# Ian ma dove sei?
La chiesa profumava di incenso che bruciava le mie narici in modo stranamente piacevole, nonostante fosse mezzogiorno, a Blue Falls, non faceva tanto caldo anzi la brezza estiva che proveniva dall'Oceano Pacifico rinfrescava il luogo.
Eravamo in prima fila, intendo io: Amber figlia del pastore Jhon Sommer (davanti a me che predicava la messa domenicale), mia madre Kelly e i mie quattro fratelli, Joshua, David, Noah e Aram il mio gemello eterozigote, (grazie a Dio!) non lo sopportavo per niente.
Ero l'unica con il nome che non era biblico al contrario dei miei fratelli, tutti alti biondi e con occhi verdi, invece, io con capelli neri blu come la notte, gli occhi color nocciola e la pelle ambrata sembravo una pecora nera nella famiglia Sommer.
Guardai il lato destro della chiesa, ma non c'era. Chi?
Ian Newman, colui che ha rubato il mio cuore all'età di dodici anni da quando si è trasferito nel nostro quartiere, proprio a fianco a casa mia.
Ci siamo conosciuti con la solita torta di mele per dare il benvenuto ai Newman nel nostro quartiere e per me fu (ovviamente) un colpo di fulmine.
Ma quando mamma scoprì che suo padre era in prigione non mi lasciò più andare da loro, soliti pregiudizi.
"Tale padre, tale figlio." Diceva sempre.
Però essere una pecora nera, non era un difetto, anzi, era un pregio, un giorno salì sull'albero di quercia bianca che era davanti alla sua finestra, (stranamente affacciata davanti alla mia) e li feci una serenata cantando You belong with me di Taylor Swift.
Lui era molto timido, ma non impacciato, mi prese per la vita e mi diede un leggero bacio sulla fronte, molto romantico, più dei romanzi d'amore che divoro.
Ma aimè mi disse:
<<Restiamo Amici? OK!>>,
e io risposi: <<OK!>>
Con la faccia da imbambolata ma dentro di me facevo la danza hawaiana per la felicità.
Passarono gli anni, e diventiamo inseparabili, i miei iniziarono a accettare la mia amicizia con Ian (perché ogni domenica veniva in chiesa e faceva parte del coro).
Ogni giorno che passava, più fantasticavo: sul primo bacio con lui, il nostro matrimonio, la nostra casa con le staccionate gialle. Sognavo troppo?
Si!
Forse ero una sognatrice, una che nonostante i suoi diciasette anni non ha mai baciato nessuno, anche se mi ribellavo ad esempio ora.
È da tutta la messa, cioè venti minuti fa, io e Aran che ci pizzichiamo a vicenda, vittime entrambi di uno sguardo assassino da parte della madre.
Quando mio padre termina la messa, la gente fa le varie offerte per la chiesa.
Io aspettavo che mio padre finisse di raccogliere i fondi per l'orfanotrofio Blue Falls e andare a casa per vedere Ian, era da una settimana che non si faceva sentire.
<<Tu e Aran non starete più vicini durante la messa!>> Mi rimproverò mia madre quando finì di salutare la famiglia Justice.
Io roteai gli occhi.
<<Ma perché rimproveri sempre me! È Aran quello che inizia!!>> ribatto seccata.
<<Io!>> disse Aran con uno sguardo innocente, sbattendo le sue lunghe ciglia.
<<Lo so che non è colpa tua Aran!Vai da tuo padre, quattro mani sono meglio di due!>> dando un leggero buffetto sulla sua guancia destra.
<<Si mamma!>>
Mi guardò con sguardo di uno che ha vinto la medaglia d'oro alle olimpiadi e se ne andò lasciandomi ribollire nel mio brodo con sapore di frustazione.
Ma scherziamo?
Quanti anni hai?
Quattro, tre, due..
<<Invece, tu!>> punta il dito sopra il mio naso, sicura di un'altra predica.
<<Perché Ian non c'era oggi?>> domanda con sguardo curioso.
<< Perché? Gli è sucesso qualcosa?>>
<<No! Solamente per il fatto del coro, si sente quando non c'è! Andrei volentieri da sua madre, ma non c'è quasi mai!>> ammise pensierosa.
In effetti era vero.
<<Ci vado Io allora!>> dissi ad un tratto.
Lei sbarrò gli occhi. <<Cosa!!! Non azzardarti a farlo?>> mi prende per il braccio destro pizzicandolo.
<<Ahi!!! Ma cosa ho detto?>> piagnicolai per il pizzichio.
<<Ascoltami! Tu sei la figlia del pastore e in questo quartiere di trecento abitanti tutti conoscono tutti, quindi non vorrei sentire in giro che "Amber figlia del pastore ha una tresca con Ian, figlio di un delinquente">>
Ero scioccata. Io non l'ho mai baciato e già mia madre pensa che abbiamo fatto sesso.
<<Ascoltami mamma..>> mi ferma.
<<Shhhh. Arriva tuo padre! L'argomento è chiuso!>>
<<Kelly vieni ho bisogno del tuo aiuto!>> corse verso di noi affannato.
<<Mary è svenuta! Amber te resta qui, non voglio che ci siano due svenimenti.>>
Mary è la moglie del mio fratello più grande David, si sono sposati l'estate scorsa e già aspettano il secondo figlio.
Invece io ho la fobia degli svenimenti e tutto ciò che riguarda l'ospedale.
Una volta sono svenuta quando Aran si è rotto il braccio e gli è uscito l'osso.
Brrrr, solo al pensarlo mi vengono i brividi.
<<O mio Dio, prendo i sali.>>
Prima di seguire mio padre all'interno della chiesa.
<<Non azzardarti a muovere Amber Jocelyn Sommer>> ordinò.
<<Si Sergente Maggiore!>> raddrizzo la schiena e faccio il tipico saluto di un soldato. <<Amber! Finiscila.>> Stava trattenendo una risata, lo sapevo.
<<OK! Mamma resterò qui non mi muoverò da qui>>, andai verso una panchina e mi sedetti sopra di essa.
<<Fidati>> sapevo che non l'avrei convinta.
Ma stranamente fece dietrofront ed entrò in chiesa.
Dovrei dire più spesso "fidati".
Adesso tutti erano all'interno, quindi avevo il via libera.
Mary per svegliarsi le servivano dieci minuti, altri venti per le coccole e cinque in più per le raccomandazioni.
La casa di Ian dista solamente cinque minuti da qui, quindi avevo venti minuti per parlare con lui precisamente dichiarare l'amore per lui.
E da anni che lo voglio fare e adesso ho la possibilità di farlo senza problemi.
Almeno lo spero.
E chissà anche baciarlo!
CZYTASZ
Let Me Kiss You #wattys2017
Literatura KobiecaCi credete nel vero amore dal primo bacio? Io si! Ma cosa accadra quando il primo bacio arriva proprio dalla persona sbagliata? Amber è una sognatrice che divora romanzi d'amore ogni giorno. Sogna il suo primo bacio da parte di Ian Newman, il suo...
