"E tu chi sei?"
Chiedo al ragazzo col ciuffo riccioluto davanti a me.
"Dovrei chiederlo io, io ci sono da prima di te, ma non mi hai manco visto, appena sei entrato."
"Ma questa è la mia scuola, quindi vinco io."
Non ci casca, sogghigna e mi lascia passare.
"Quindi sei tu. Tu dovrai esibirti."
"Si, io mi dovrò esibire."
"Anche io."
Vede il pallore della mia faccia dopo quelle parole.
"Ma tranquillo, io ballerò. Niente di quelle sciocchezze romantiche, Hip hop, ma anche quelle coreografie dei concerti.."
Lo blocco, sta cambiando discorso.
"Si, ho capito, ma non ci trovo nulla di male nelle cose romantiche, danno passione, sentimenti."
"Io non ho bisogno di sentimenti."
"Mi arrendo."
Esco fuori dall'aula e controllo l'ora.
"Tocca quasi a me."
Affretto il passo e arrivo giusto in tempo in aula magna.
"....Neville Praus."
Applaudono tutti e mi dirigo lentamente verso il palco, prima che parta la base, spunta di nuovo quel ragazzo, che mi scruta con aria curiosa, quasi malvagia.
Canto Take a bow, di Rihanna, e appena finisco, come al solito, ottengo una standing ovation, solo che non ci do caso, perché il mio sguardo va a finire nell'esatto posto dove si trovava il ragazzo, che ora non c'è più.
Ignorando i complimenti, prendo l'attrezzatura e mi dirigo verso l'uscita, dopo questa performance, ho veramente bisogno di una pausa.
Esausto e stanco, trascino a fatica tutta l'attrezzatura, e a malapena mi fido di tutti i miei compagni. [Si, posso essere molto premuroso]
Arrivo all'uscita e quasi svengo, non solo per l'attrezzatura, ma perché rivedo seriamente quel ragazzo.
"Hai bisogno d'aiuto?"
"No, grazie."
Lo ignoro, lo supero, ma subito dopo la scatola del microfono mi cade a terra.
"E va bene.."
Mi giro verso di lui.
"Ho veramente bisogno di aiuto, perfavore."
Senza sforzo, raccoglie tutte le cose e ci dirigiamo verso il parcheggio.
"Ti accompagno in moto, dove abiti?"
"Abito dietro il palazzo affianco alla scuola"
Indico il palazzo.
"Devi essere veramente debole."
Non credo ancora di aver accettato aiuto da questo qui.
Non rispondo, ci dirigiamo verso la moto e in un modo o nell'altro, riusciamo a far incastrare l'attrezzatura.
Durante il viaggio, ho saputo solo chiedergli il suo nome, si chiama Simon.
E mi accorgo solo dopo cinque minuti che sono rientrato a casa, che mi ha lasciato il suo numero di telefono sopra la scatola del microfono.
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Maybe.
RomanceForse si, forse no, So solo che dopo che l'ho conosciuto ho perso le speranze e ho preso coraggio allo stesso tempo, ho imparato ad amare come ho imparato ad odiare ma sopratutto, ho imparato ad essere forte con o senza lui...
