Capitolo 1

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Non ricordo il suo nome ma non m'importa, ciò che conta, è che quello che mi sta dando mi piace...

Mi muovo compiendo piccoli cerchi con il bacino per poi allargarli.

<<Pennyyyyy>> grida stringendomi i fianchi.

Mi raccolgo i capelli tra le dita mentre continuo a muovermi. Le sue mani salgono rapidamente fino ad afferrarmi i seni.
Accelero, rallento e accelero ancora una volta perché è così che mi piace.
Mi abbasso su di lui, mi ansima nell'orecchio ed io stringo tra i palmi delle mani il lenzuolo.
Arriccio le dita dei piedi mentre un brivido si arrampica sulla mia schiena, il fuoco m'incendia il ventre e prima di cadergli sul petto, grido di piacere.

Divoro l'aria a grandi morsi cercando di riprendermi mentre lui continua a muoversi velocemente sotto di me. Mi godo ancora questi pochi istanti, prima che il piacevole formicolio che sento, cominci a diventare fastidioso.
Ancora una spinta, una sola.
Socchiudo gli occhi dal piacere e inizio a sfilarmi da sopra di lui.
Mi viene incontro con il bacino cercandomi, poi mi afferra per le spalle tentando di tenermi intrappolata. Non vuole cambiare posizione è chiaro ma io ho in mente tutt'altro...

Punto i palmi delle mani sui suoi pettorali e premo con forza sfilandomi rapidamente, scavalco il suo corpo e scendo dal letto <<Che fai?>> mi chiede.
Mi volto verso di lui: ha i capelli arruffati, le labbra gonfie e un'espressione sul viso che da curiosa sta diventando dubbiosa quando vede che nel frattempo raccolgo i miei vestiti sparsi sul pavimento.

<<Me ne vado>> dico mentre mi rinfilo le calze per poi abbottonarmi la gonna.

<<Perché?>> mi chiede. Si gratta la testa e sembra così ingenuo che gli sorrido <<Ho fatto qualcosa di... Di sbagliato?>>

Incredibile come basti poco per far ridimensionare l'ego di un uomo.
Prima sono tutti spavaldi: ti afferrano, ti girano e ti rigirano e mentre ti usano sono sicuri di loro stessi, arroganti, meschini e consapevoli ma quando e se accade un imprevisto... Eccoli che mostrano la loro insicurezza... La stessa che ha poi sul viso una donna quando dopo aver dato tutta sè stessa, si vede chiudere la porta in faccia, o si ritrova a sperare con il cellulare in mano in una chiamata, un messaggio, un invito che magari arriverà solo a tarda notte, dopo che forse qualcun'altra non avrà ceduto e lascerà lo spazio vuoto nel loro letto...
<<Perché vai via?>> mi chiede ma questa volta è seduto sul letto, sembra tanto infastidito quanto allibito.

<<Perché ho fatto>> dico abbottonandomi i polsini della camicia

<<E io...?>> mi chiede e stenta a crederci

<<Non è un mio problema...>> m'infilo prima un tacco e poi l'altro senza neanche guardarlo.
Non m'importa niente di lui, non ho la più pallida idea di come si chiami e a stento ricordo il colore dei suoi occhi o l'odore della sua pelle...

<<Sei.. Sei... cattiva >> mi dice mordendosi un labbro.

Non mi avvicino anche se vorrei baciare ancora una volta quella bocca che mi ha dato piacere.
Alzo lo sguardo e vedo che è ancora eccitato, forse più di prima...
<<Uhmmm >> Ci pensò su..  <<Si, cattiva mi piace>> dico uscendo dalla sua camera da letto.

CattivaWhere stories live. Discover now