Prologo
-Malcom...- la strega davanti a lui lo stava guardando con aria di rimprovero.
-È stata una tua idea, Evangeline- sbuffò passandosi una mano tra i capelli.
-Ho sbagliato lo ammetto, ma adesso non voglio che stia ancora qui- si posizionò davanti a lui e mise le mani sui fianchi -Falla tornare da dove è venuta. Da sua madre... mandala dove vuoi, ma non qui!-
-No, è mia figlia e sarò io a darle l'educazione che merita- si alzò irritato dalla poltrona e cominciò a passeggiare per il suo studio. -È stata cresciuta come una cacciatrice da sua madre, ma non è solo quello. È anche una strega e deve accettare questa sua caratteristica-
-Ma non vuole restare qui!- si alzò le ingombranti gonne che risalivano a qualche secolo prima e raggiunse il compagno.
-Potevi pensarci prima. Ormai è qui quindi seguirà questa scuola come tutti gli altri maghi-
-Non poteva- lo guardò in cagnesco -L'hai costretta a venire qui, abbandonando la sua precedente vita, da un giorno all'altro. Cosa credi che provi verso di te?-
-Non mi interessa cosa prova verso di me, finchè sarà qui seguirà ciò che dico io- fece una pausa -Non può ribellarsi e neppure scappare- andò calmo verso la sua poltrona e si sedette.
Evangeline scosse la testa -Non ti credevo così crudele-
-Bugiarda, mi hai scelto proprio per questo-
La strega fece una smorfia -Ti sbagli. Ha attirato la mia attenzione, questa tua caratteristica, ma quello che mi ha conquistato di te è stato il tuo modo di saper perdonare. È difficile per noi immortali, ma tu ci sei sempre riuscito...- le ampie gonne frusciarono sul pavimento -In questo caso quella povera ragazza non ti ha fatto nulla-
-Ho già preso la mia scelta, Evangeline- la chiamava con il suo nome intero solo quando era arrabbiato -Quindi smetti di provare a farmi cambiare idea, non ci riuscirai- con uno schiocco di dita sparì dallo studio.
Evangeline urlò scaricando la rabbia e si sedette sulla poltrona dove fino a qualche minuto prima era stato seduto il suo compagno. Aveva rovinato la vita ad una ragazza che a lei non aveva fatto nulla, ma non era questo quello che le faceva più rabbia. Avrebbe avuto la testimonianza fisica del tradimento di Malcom, di colui che amava e che le aveva detto di amarla. Di colui con cui aveva immaginato di vivere, letteralmente, per l'eternità.
Rabbia e sensi di colpa la invasero creando un mix devastante che la fecero scoppiare in lacrime.
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Claredane
FantasyLa vita di Clara è stata stravolta dalla scoperta che suo padre Robert non è suo padre biologico, come ha creduto per sedici anni, ma uno stregone crudele e sadico che decide di entrare nella vita della figlia solo per un capriccio. Clara è costrett...
