Prologo

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"Tesoro è ora di svegliarsi, sono già le sette, non vorrai far tardi già il primo
giorno di scuola non è vero?"
Ella di alzarsi quella mattina proprio non ne voleva sapere, soprattutto ora che l'attendeva l'inizio di un nuovo anno di inferno, dove diventi un numero, prendi una sgridata ogni due per tre e ti ritrovi a dover sopportare ragazzi che prendono la scuola come una sottospecie di gara.
"Si zia Claire dammi solo altri cinque minuti..." Rispose Ella con la voce ancora impastata, e la risposta non tardò certo ad arrivare, diciamo che zia Claire non era una che si faceva attendere. "Eh no signorinella, vedi di sbrigarti a meno che tu non voglia andare a piedi a scuola!" A quelle parole Ella sobbalzò, lei odiava camminare, la zia aveva centrato in pieno il suo tasto dolente, e il tragitto casa-scuola era parecchio lungo a suo discapito. "D'accordo, d'accordo zia vado a prepararmi sarò un lampo, ma promettimi che questa mattina mi accompagnerai a scuola in macchina" Ella pregó la signora di mezz'età, e quest'ultima roteó gli occhi con fare scherzoso "Bene ma ora vedi di sbrigarti o davvero ritarderai." A quel punto la ragazza si mise sull'attenti e salutó la zia con fare militare e entrambe si misero a ridere di gusto.
Ella aveva preso la prima cosa che aveva trovato nell'armadio, non di certo come le sue coetanee che, era sicura, quel giorno più che mai si sarebbero agghindate a mo' di reginette. Aveva pescato dall'armadio una magliettina a mezze maniche con una delle citazioni della serie TV per la quale, in quel periodo,era in fissa ovvero 'American horror Story' e un paio di jeans larghi tutti strappati accompagnati dalle sue amiche di vecchia data, le converse nere basse. Dire che le amava sarebbe stato un eufemismo. Scesa in cucina raccattò una mela e si subì una delle solite prediche di sua zia, quella volta per i jeans e per il fatto che non fossero adatti per il primo giorno di scuola e bla bla bla.. Fosse stato per sua zia avrebbe indossato tutti i giorni vestitini principeschi pieni di strass e lustrini. "Si zia hai ragione, ora possiamo andare?" Disse Ella con fare stanco, e la zia la fulminó con lo sguardo, quella volta la donna aveva deciso di lasciar correre altrimenti la nipote avrebbe tardato e, prese le chiavi, disse "Allora Ella si parte! Sali in macchina forza inizia un nuovo fantastico anno scolastico, se solo potessi tornare indietro avrei continuato gli studi e mi sarei laureata!" La signora non faceva che ripeterle sempre la stessa cosa ma l' opinione sulla scuola della ragazza di certo non sarebbe cambiata, la trovava semplicemente una noia mortale. Durante il tragitto le due non spiccicarono parola e Ella non poté fare a meno di pensare a quanto sarebbero state diverse le cose alle scuole superiori, e a quanto impegno ci avrebbe dovuto mettere. Dopo un abbondante quarto d'ora la ragazza si sentì riscuotere dai suoi pensieri dalla voce squillante di sua zia che la incitava a scendere "Forza Ella siamo arrivate!" La ragazza, dopo aver salutato la zia con un affettuoso abbraccio, rimase imbambolata davanti alla maestosità di quello che sembrava un vecchio castello rimodernizzato. Dopo un po' fece il suo ingresso nella struttura e, a suo discapito, la porta che doveva essere antica sbattè, e la ragazza si guadagnò occhiatacce da tutti quelli che erano presenti in atrio, composto per lo più da ragazzi di secondo e terzo anno. La ragazza arrossì violentemente e corse alla ricerca di quella che sarebbe stata la sua classe per quell'anno. Chiese indicazioni ad una professoressa che passava di lì e, grazie ad essa trovó l'aula. Entrata in quella classe, che già le stava stretta, una cosa catturò la sua attenzione...
SPAZIO AUTRICE
Salve a tutti, ecco il primo capitolo di questa nuova storia! spero vi incuriosisca e che continuiate la lettura, al prossimo capitolo! Chissà,cosa ha catturato l'attenzione della ragazza? Provate ad immaginarvelo e scrivetemelo nei commenti se vi va! Ciao

Ciò che l'apparenza non diceStories to obsess over. Discover now