felpa alzato e le mani infilate nelle tasche. Scuoto la testa tornando sul pianeta Terra, e mi incammino verso il supermercato.
Arrivata a destinazione decido di fare scorta di cibi non estremamente sani come brownies, caramelle e biscotti.
Alla cassa mi accorgo di non aver preso l'elemento essenziale per me: la birra. Faccio una corsa veloce fino al reparto alcolici e torno a pagare. Il cassiere mi guarda in modo strano vedendo la quantità di cibo industriale appoggiata sul bancone. Io alzo le sopracciglia fregandomene altamente e fantasticando su quando mangerò tutto quel ben di dio.
Durante il ritorno scrivo ad Alexis raccontandole dello strano incontro con il tipo di Starbucks, e in poco tempo raggiungo casa.
Chiudo la porta alle mie spalle e dopo essermi nuovamente cambiata vado in salotto e con la delicatezza di un elefante mi siedo sul divano, o per meglio dire mi siedo sul telecomando che è appoggiato sul divano, rischiando di romperlo.
Accendo netflix e seleziono una serie tv. Senza accorgermene, dopo qualche puntata mi addormento, lasciandomi cullare dalle braccia di Morfeo.
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It's a case?
Storie d'amore"Non credevo fosse possibile provare queste cose Kelsey...cosa mi stai facendo?" Sussurra Travis sollevandomi il mento con due dita e puntando i suoi occhi color oceano dentro ai miei....
