La luce era soffusa,era ormai sera e i miei genitori non erano ancora tornati.
Ero molto stanca, cosi andai nella mia stanza; infondo era tardi ed era stata una giornata davvero pesante, così mi stesi lentamente sul letto, poggiai la testa sul cuscino e chiusi gli occhi, come a rallentatore,stavo per addormentarmi quando sentii il suono dell'ambulanza sempre più vicino a quella che era la mia casa, quando sentii il rumore cessare, e l'ambulanza parcheggiare scesi dal letto in meno di un secondo, mi precipitai giù per le scale con una velocità allucinante.
Non sapevo il perché di quella reazione, ma qualcosa dentro di me mi diceva che stava accadendo qualcosa.
Mi trovavo ormai davanti alla porta,avevo un presentimento dentro, una paura che avanzava sempre di più, sentivo il terrore dentro di me, però mi feci coraggio.
Misi la mano sulla maniglia, l'abbassai con la mano tremolante, e lentamente aprii la porta.
Mi trovai in un secondo fuori, la gente era a semicerchio...
Una donna mi venne vicino e mi abbracciò.
"non aver paura, loro ti staranno sempre accanto solo che non li vedrai,non aver paura." mi disse.
La guardai e accennai un sorriso per poi allontanarmi e andare vicino a quella gente.
Mi avvicinai ancora di più e quello che vidi mi uccise in un solo colpo.
Stava accadendo davvero.
Due veli bianchi portarono via un pezzo di me, per sempre.
Mi alzai di scatto dal letto, un altro incubo, un'altro maledetto incubo.
Andai in bagno e mi guardai allo specchio, era come tutte le altre notti passate, la pelle ricoperta di sudore, le lacrime scendevano lentamente dal mio viso, e una rabbia mescolata con tristezza all'interno di me.
Diedi un pugno a quello specchio, tutto il vetro mi scheggiò la mano, ma quello non era compatibile al dolore che provavo dentro.
Sharon.
La sua famiglia.
Un orfanotrofio.
Delle scoperte.
Un dolore.
Il rancore.
Il fallimento.
La perdita di una parte del cuore.
La vendetta.
La paura.
L'orgoglio.
L'astuzia.
Il coraggio.
L'amore.
La felicità.
To be continued...
