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«Stupidissima pancia.» mi ripeto guardandomi allo specchio.
«Non potevo nascere come una delle mie amiche? Stupida pancia.» la picchio.

Così comincia uno dei tanti giorni di scuola.
Mi guardo allo specchio ad offendere la mia pancia e le mie cosce,poi mi vesto con qualcosa di largo ed esco di casa sotto lo sguardo preoccupato di mia sorella che avrà sentito le mie offese contro il mio corpo.
«Tutto bene?» mi chiede.
«Sì.» distolgo lo sguardo.
«Ci sei ricaduta?» mi afferra il braccio.
«No.»
«Ti ho sentito stanotte.»
«Mi spii?»
«Abitiamo sotto lo stesso tetto.»
Annuisco ed esco sbattendo la porta.

Entro a scuola sotto gli sguardi di tutti.
«Ciao Emma,stasera do una festa,verrai?»
«Non credo.»sorrido.
Entro in classe e mi siedo al mio posto.
Marco si avvicina a me.
«Buongiorno.» mi guarda.
Gli sorrido,anche se in verità vorrei stare sola.
«È occupato?» mi chiede indicato il posto accanto al mio.
«No.»
Si siede.

«Allora,oggi hai da fare?»
«Si.» rispondo fredda tornando al mio scarabocchio.
«Ti posso riaccompagnare a casa dopo scuola?»
«No,prendo l'autobus.»
Annuisce deluso e poi torna ad ascoltare la professoressa appena entrata.

«Bene ragazzi, oggi tratteremo di un argomento molto delicato, l'anoressia.»
Alcuni miei compagni,sapendo delle mie sventure,si girano verso di me.
«È una brutta,orribile cosa.» dice uno di loro.
«Giá.» risponde un altro guardandomi.
«Cosa ne sapete voi?» li sfido.
«Emma si vede che stai male.» mi guarda Lorenzo.
«Allora non guardatemi.» mi alzo ed esco infuriata.

Se a tutti dispiace che io stia così,se mi compatiscono,allora che stiano fottutamente lontani da me!
«Emma?» mi guarda mia sorella appena entro in casa.
«Sara.» trattengo le lacrime.
«Che ci fai a casa?»
«Non stavo bene.»sorrido falsamente.
«Emma.»
«Vado di sopra.»
Salgo le scale a fatica e mi butto sul letto.
Accendo la musica e non so in che modo riesco ad addormentarmi.

«Ti sei svegliata finalmente,sono le 2- mi guarda Sara- hai fame?»
«No»
«Te lo richiedo,hai fame?»
«Un sacco.»
Mi mette davanti del prosciutto e del formaggio.
Poi mi porge un succo.
«Tieni. Promettimi che non lo vomiterai.»
Non rispondo e inizio a mangiare.

Subito dopo mi alzo e corro in bagno.
«Emma.» mi soccorre Sara.
«Domani ti porterò in ospedale.»
«Ci sono stata per un anno intero,non hanno risolto nulla a quanto vedi.»
«Domani ci andrai.»

Torno nel letto.
-Ciao,sono Marco. Perché sei andata via? Ti va di uscire?
-Ciao Marco! Comunque non mi sentivo tanto bene,e neanche ora,facciamo un altro giorno?
-Si vabene,domani?
-Uh,non saprei,ho molto da fare,appena mi libero ti faccio sapere.
-Voglio solo esserti amico,sia chiaro.
-Si,certo. Grazie per l'invito.

Rispondo velocemente ai messaggi e poi spengo il telefono.
Mi sdraio sul letto e leggo non so quale libro.
Dopo qualche ora passata a sfogliare vecchie foto decido di lavarmi e di andare dritta a letto.

«Emma! Emma cavolo!» mi rimprovera Sara.
«Sono una persona orribile.» piango chinata davanti al water.
«No,Emma,non lo sei.»
«Guardami. Sono bruttissima,sembro un cadavere!»
«Non devi vomitare ciò che mangi.» mi accarezza.
«Voglio che la mamma sia qui con me.» l'abbraccio.

«Emma ci sei?» urla mia sorella dal piano di sotto.
«Non ci voglio andare. Che besia.»
«Dai,forza.»
Usciamo di casa e arriviamo in ospedale.
Salgo le scale d'ingresso con molta difficoltà.
«Emma?» mi dice una voce.
«Ehi,Marco!» cerco di non sembrare preoccupata.
«Che ci fai qui?»
Guardo in basso.
«Tu?»
«Mio padre nella notte non è stato molto bene. Ora sembra riessersi messo in sesto.»
«Mi fa piacere.» «Ora devo andare.»
Annuisce.
«Marco,un'ultima cosa,non raccontare a nessuno di avermi vista all'ospedale,ti prego.»
Annuisce di nuovo.
«Promesso.»
Mi bacia la guancia e va via.

una stupida ossessioneWhere stories live. Discover now