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Capitolo I

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Emily's Pov
- Ma diavolo! Come può una ragazza in gamba come Tessa innamorarsi di uno come Hardin?!  Come si può perdere la testa per un ragazzo depravato, tatuato, violento e amante dell'alcol? Mah. -

Sorseggiai quel che restava del mio caffè mentre leggevo le ultime righe del capitolo di After. Distrattamente rivolsi uno sguardo all'orologio della cucina. Erano le 07.00, questo significava che fra 15 minuti Alexis sarebbe stata sotto casa. Merda. È mai possibile che riesca ad essere in ritardo anche il primo giorno di scuola? Per giunta dell'ultimo anno scolastico? Beh, sì, se ti chiami Emily Pierce tutto è possibile.

Mi fiondai alla velocità della luce in bagno, mi lavai i denti e cercai di raccogliere, in una crocchia poco curata, la mia folta massa di capelli castani. Mi limitai ad applicare un filo di matita nera nella riga interna dell'occhio giusto per dare un pò di intensità al mio sguardo stanco e affaticato di quella mattina.

Bene, era giunto il fatidico momento del "cosa mi metto?" Probabilmente se avessi fatto parte della setta di Taylor, la cheerleader per la quale la maggior parte dei ragazzi dell'High School venderebbero un rene pur di uscire con lei, avrei scelto con cura ed attenzione l'outfit da "primo giorno di scuola dell'ultimo anno", ma dal momento in cui non rientravo in quella cerchia, e probabilmente mai ci sarei entrata, mi accontentai di un semplice paio di jeans ed una maglietta nera, lunga quanto bastava per nascondere le forme del mio corpo.

Ero intenta nel racimolare libri e quaderni quando dalla strada sotto casa giunse una musica piuttosto famigliare. Sorrisi nel sentire la voce di Rihanna che annunciava l'arrivo della mia migliore amica.

Uscì nel pianerottolo e vidi mio fratello appoggiato allo stipite della sua camera.
- La tua cara amica Alexis può evitare di svegliare l'intero quartiere di prima mattina con quella cavolo di musica? - disse stropicciandosi gli occhi e sbadigliando in modo plateale.
- Buongiorno anche a te fratellone! Sai com'è fatta. Non sarebbe Alexis altrimenti! -
Per tutta risposta soffocò un mugolio e si diresse verso il bagno trascinandosi a fatica.
Risi difronte a quell'immagine che si ripeteva puntualmente tutte le mattine.

Ecco, quell'esemplare di ragazzo era mio fratello. Adam Pierce, 1 metro e 80 di fascino e bellezza, occhi di un color verde-azzurro e un fisico da far invidia a qualsiasi giocatore di football. Non a caso aveva una miriade di pretendenti che gli ronzavano intorno nella speranza di entrare nelle sue grazie. Purtroppo per loro Adam era alquanto difficile da accontentare in fatto di gusti. 
Sapeva essere dolce e comprensivo quanto cocciuto e scontroso, dopotutto aveva ereditato la maggior parte dei geni da nostra madre.

Prima di uscire salutai mio papà che era seduto al tavolo della cucina immerso nella lettura del suo giornale sportivo in attesa che mamma finisse di preparare i suoi inimitabili pancake ai mirtilli.
Mi piaceva guardare i miei genitori vivere la loro quotidianità e se c'era una cosa che adoravo era come riuscivano ad amarsi, a distanza di 23 anni, con ancora così tanta intensità e complicità. Questo era esattamente il genere di amore che desideravo: niente complicazioni, niente drammi né trame amorose intricate.
Diedi un bacio a mia mamma e non appena varcai la porta venni sommersa di imprechi a causa del mio solito ritardo.

- Em, ti fa proprio schifo la puntualità, eh? - mi ammonii Alexis ancor prima che salissi in macchina.
Non appena presi posto notai quanto era splendida nel suo vestito nero a fiori che delineava alla perfezione la sua figura, esile quanto bastava da non farla passare inosservata. I suoi capelli biondi erano raccolti in una coda laterale che le contornava il viso e metteva in risalto i suoi lineamenti delicati ed i suoi occhi azzurro oceano. Lei, a differenza di me, ci teneva a fare bella figura in pubblico e dedicava parecchie attenzioni al suo aspetto anche se in realtà non ne aveva minimamente bisogno perché era bellissima senza nemmeno doversi sforzare per esserlo.
- Pronta per questo grande giorno? - chiese con fin troppo entusiasmo.
Oltre ad avere una bellezza naturale Alexis aveva questo spirito solare e radioso che la portava ad essere sempre su di giri ed era impossibile non farsi trasportare da questa sua carica magnetica positiva.
- Mh, pronta è un parolone. Probabilmente lo sarò dopo il secondo caffè. - dissi fra uno sbadiglio e l'altro.

