Buona lettura
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Deva correva, correva più veloce che poteva, mentre il familiare suono della risata genuina di sua madre risuonava nelle sue orecchie come musica.
Si fermò ansimante, stendendosi goffamente con il suo esile corpo sulla sabbia bagnata, ridendo come solo una ragazzina felice poteva fare.
Rivolse l'attenzione a quella che per lei era sin da sempre stata il suo angelo senza ali.
Sua madre a qualche metro lontana da lei, giaceva tra le braccia di suo marito, sorridendo come solo una mamma
come lei avrebbe potuto.
Deva era sin da sempre stata una persona introversa, ma così forte e così bella da poter stupire chiunque.
Aveva sempre trovato difficile rapportarsi con le persone della sua età,escluse le eccezioni, a cui faceva appello la sua implacabile migliore amica Erin: una bambina dal colore degli occhi così bello ed una vivacità così irrefrenabile da poterti lasciare sbigottito.
Deva era una ragazzina diversa e di questo i suoi genitori ne erano consapevoli.
Agli occhi di Deva, portarla nella spiaggia più isolata di Port Angeles, era il regalo di compleanno migliore che una persona avrebbe mai potuto farle: sfilarsi le piccole scarpe, adagiarle sulla sabbia ed iniziare a correre per la spiaggia, con il vento a scompigliarle i capelli, mentre percepiva lo sguardo attento e premuroso di suo padre, simboleggiava per lei la reincarnazione vera e propria della felicità.
Mentre correva sentì la libertà penetrarle il cuore:correre lungo la spiaggia a destra costeggiata dalla più fitta e vasta foresta con cui avesse mai avuto a che fare, l'aveva resa felice.
Furono attimi felici sostituti da attimi di terrore: la bolla di vetro in cui lei e i suoi genitori si erano rifugiati fino ad allora venne infranta, riportandoli alla realtà.
Una realtà così crudele, da far mancare il fiato a Deva, che guardava inerme la scena.
Perchè? Si domandava lei piangendo:cosa volevano dalla sua mamma?
Sentiva un vuoto divorarla,mentre degli uomini a Deva sconosciuti, le stavano sottraendo ciò di cui non avrebbe mai potuto fare a meno: sua madre.
Senza un motivo apparente, quegli uomini così robusti ed intimidatori stavano la stavano trascinando via dalla spiaggia.
Sua madre urlava, piangeva, mentre con lo sguardo terrorizzato pregava il suo marito di salvarla.
Lui era immobile.
Si limitò a serrare la mascella, abbassando lo sguardo e chiudendo gli occhi.
Perchè non faceva niente? Perché non reagiva? Perché guardava la donna della sua vita in pericolo, senza reagire?
Non provava un moto di terrore scorrere per le vene?
Perché a Deva sembrava di andare a fuoco.
Fallo per tua sorella, fallo anche per lei Deva.
Vedere sua madre essere strattonata e trascinata bastó a farle scattare una scintilla d'ira così impetuosa ed inrefrenabile, che spazzó in un battito di ciglia il buon senso di cui un'undicenne era a disposizione, facendola correre verso la foresta oscura dove sua madre veniva trasportata contro forza.
Ad ogni passo la rabbia avanzava crudelmente in lei, ad ogni passo la paura di perdere la persona che la amava come mai nessuno prima d'ora ribolliva nel suo cuore, ad ogni lacrima caduta Deva implorava gli occhi di restare focalizzati sul suo angelo, che veniva caricato sulla macchina ,al confine tra la foresta e la strada, che l'avrebbe portata via da lei senza un motivo apparente.
-Mamma non lasciarmi, ti prego- urlò Deva disperata mentre la paura e la solitudine spietatamente si facevano spazio in lei, mentre le sue gote si riempirono di altre lacrime crudeli,al solo udire le urla di Madlyn.
-Lasciatemi andare da lei- fu l'ultima grido e ricordo che ebbe Deva del suo angelo, prima di lasciarla sola in mezzo alla foresta: senza forze e vuota.
Si stese tremando accanto alla radice di un imponente sequoia, come a farle da ancora.
Deva portò la mano alla bocca, urlando e sfogando il dolore lancinante contro il palmo.
Non capiva che cosa degli uomini del genere potessero avere contro sua mamma. Era tutto così assurdo e insensato, perché proprio la sua mamma?
Quale fine avrebbero fatto lei ed Aileen? Non comprendeva come delle persone potessero essere così crudeli e spietate da riuscire a negare la gioia che un figlio avrebbe provato crescendo con una madre al proprio fianco.
Non sapeva cosa le avrebbero fatto, non sapeva se sarebbe sopravvissuta, si ripeteva tra sè e sè mentre la paura dell'ignoto scorreva per le sue vene . L'unica cosa di cui era certa,di cui era convinta, era che non avrebbe mai perdonato suo padre.
L'uomo che aveva fino ad allora sempre ammirato era la stessa persona che davanti al cuore distrutto dalla paura,delle due persone che aveva sempre amato, era rimasto impassibile.
Li aveva osservati sgretolarsi davanti ai suoi occhi senza intervenire.
L'eroe in lui era solo pura immaginazione, l'aveva aggredito Deva mentalmente.
Sua madre sarebbe stata ancora lì se suo padre avesse lottato per la donna della sua vita, come aveva fatto lei.
Una bolla d'acciaio ad isolarli dal mondo sarebbe stata meglio al posto di quella di vetro, pensó mentre lentamente il volto angelico di sua madre popolava i suoi sogni, nel bel mezzo della foresta, stesa accanto ad una sequoia.
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-Margot
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Clair de lune
RomanceLa sua vita è piena di segreti di cui non è a conoscenza. È cresciuta con mille domande senza risposta,frullarle per la testa. Dov'è sua madre? Per quale ragione l'hanno rapita? Ha compreso il vero significato della vita quando ancora doveva scoprir...
