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Ancora le loro parole mi rimbombavano nella testa, taglienti, forti

"Sei brutta"
"Ma chi ti vuole?"
"Ma che capelli hai?"
"Non sei nessuno"
"Banale"
"Inutile"
"Vattene che é meglio"

Le mani sporche, le ginocchia rotte, i capelli in disordine, gli occhi rossi e le guance bagnate.
Una giovane ragazza che ha la vita a pezzi, miglialia di cocci la compongono, così fragile così piccola in quel mondo gigante.

- Piangi ancora per loro? -
- Non posso farne a meno -
- Ci credi ancora -
- Sempre -
- MAI -
- Loro hanno ragione... -
- MAI okay? -
- Si... -
- Non mi pari sicura -
- Non voglio. Loro hanno ragione -
- Nei tuoi incubi peggiori -
- O nella terribile realtà...-

Mi accasciai a terra e con le mani sporche mi coprii la faccia.
- Non devi essere debole, non devi nascondere i tuoi occhi e nemmeno il tuo bellissimo faccino, non farlo... mai, sennó mi scordo per cosa vivo... -
Alzai lo sguardo non potevo credere a quelle parole.
- Ermen... - sussurrai
Si inginocchió davanti a me e mi prese le mani.
- Non cadere mai nell'oscurità, per niente e nessuno, tu sei la più forte -
- Io non sono forte... -
- Hai ragione... -
A quella risposta abbassai la testa
- ...sei fortissima - continuó sicuro
I miei occhi brillavano, lui mi rendeva così forte, così fiera di me stessa.
- Tu sei una guerriera. Tu sei la mia guerriera. -
- Lo pensi davvero? - I miei occhi si illuminarono di speranza
- Certo che lo penso davvero -
Non potevo crederci era la prima persona che mi aveva detto che credeva in me.
- Ti aiuteró a trovarti una famiglia appena capiró chi sei dentro, qual'é lo spirito che ti accompagna. Okay?-
                                  
- Perché fai tutto questo, io sono una ragazza come mille altre ragazze, non ho nulla di speciale... -
- Lo devi al tuo nome unico... Astra cioé Stella quelle che illuminano il cielo, quelle che sono una guida e tu sei la mia guida oltre alla mia stella preferita. -
- Sei unico. -
- Grazie fanciulla. -
- Prego messere - dissi ridacchiando.
- Devo andare ma tu non scordare di fare ció che ami anche qiesta notte. -
- Come potrei scordarlo è una delle cose che mi rendono felici, che mi rendono me stessa... -
Ci guardammo negli occhi, quegli unici occhi verdi che lo rendevano perfetto, quegli occhi verdi ricchi di mistero.
- Devo andare. - Disse guardando verso la strada che conduceva all'uscita del bosco
Stetti in silenzio.
Lui si girò e s'incamminò, pian piano sentii che una parte di me se ne stava andando.
La voglia di lasciar andare lacrime si faceva sentire, era un difficile... troppo difficile.
Lo riuscivo ancora a vedere e allora accontentai la mia voglia
- ERMEN... - Gridai con le guance e le mani bagnate
Riuscii a vedere la sua figurw che si girava
- ASTRA. - sentii in risposta
Con le lacrime agli occhi mi girai, non potevo credere al fatto che non lo avrei più visto. Non potevo credere al fatto che non me lo sarei più ritrovato davanti nei miei più oscuri istanti, lì pronto per riattaccare ogni coccio di anima per farmi rialzare.
Ancora il suo nome risuonava nella mia testa, così semplice ma unico.
Ero pronta per cambiare per diventare la guerriera di cui Ermen mi aveva parlato più e più volte.

→ spero vi piacca questa
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