-una notizia sconvolgente

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Ero seduta sul davanzale in marmo della mia finestra, la luce che entrava da quel punto mi permetteva di leggere tranquillamente senza l'uso di una lampada. Adoravo leggere,in casa avevo un enorme libreria, romanzi di ogni genere regnavano su quegli enormi scaffali in legno. Vivevo in una piccola casetta nel mezzo di New York, ma non ero sola, mia sorella maggiore Kate viveva con me,dopo la morte dei nostri genitori per mano di un guidatore ubriaco, avevamo deciso di vivere insieme, però con il tempo i ruoli si sono invertiti, io,da sorella minore, ero diventata la maggiore,quella più seria e responsabile, Kate invece, da sorella maggiore, sembrava ritornata un adolescente, ogni sera partecipava a feste diverse e portava a casa sempre uomini diversi. Lavoravo in un piccolo bar all'angolo della strada, per quanto mi impegnassi e facessi straordinari, lo stipendio non bastava per tutte e due. Un tintinnio mi distrasse dalla lettura di un romanzo, uno pieno di cliché, in cui lui all'inizio è un completo stronzo e poi,dopo aver conosciuto la ragazza più santa che esista sulla terra, si scopre che in realtà ha un passato difficile eccetera eccetera. Allungai la mano e afferrai il telefono sul piccolo tavolino, era un messaggio di mia sorella in cui mi diceva che stava arrivando a casa ed aveva una cosa importante di cui parlare. Ero sempre io a toglierla dai guai, come quella volta in cui per poco non veniva arrestata per aver guidato in stato dì ebrezza, o come quella volta in cui,essendo ubriaca, si era messa a ballare mezza nuda in una discoteca e si strusciava sul primo che passava. Dopo dieci minuti sentii la porta di casa aprirsi e poi chiudersi, il rumore dei tacchi di Kate risuonava in tutta la casa, entrò in camera mia in uno stato che non saprei descrivere, sembrava frastornata è incredula, aveva i lunghi capelli biondi tutti scompigliati,è tutto il trucco sbavato. Mi guardò negli occhi per pochi secondi,poi abbassò lo sguardo
-devo dirti una cosa- si morse il labbro con fare nervoso
-ti ascolto- la guardai in attesa che parlasse
-ho combinato un casino- fece una breve pausa e poi continuò
-due settimane fa ho partecipato ad una festa, era in una villa stratosferica, servivano alcolici e fumo- misi il segnalibro al romanzo e mi alzai andandole in contro
- che cosa è successo?- il mio tono era deciso,sapevo che anche stavolta dovevo tirarla fuori dai guai
-ho conosciuto un ragazzo, Mike, abbiamo bevuto e poi mia ha fatto provare una cosa- era molto nervosa,il suo sguardo viaggiava dappertutto,tranne che su di me
- Kate cosa hai fatto- iniziavo a spazientirmi
- ho fumato erba- urlò, sbarrai gli occhi
-e poi avevano della droga- sussurrò l'ultima frase sperando che non l'avessi sentita. Mi mortai una mano alla bocca, mia sorella su era drogata.
- ho iniziato a frequentare Mike, però non avevo soldi per comprare erba,quindi ho dovuto ricorrere a dei prestiti, ho chiesto soldi agli Evans-
Gli Evans era la più antica e ricca famiglia in circolazione,tutti gli uomini di quella famiglia erano ricchi imprenditori o capi di aziende famosissime. Dovetti sedermi e rimuginare tutto quello che avevo sentito, il mio stipendio bastava a malapena per due persone, come avrei fatto a restituire tutto il denaro che mia sorella aveva preso.
Mi alzai in piedi e mi avvicinai a lei,la mia mano si alzò e senza che potessi fare qualcosa per fermarmi,il mio palmo aveva già colpito la guancia di Kate. La guardai negli occhi
-che cosa ti salta in mente?- urlai, ero fuori di me
- prima ti droghi e poi chiedi anche dei prestiti, questo non è un gioco Kate. Dovresti essere ti quella responsabile, hai ventisette anni cazzo, io ne ho venti e devo lavorare per mantenerci- le mie urla si risuonavano per tutto il palazzo, lei non mi guardava,era ferma con la testa china a guardare il pavimento. Sbuffai e mi portai una mano in fronte,presi dei lunghi respiri e guardai fuori alla finestra per distrarmi.
-domani faremo visita agli Evans,cercherò di aiutarti, però poi voglio che tu te ne vada, trovati un lavoro ed una casa- la guardai,finalmente mi guardava, tutto intorno ai suoi occhi celesti c'era il nero del mascara. Lei annuì e silenziosamente ritornò in camera sua, mi stesi sul letto e guardai il soffitto,come avrei fatto a saldare il debito? E se non ci fossi riuscita, cosa sarebbe accaduto? Con queste domande che affollavano la mia mente, mi addormentai.

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