CAPITOLO 1.

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Solo ci ha il coraggio di scrivere la parola fine, può trovare la forza di scrivere la parola inizio.

"Federica muoviti o fai tardi, sono gli ultimi giorni di scuola, mica te li vorrai perdere." Mi urla mia mamma dal salotto, mentre io sono ancora nella mia stanza, tra le calde coperte del mio candido letto.
Svogliatamente mi alzo dal letto ed indosso i primi vestiti che mi vengono alla mano, mi trucco come mio solito, che anche se è poco lo amo, e scendo a fare colazione. "Sei bella come sempre." Mi dice mamma mentre mi dà un bacio prima che possa uscire di casa.

Mi catapulto alla fermata della corriera e li vedo i soliti ragazzi che mi fanno i soliti fischi.
Tutti mi giudicano una bella ragazza e io non mi oppongo a tutto questo, solo che a volte vanno oltre ai soliti fischi e capisco di quanto una singola persona possa essere carismatica e adorata senza neanche essere conosciuta.

Arrivo davanti a scuola e subito un ragazzo mi tocca il culo, suscitando una risata dal ragazzo che mi sta venendo incontro, mi prende sottobraccio e mi bacia.

"Lei è la mia di ragazza." Dice Roberto baciandomi nuovamente.

"Però è uno schianto." Dice un altro ragazzo mentre ride, e in fondo fa ridere anche me.

"Era solo una palpata di culo, nulla in confronto a quello che fai tu." Sussurro all'orecchio del ragazzo accanto a me.

"Lo so, ma devo salvare la mia reputazione da figo, e tu la tua." È così, sono una della ragazze più popolari della mia scuola e sono fidanzata con il tipo più figo che c'è in circolazione. Lo saluto una volta arrivata davanti alla mia aula, dandoci appuntamento per la ricreazione. Mi siedo poi acconto al mio migliore amico, Carlo, che mi saluta con un bacio sulla guancia. Subito dopo vedo entrare la mia migliore amica, Alessia, che si catapulta su di me abbracciandomi, si siede poi nel banco difronte al nostro e li inizia la lezione.

"Ehi oggi non posso uscire." Mi dice Carlo, annullando in un secondo il pomeriggio tra amici.

"Posso sapere il perché?" Dico con il sorriso.

"Esco con uno." Dice facendosi notare troppo dal prof che lo richiama, ma subito rinizia. "L'ho conosciuto nel week end ad una festa e oggi lo rivedo." Ebbene si, il mio migliore amico era gay, e lo amavo così come era.

"Me lo farai conoscere?"

"Se andrà tutto bene, volentieri."

"Bene, allora in questo caso, ti dico in bocca al lupo." Mi sorride e mi prende la mano per ringraziarmi. Adoro quel ragazzo ed è la persona su cui posso contare maggiormente. Lo conosco da quando siamo ragazzini e da allora non ci siamo più separati. Le nostre vite sono molto diverse e molto strane, ma in quel loro essere si ritrovano sempre in un modo, o nell'altro.

Il resto della giornata lo passo come sempre, fino all'uscita, dove vedo Roberto, che mi sorride e inizia a baciarmi con abbastanza foga da far girare l'intero gruppo di ragazzi, che inizia a bisbigliare come loro solito, ma sono cose a cui sono abituata.

"Lo sai che mi piaci ogni giorno di più!" Dice Roberto con un sorriso.

"Beh, anche tu mi piaci sempre più." Dico per poi rincominciare a baciarlo, questa volta facendo suscitare vari commenti dal pubblico.
Mi accompagna poi fino alla fermata della mia corriera e dopo poco mi lascia per tornare a casa.

"Usciamo domani?" Mi chiede prima di andarsene.

"Volentieri." Gli dico bacandolo.

Arrivo così a casa nella più completa tranquillità, fino a che non varco la soglia di casa. Trovo mio fratello minore di dieci anni, Andrea, che corre per casa come un dissennato, e mio fratello maggiore di ventuno che gli corre dietro cercando invano di preparare qualcosa da mangiare.

"Ciao a tutti comunque." Dico mentre poso le mie cose vicino all'entrata. Prendo Andrea in braccio visto che non pesa troppo e che la forza non mi manca, dico a Filippo di preparare il pranzo e nel frattempo gioco con mio fratello a qualche gioco stupido.
Una volta pronto mi catapulto a tavola e li inizio a ridere con le persone che amo maggiormente.
Terminato di mangiare ci stravacchiamo sul divano a guardarci uno di quei film stupidi e insieme ci facciamo altrettante risate.
Verso metà pomeriggio ho già finito i compiti e decido di andare a fare una passeggiata in spiaggia, visto che abito a Rimini.
Esco senza niente e inizio a passeggiare immergendo i piedi nell'acqua che inizia a diventare calda, ascolto il rumore del mare e questo mi fa rilassare tanto.

"Ehi bellezza." Sento una voce maschile alle mie spalle.

"Ciao Fabio." È il migliore amico di Roberto. "Dimmi tutto, so che mi cerchi per qualcosa."

"Esatto, non mi rispondevi al telefono e visto che passavo di qua sono passato di casa e Andrea mi ha detto che eri qua."

"Ora puoi parlare allora." Dico guardando il mare e lasciando che il vento mi scompigli i capelli.

"Sabato, grande festa di fine scuola, ci devi essere."

"Ovvio che ci sono, è l'ultima che mi godo."

"Come mai dici?"

"L'anno prossimo con l'esame la faremo a metà luglio."

"Questo è vero, per questo devi convincere Alessia a venire."

"Lo sai che non va a molte feste benché le piaccia."

"Ma è quella di fine anno, deve venire."

"Come mai ti interessa così tanto?" Dico ridendo e guardando lui diventare rosso. "È quello che penso?"

"Può darsi, so che è la tua migliore amica, ma potresti non dirle niente?"

"Va bene, con me il tuo segreto è al sicuro, ma ora racconta." Dico mentre cammino con lui lungo la spiaggia.

"Nulla di che, ma all'ultima festa a cui è venuta entrambi eravamo un po' sbronzi e ci siamo baciati. Ora non so se a lei è stato importante quanto per me, ma io ce l'ho ancora in testa."

"Mi piace questa cosa, se vuoi indago."

"Si, ma non farle capire niente."

"Tranquillo." Dico mentre sorridiamo entrambi.

"Ora devo andare, ci vediamo domani."

"A domani." Dico con il sorriso. Lo guardo correre via e capisco che anche per me è ora di tornare.

ShockingWhere stories live. Discover now