Sei fantasmi piangevano silenziosi in una stanza: sei spose tradite dal cuore sanguinante.
Meister Bluebell, anch'esso tradito, stava per offrire loro la compagnia di una settima.
Thump! Thump! Thump!
I passi pesanti del mostro rimbombavano sopra la sua testa, strappandole ogni volta un grido che doveva soffocare con le mani: freddo terrore correva lungo il suo corpo, paralizzandole le membra e facendola tremare in modo incontrollabile.
-Dooooveseeeeeiii?
Chiese una voce profonda e rasposa, allungando le vocali come una cantilena: il mostro si stava divertendo a cercarla, camminando il più lentamente possibile ed attendendo con calma che lei si tradisse.
-Sooo che hai aperto la pooorta... non sono arrabbiaaato, vieeni fuooori dal tuo caaaro marito!
Piangendo in silenzio e stringendo nella mano il mazzo di chiavi, la ragazza attese, guardando la luce della lanterna filtrare attraverso le travi del pavimento, riempiendo il suo nascondiglio di pigre particelle di polvere dorata.
-Quatto quatto è nascosto il ratto: dove si trova? Dove si trova?
I passi si fermarono vicini a lei, poi ripresero passando oltre, rubandole un sospiro di sollievo che sperò non si fosse sentito.
-Sarà al castello? Sarà al convento? Sarà mica...
Di nuovo, l'ombra passò, mentre lui, canticchiando, scandiva le sillabe ogni volta che i suoi piedi calpestavano il legno esattamente sopra di lei.
-Sotto... il pa...vi... men... to!
La gigantesca mano blu del mostro sfondò le travi e le afferrò rude una caviglia, tirandola a testa in giù: le schegge le si conficcarono nella schiena, scorticandola, talmente a fondo che il sangue iniziò a colare copioso. Gridando e dimenandosi, la ragazza implorò pietà mentre la lingua della disgustosa creatura le leccava avida la pelle con la gioia di un bambino.
-Nooo! Lasciami!
Nei suoi movimenti frenetici, il mazzo di chiavi mulinò in aria, e la più lunga di tutte trovò l'occhio del mostro, dove si piantò come un chiodo.
-Aaaaargh!Maledetta!
La fanciulla cadde pesantemente a terra battendo la testa, ma riuscì ad alzarsi nonostante la confusione ed iniziò a scappare zoppicando. La vistale si annebbiava passo dopo passo, mentre le orecchie le rimbombavano come il pavimento sotto i piedi dei suo inseguitore.
All'improvviso,una porta le si parò davanti, ancora socchiusa dopo la sua ultima visita, e lei vi si infilò senza pensarci, chiudendosela alle spalle.
Una scala scendeva nella più completa oscurità, e lei dovette appendersi al corrimano con le ultime forze rimaste per non cadere mancando uno scalino.
L'aria là sotto era gelida, così come la grande porta di metallo con la quale rischiò di scontrarsi: era arrivata nella ghiacciaia, dove si addentrò titubante.
Carcasse di maiali, mucche e altri animali la fissarono silenziose, illuminate dalla fredda luce delle lanterne a fuoco fatuo, che davano alla carne una disgustosa sfumatura verdognola: facendosi strada tra i corpi, disgustata e singhiozzante, cercò la porta che aveva intravisto qualche ora prima in mezzo al labirinto umidiccio, che sperava essere l'entrata sul retro della magione.
-Mogliettina caaaaraaa! Non si tratta così il povero marito! Ora mi hai fatto arrabbiare e ti devo punire!
La voce cavernosa rimbombò nella tromba delle scale, facendole accelerare il passo. Era davvero vicino. Con mani tremanti, la ragazza cercò nel mazzo la chiave giusta, mentre sentiva dietro di sé i lenti passi del mostro.
-Non puoi andare lì, tesoro... te l'ho detto...
La serratura scattò, e lei sentì un'ondata di sollievo nel chiudersi la porta alle spalle con tutte le mandate che poteva. Ma il sentimento durò poco, dato che davanti ai suoi occhi non si trovava un'uscita secondaria ma bensì un'altra, angusta stanza, che conteneva l'orribile verità che suo "marito" non voleva che scoprisse: dal soffitto pendevano, come orride decorazioni, i cadaveri di sei donne, appesi a grandi ed arrugginiti ganci da macellaio come stanchi burattini; le loro pelli erano bianche come il latte, il loro sangue era tutto raccolto in numerosi secchi luridi sparsi sul pavimento.
-Oh,no, no, no! Non dovevi farlo! Aprimi subito!
La porta iniziò a tremare sotto i colpi del mostro che, furioso, cercava di sfondarla.
La ragazza si guardò intorno freneticamente, afferrando una pesante mannaia appoggiata al muro e tenendola a fatica dritta davanti a sé per proteggersi.
-Che donna difficile... farmi usare la magia per motivi così sciocchi...
Come in un incubo, la porta sembrò improvvisamente diventare incorporea e una grande mano blu l'attraversò. Poi fu il turno di due lunga corna bianche e un viso largo deformato da un ghigno crudele.
Il mostro avanzò lentamente, ridendo con la sua voce profonda, facendo retrocedere la vittima in lacrime.
-Tesorinooo...perché hai pauuuraaa?
Camminando all'indietro, la ragazza urtò uno dei secchi e scivolò nel lerciume viscido, continuando la sua fuga strisciando.
-Vattene!Aiuto! Aiuto!
Venne tirata in piedi di peso e d'istinto mirò un debole fendente che venne fermato senza sforzo.
-Amore! Che succede? Cosa ci fai nella ghiacciaia? Poverina, sei gelata!
Di colpo, si trovò davanti un viso familiare: suo marito la guardava preoccupato, bello come il giorno in cui si erano sposati, com'era prima di trasformarsi nel mostro. Tutto l'orrore scomparve nel guardare i suoi occhi neri.
-Io...io...cosa...?
-Dai,lascia quell'arnese, rischi di farti male!
La sua voce calda e confortante la calmò e le fece abbassare l'arma, che venne presa dall'uomo e gettata a terra.
-Io non so cosa è successo... tu eri un mostro, mi inseguivi, e...
-Shhh...ve tutto bene ora, tutto bene... non sono arrabbiato...
Una mano le accarezzò dolcemente un lato del viso, districandole i capelli e scendendo verso la spalla, come per pulirla dal sangue.
-Shhh...Shhh...
Lei sorrise, ancora tremante, e fece per dire qualcosa, quando le parole le si fermarono in gola: grosse dita blu la tenevano chiusa in una morsa ferrea.
-Sciocca!
Boccheggiando,la ragazza si dimenò debolmente, mentre il mostro la sollevava da terra: quando il gancio penetrò nella sua carne sfondandole lo sterno, lei era già morta.
Sei fantasmi piangevano silenziosi in una stanza: sei spose tradite dal cuore sanguinante.
Sette divennero quella notte, continuando il loro singhiozzare, mentre lui, Meister Bluebell, marito e vedovo di tutte, usciva per cercare l'ottava.
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For whom the Bluebell tolls
HorrorQuesta è una storia ibrida, tra i miei due generi preferiti: horror e fantasy. Pur svolgendosi a Vespro, non me la sono sentita di includerla nelle Cronache, non facendone parte e condividendo con le altre storie solo l'elemento della magia. Riu...
