-con te potrei andare avanti a parlare di milioni di cose senza smettere mai.
ahi. gennaro sorride nel buio, questo è stato un piccolo colpo, l'ha sentito. bello.
è vero, anche lui non smetterebbe mai di parlare con lui, gli piace, però se alessio ha proprio voluto dirlo ad alta voce un motivo ci dev'essere.
e lo sa che la sua era una battuta, gliel'ha detto per ridere, perché sono andati a letto da ore ormai e domani devono svegliarsi e fare cose ma non sembra abbiano davvero intenzione di addormentarsi, e non sembra che gli argomenti si esauriranno a breve. però comunque... lo ha colpito.
una piccola dichiarazione, di quelle che lui aspetta con desiderio e si imprime nella mente dopo averle ricevute, felice.
-con gli altri non ti capita? cioè...
e non glielo chiede soltanto perché vuole una conferma del fatto che quella fosse proprio una dichiarazione, glielo chiede anche soltanto per saperlo, per avere un altro piccolo elemento da aggiungere all'immagine di "alessio" che ha nella testa.
-mh no non così tanto... con cecio, sì.
ahi. malino.
-però con cecio una cosa come quella in quel bar, ti ricordi?-, ride -con lui non l'ho mai fatta.
anche genn ride e sì se la ricorda quella volta. erano andati a pranzo con gli altri, si conoscevano da relativamente poco, qualche mese, poi gli altri li avevano salutati, perché prendevano strade diverse dalle loro, e all'angolo dove le loro strade si separavano si erano fermati a chiacchierare. era inverno, alessio aveva proposto:
-ma se entriamo in un bar? così c'è caldo e mi prendo una cioccolata.
erano entrati nel bar più vicino e niente, avevano preso la cioccolata - che per una cioccolata era ancora presto, ancora ora di pranzo - si erano seduti a chiacchierare e avevano visto clienti entrare e uscire, ordinare, consumare e salutare e loro rimanevano, i baristi avevano sistemato gli aperitivi sul bancone e poi li avevano tolti, avevano pulito i tavoli e nel bar di clienti non ce n'erano più, solo un ubriacone che entrava e usciva e molestava i camerieri con i suoi scherzetti.
alle nove passate si erano avvicinati imbarazzati alla cassa e avevano pagato le loro cioccolate.
avevano parlato dei loro piaceri della vita e dei loro rimpianti più grandi.
gennaro non se la può dimenticare quella volta, perché quando si erano separati non aveva resistito alla tentazione di chiamare antonio, emozionato, solamente per dirgli che aveva parlato con alessio per otto ore filate.
-ancora fuori stai!
-gli voglio troppo bene ti giuro!
e aveva la voce rotta e gli occhi lucidi.
~
alessio dev'essersi addormentato già da un pezzo, tranquillo, ma gennaro proprio non ce la fa. sa che è una cosa assurda, non ha senso, ma ogni volta che chiude gli occhi la consapevolezza di essere a letto con alessio lo risveglia e lo fa tremare.
ed è già successo, che dormisse insieme a lui, e probabilmente succederà di nuovo, perché succede che stiano insieme a provare fino a tardi e poi gennaro resti lì a dormire e succede sempre più spesso. quindi proprio non ha senso restare sveglio per godersi la sensazione di essere sdraiato sullo stesso letto su cui è sdraiato alessio - perché non è che ci sia niente di più di questo. non ha senso e genn sta solo perdendo tempo, perde ore di sonno e questo non gli farà bene.
però è più forte di lui, e strizza gli occhi per allontanare questo pensiero, però nel frattempo si gira verso alessio e lo guarda un attimo, di sfuggita, quasi si sente colpevole, ed è così felice di averlo lì addormentato di fianco a sè.
la maglietta si è un po' arrotolata sul busto e lascia scoperta la parte bassa della schiena, la curva tra la sua schiena e il suo sedere lo fa impazzire. la fissa, tanto alessio non lo saprà mai.
poi smette, prova ad addormentarsi di nuovo, magari questa volta ci riesce, ma dopo un po' la consapevolezza lo risveglia ancora e gli fa sbattere le palpebre, chissà quanto ha dormito, poco o tanto, si gira verso alessio, gli guarda la schiena, e vorrebbe toccarla, e si chiede se alessio sarebbe contento se lui lo facesse. questo gennaro non lo sa. può fare ipotesi, probabilmente sì, perché alessio è contento di tutte le cose che loro due fanno insieme. però questo probabilmente non gli basta.
tutti i muscoli della mano e del braccio tendono e tirano verso la sua schiena, ma lui non fa nulla.
si addormenta e si risveglia ancora più volte, al pensiero di alessio, ma non prende più completamente coscienza, non è più lucido. e una delle volte in cui si sveglia la mano sulla schiena gliela appoggia davvero, in un riflesso spontaneo che non riesce assolutamente a controllare.
dunque gennaro gli appoggia la mano sulla schiena, delicatamente, prima solo i polpastrelli e poi la fa aderire tutta, non spinge, la tiene ferma e quasi gli sembra di accarezzarlo. la mano gli trema, alessio mugola sorpreso nel sonno, sorride e a gennaro pare che abbia aperto per un attimo gli occhi e l'abbia guardato.
però non ne è sicuro, davvero, non ha la forza di tenere gli occhi aperti e vede tutto sfocato.
si addormenta un'ultima volta, così.
domattina ci ripenserà e quasi gli farà ridere questa situazione, si autogiustificherà pensando che il suo è stato solo uno stupido gesto, non doveva per forza avere un significato nascosto, non necessariamente significava che gennaro voglia stare con alessio o che ci voglia fare l'amore. l'unico significato che alessio può trovarci è palese: gennaro voleva toccargli la schiena.
il fatto poi che queste due cose le voglia davvero non è rilevante, per il momento.
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daylight
Romance-con te potrei andare avanti a parlare di milioni di cose senza smettere mai. (le storielle sono scollegate tra di loro) (scusate se sono monotona con la foto ma è proprio la foto perfetta in assoluto)
