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Era passato un anno. Un anno da quando Liam mi aveva lasciata con una patetica scusa. Mi spuntava un sorriso mentre pensavo a quell'idiota. Un anno fa ero nella mia camera a piangere come una bambina per un ragazzo ed adesso sono in uno studio medico ad aspettare il mio turno.
Erano passate solo due settimane da quando avevo scoperto che stava crescendo una vita dentro di me. Dallo shock non uscii di casa per giorni. Mi ero data malata, non volevo vedere nessuno.
Non avevo ancora detto niente a Lucas. Non me la sentivo di dirglielo per telefono, avevo paura, come l'avrebbe presa? Meglio aspettare che ritorni. Chissà quando ritorna.
Ancora non aveva preso il biglietto di ritorno, cercavo di non pensarci mai, mi manca tantissimo, ma almeno ci sentivamo sempre. Gli dicevo tutto, tranne ovviamente che tempo nove mesi e avremmo avuto un bambino.

Picchiettavo il piede nervosamente sul pavimento. Era una clinica molto carina, ben arredata e accogliente. Aveva le pareti di color bianco e verde pastello. Molti quadri di mamme con bambini e donne con pancioni immensi.
Le sedie erano grandi e confortevoli, in effetti le donne incinte devono stare molto comode. Il tavolino di vetro in mezzo alla stanza era pieno di varie riviste di gossip.
Davanti a me c'era una donna, avrà avuto più di trent'anni, aveva una pancia enorme. Probabilmente il bimbo doveva nascere da un momento all'altro.
Mi guardavo la mia di pancia, era ancora piatta.

" Signorina Green?"
La dottoressa era sulla porta con una cartellina. Mi alzai nervosamente ed entrai nella stanza.
Lo studio era decisamente più freddo della sala d'accoglienza.
C'era una scrivania bianca e nera moderna con un computer appoggiato sopra, in fondo si vedeva in altra stanza dove si intravedeva un lettino con le staffe. Tremavo dal nervosismo.
" Bene, mi dica cosa ci fa qui?"
" Salve, allora ho fatto un test di gravidanza due settimane fa ed è uscito positivo. Volevo solo controllare che sia vero..."
Dissi nervosamente, continuavo a torturami le unghie mangiucchiandole mentre aspettavo la dottoressa che intanto inseriva i miei dati.
" Si svesta e vada sul lettino, vediamo subito se c'è un bambino in quella pancia." Era molto gentile e dolce nel modo di parlare, era sulla cinquantina probabilmente, capelli biondi tagliati in un caschetto. Portava gli occhiali da lettura.
Appena mi sdraiai sul lettino arrivò, accese là macchine per le ecografie e io alzai la maglietta.
" Oh no, dovrei farti una ecografia interna, immagino che sei di pochissime settimane, non si vedrebbe niente dall'addome."
" Oh okay."
Nervosamente misi i piedi nelle staffe. Guardavo il soffitto blu, avevo molta paura e farlo da sola non mi aiutava per niente. Volevo Lucas qua con me. Trattenni una lacrima, poi sentii un forte fastidio.
" Scusami, è un po' fastidioso."
Spostai lo sguardo sullo schermo nero, la dottoressa toccò un paio di pulsanti e lo schermo si accese, subito non si capiva niente, la dottoressa spostò l'ecografo interno.
Ed eccolo lì, si vedeva un puntino bianco, era informe, non si capiva cosa fosse, l'unica cosa che si vedeva all'interno di quella specie di fagiolino era come un sfarfallamento.
" Ecco qui! Congratulazioni! Vedi questo movimento? È il cuoricino! È forte!"
Iniziai a piangere senza controllo, era lì, era vivo e il cuoricino si muoveva all'impazzata.
" Aspetta ti faccio sentire!"
Disse la dottoressa euforica.
Tum tum tum tum tum
Andava velocissimo. Mi portai la mano sulla faccia, non ci potevo credere.
La dottoressa aveva spento l'ecografo e aveva accesso la luce.
" Signorina, mi dispiace, se vuole le posso prendere appuntamento per in interruzione."
" No! No scusi, non voglio, lo tengo!sono felice!" Dissi con un sorriso.
Era vero, ero davvero felice.
Mentre mi cambiavo toccai la pancia con una piccola carezza.
" Allora signorina Green, il feto è di 13 settimane. È incinta quindi di quasi tre mesi."
" Tre mesi? Wow"
" Si, mi scusi ma il padre?"
" Il padre in questo momento si trova in Spagna, noi...conviviamo, ma non sa niente."
" Okay. Se ha bisogno io sono qui! Il prossimo appuntamento è tra un mese."
" Grazie arrivederci."

Dopo due settimane che mancavo andai al bar, ero appoggiata sul bancone pensierosa. Avevo paura per tutto, cosa avrebbe detto Lucas? E i miei? Oddio i miei. Non volevo pensarci.
Madison mi svegliò dalle mie preoccupazioni.
" Ma sei tornata! Che bello! Che cosa hai avuto?"
La guardavo, non riuscivo ad aprire bocca, ormai quel segreto stava diventando troppo grosso. Presi fuori la borsa da sotto il bancone e gli diedi tra le mani la mia ecografia.
La prese incuriosita e poi spalancò la bocca in shock.
" Ma, ma è tuo?" Disse indicandomi con una mano tremolante.
Annuii e basta con le lacrime che cercavano di uscire ancora.
" Non ci credo! Ma è bellissimo!"
" Sì."
Dissi ancora nervosa, non riuscivo a crederci che lo stavo dicendo a qualcuno.
" Oddio il padre è Lucas vero?"
" Ma certo che è lui!"
" È come l'ha presa? Spero stia tornando subito!"
" Ehm, non lo sa ancora..."
" Cosa? Sei pazza! Devo dirglielo!"
Ero troppo nervosa, non volevo farlo per telefono, non se lo meritava così.
" No aspetto che torni..."
" Se non glielo dici non torna!"
" Ma si che torna! Ha me qui, e il lavoro!"
" Mmh okay. Vieni che ti abbraccio!"
Le volevo troppo bene, non me l'aspettavo una reazione così.

Entrai a casa esausta, la dottoressa aveva detto che questa stanchezza avrebbe dovuto sparire intorno al quarto mese. Per fortuna non avevo nausee, la dottoressa aveva detto che ero molto fortunata.
Decisi di chiamare Lucas.
" Pronto? Arya! Ciao amore! Come stai?"
" Bene, tutto bene, mi manchi molto..."
" Lo so, mi manchi anche tu, papà ora sta meglio, hanno trovato un fegato! Domani c'è il trapianto!"
" Ma è fantastico! Quindi tra poco torno vero?"
" Eh non lo so, pensavo di stare qua un altro po'... Almeno un altro mese."
Non potevo crederci, un altro mese, sarebbe arrivato qui e sarei stata di quasi cinque mesi, non potevo affrontare questo da sola.
" Ma come?! No voglio che torni."
"Arya, capiscimi, almeno fino a quando mio padre non torna a casa!"
Ero così arrabbiata, avevo aspettato troppo.
" Sono incinta Lucas!"

Love is patient. Love is kindHistorias para obsesionarse. Descúbrelo ahora