Sweet... or not?

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Altra one-shot rimediata grazie ad una piccola immagine... è sorprendente come io riesca a pensare alla Drarry anche quando non ci combinano proprio niente con la situazione.
Davvero sorprendente... penso che dovrò farmi internare.
Si.
Beh, buona lettura!


Sweet... or not?


-Cominciate la pozione-

Harry si risvegliò al suono della voce smielata del professor Lumacorno poco distante da lui mentre girava tra i banchi, il moro si guardò attorno spaesato ricordandosi in quel momento di essere nell'aula di Pozioni durante le esercitazioni per gli esami di fine anno.
Era mattina.
La prima ora di lezione.
La luce dolce e chiara del mattino quel giorno riusciva a sfiorare pure le finestre dei sotterranei ristrutturati dopo la Grande Guerra rischiarando l'aula donandole un aura meno tetra e austera rispetto a quella degli altri anni.

"Piton si rivolterebbe nella tomba alla vista di quest'aria rilassata e pacifica" pensò

Con una piccola smorfia Harry ricordò il vecchio professore e alzò gli occhi verso la cattedra dove, sopra di essa, si trovava il quadro dell'uomo che -come aveva pensato il ragazzo- guardava con aria schifata e per niente accondiscendente la stanza.
Ogni tanto scuoteva la testa desolato e ricominciava a leggere il libro che teneva tra le lunghe dita affusolate seminascoste dalla solita tunica nero pece che lo fasciava come una seconda pelle, ad un certo punto alzò gli occhi neri puntandoli distrattamente in quelli verdi di Harry alzando poi un sopracciglio con aria superiore.
Neanche da morto riusciva a stargli simpatico.
L'uomo gli indicò il calderone saccente e Harry era sicuro che se avesse potuto sarebbe uscito dal quadro per bastonargli la testa con un mestolo di legno, con una risatina impertinente il ragazzo chinò il capo guardandosi di soppiatto attorno per vedere a che punto fossero gli altri e quanto della lezione avesse perso mentre era distratto.
Ron guardava il libro grattandosi ogni tanto la testa come se aspettasse che questo completasse la pozione al suo posto.
Neville cercava di reprimere i conati di vomito nel tagliare le zampe di rospo facendo ridacchiare Dean accanto a lui.
Harry evitò di guardare Hermione sapendo benissimo come fosse messa e volse la sua attenzione verso l'altro lato dell'aula occupato dai Serpeverde che seguivano quella mattina la lezione con i Grifondoro.
Zabini stava leggendo un passaggio borbottando le parole sottovoce come una lenta litania ed il professore lo sgridò bonario.
La Parkinson sorrideva tranquilla mescolando la sua brodaglia lanciando occhiatina maliziose verso il suo compagno di banco... Draco Malfoy.
Harry lasciò scivolare gli occhi sulla figura algida e aristocratica del purosangue rimanendo come ogni volta abbagliato dalla bellezza e dall'innata eleganza di questo, come cazzo si poteva sembrare eleganti mentre si cavano gli occhi ad una rana morta?
Harry scosse la testa lasciando sorvolare la questione cominciando a cavare gli occhi alla sua di rana con il risultato di farne schizzare uno tra i capelli di Hermione che lo fissò maligna facendolo indietreggiare, il moro era sicuro che pure Voldemort sarebbe rimasto impietrito da quello sguardo.

-Scusa...- bisbigliò allungando una mano per rimediare al danno -Non lo faccio più-

Lei scosse la testa esasperata ritornando alla sua opera scoccando poi un'occhiata divertita verso Malfoy che la ricambiò con un sorrisetto sincero, Harry sbuffò stufo di quella scena e affondò letteralmente il naso nel suo libro per non assisterne più.
Dalla morte di Silente, Malfoy e compagnia bella si era schierato dalla parte di Harry stabilendosi in pianta stabile al Quartier Generale; all'inizio non era stato per niente semplice accettarlo tra le proprio file ma, dopo che aveva accettato di partecipare attivamente alla guerra Harry e Ron si erano dovuti ricredere su molte cose.
In primis Malfoy non era codardo... ok, forse in molte occasioni non aveva mostrato il tipico coraggio Grifondoro, o come lo chiamava lui, la "Stupidità Grifondoro", ma aveva compensato con "l'Astuzia Serpeverde" riuscendo sempre a trarre il meglio da ogni situazione.
Come quella volta in cui Harry era stato catturato da una decina di Mangiamorte e Malfoy era riuscito dopo neanche un paio di giorni a trarlo in salvo infiltrandosi nel maniero di Piton facendolo scappare con una serie di complicate Passaporte collegate tra loro, avevano passato due ore viaggiando di città in città per poi trovandosi al Quartier Generale e metà dei Mangiamorte catturati grazie ad un'imboscata.
Harry ricordava ancora come il biondo lo teneva stretto a sè con forza mormorandogli di tenere duro e di non svenire a causa delle ferite più o meno gravi.
Se chiudeva gli occhi poteva ancora vedere il sudore che impregnava la fronte di Malfoy ogni volta che cambiavano Passaporta.
Lo sguardo terrorizzato non appena lo aveva trovato nelle segrete in una pozza di sangue.
Il modo in cui aveva mormorato il suo nome con voce strozzata.
Ebbene si, Harry Potter doveva la vita a Draco Malfoy.
Questa cosa proprio non riusciva a mandarla giù.
No.
Con un gesto stizzito Harry gettò nel proprio calderone una manciata non proprio ben calcolata di polvere viola che fece fiammeggiare la sua pozione rischiando di fargli prendere fuoco i capelli, si scansò veloce facendo ridacchiare Ron e i suoi amici e qualche Serpeverde.
Con un gesto della bacchetta abbassò il fuoco evitando così l'imminente esplosione del calderone e sospiro quando questa si acquietò smettendo di brontolare e fare le bolle, lesse dal libro la seguente operazione e si alzò dalla sua postazione per andare a prendere gli ingredienti dimenticati.
Afferrò un paio di boccette e tornò indietro trattenendo a stento il rigurgito di bile alla vista dell'ennesimo scambio di occhiatine divertite tra Hermione e Malfoy, spostò lo sguardo su Ron ma questo non sembrava preoccupato dalla situazione.

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⏰ Last updated: Oct 10, 2016 ⏰

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