Trascorremmo il tragitto fino a scuola cantando a squarciagola le canzoni di Rihanna, con immensa felicità di Alexis, e aggiornandoci sulle ultime novità senza tralasciare la clamorosa rottura di Angelina Jolie e Brad Pitt.

La scuola era già gremita di studenti sparsi qua e là. Ben presto la folla si dilagò e si riformarono i soliti gruppetti. Gli spacconi discutevano animatamente sulle loro conquiste estive, i secchioni erano già chini sui libri, le matricole girovagano per il cortile con aria spaesata ed impaurita e al centro di tutto, come sempre, c'erano Taylor e le sue fedeli seguaci circondate da una massa di ragazzi che facevano la fila per parlare con loro.

Alexis ed io ci scambiammo un'occhiata di intesa.
- Andiamo! -
- Andiamo! -
Le parole ci uscirono all'unisono e scoppiammo a ridere entrambe. La complicità che c'era fra noi a volte ci stupiva. Ero fortunata ad avere una persona come lei al mio fianco. Ci completavamo: la mia timidezza e mancanza di autostima venivano compensate dalla sua esuberanza e dalla sua sicurezza, la sua iperattività ed impulsività venivano compensate dalla mia tranquillità e dalla mia razionalità. Eravamo un mix perfetto.

Eravamo quasi giunte all'entrata della scuola quando sentimmo delle grida dietro di noi.
- Alexis! Emily! Aspettate! -
Senza nemmeno doverci voltare sapevamo perfettamente a chi appartenesse quella voce, ahimè.
- Ehi, Daphne! - esclamai sfoggiando uno dei miei migliori sorrisi di circostanza.
- Ragazze, quanto mi siete mancate! - disse stringendoci in un abbraccio. Alexis ed io ci scambiammo uno sguardo di disperazione.

Daphne era una studentessa del nostro corso ed era la ragazza più stravagante che avessi mai conosciuto. Non riusciva a legare con nessuno e tutti la evitavano. Non perché fosse brutta, anzi, era piuttosto carina con i suoi lunghi capelli castani, gli occhi da cerbiatta ed il suo portamento da donna di prima classe. Era petulante e logorroica e chissà come mai, fra tutti gli studenti, aveva preso in simpatia solamente Alexis e me. Ci seguiva ovunque e si intrometteva in ogni nostra conversazione. Le avevamo più volte fatto intendere, in modo gentile, che la sua compagnia non era gradita ma non sembrava importarle granché. Così ci arrendemmo ai suoi continui tentativi di conquistare la nostra amicizia.

Quando ci liberò dalla sua morsa tirammo un sospiro di sollievo.
- Ehi, ma avete visto le nuove matricole? Ce ne sono un paio che mi farei senza pensarci due volte. - ci confidò in un sussurro mentre indicava con indiscrezione i ragazzi in questione.
- Ah! - urlò all'improvviso facendoci sussultare - Avete sentito lo scoop?! -
Alexis ed io la guardammo con aria interrogativa.
- Di quale scoop parli? - le chiesi incuriosita.
- La famiglia Wilson è tornata in città e il figlio, Evan, ha ripreso a frequentare i corsi. -
Quella notizia mi stupì.

I Wilson erano una famiglia esemplare e ben voluta da tutti i cittadini e ci meravigliammo quando decisero di lasciare San Francisco due anni fa, per ragioni sconosciute.
E ora erano tornati e con loro il figlio Evan nonché migliore amico, o meglio, ex-migliore amico di mio fratello.

Evan e Adam una volta erano inseparabili. Facevano tutto insieme, dove andava uno andava l'altro. C'era un periodo in cui Evan passava più tempo a casa nostra che a casa sua, cenava da noi una sera si ed una no ed i nostri genitori si erano affezionati molto a lui. Io un po' meno.
Era arrogante e presuntuoso ed ogni occasione era buona per punzecchiarmi, per non parlare di quanto fosse pieno di sé. Sfoggiava il suo fascino da ragazzo perbene quale non era. Portava unicamente camicie; camicie che dovevano intonarsi con i suoi occhi marroni e i suoi capelli castani chiari rigorosamente ricoperti di gel.

- Em! Tutto bene? - mi chiese Alexis strattonandomi per un braccio, distogliendomi dai miei ricordi.
- Certo! - la rassicurai sorridendo - Il ritorno dei Wilson non fa poi così scalpore - mentì.
- Sarà meglio dirigerci verso l'aula adesso. -

Non facemmo in tempo a compiere un passo che qualcuno ci si piazzò davanti bloccandoci il passaggio.

L'amore è un'altra cosaStories to obsess over. Discover now