Capitolo 1

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La mia stanza e Satana.

Era stata una giornata particolare... no, ma chi voglio prendere in giro?
Non è mai una giornata particolare per me.

Mi ero svegliato con il Sole che ancora doveva sorgere e un crocifisso appeso sopra la testata del letto.

Il ventilatore di fronte al materasso girava ancora, smuovendo l'aria. Non che ce ne fosse bisogno: a quell'ora della notte, il vento soffiava fresco, e il mondo era sommerso dalle invisibili lacrime della Calma.

Le opprimenti pareti gialle della mia stanza si nascondevano dietro la scrivania e alti armadi tappezzati di foto e fogli scritti.

Sopra il mio tavolo da lavoro (leggere: tavolo dove fare i compiti per scuola), una serie di tre scaffaletti attaccati al muro (se ve lo state chiedendo... sì, erano dell'Ikea... e no, non mi pagano per questa sottospecie di pubblicitá) sorreggeva i miei libri preferiti e una Bibbia, rigorosamente Di Gerusalemme.

Sì, avevo iniziato a leggere la Bibbia.
No, non ero un grande credente.

La fede rappresentava, da sempre, per me, l'assenza del ragionamento: come dice Bob Marley, "no Jesus, no cry". Okay, forse non diceva proprio così.
E, okay, lo ammetto: penso questa cosa da poco più di un anno, non da sempre.

Ma, a mia discolpa, posso dire di avere solamente sedici anni.
E che i miei primi sei anni di vita sono un buco nero nella mia memoria.

P.s. Forse, forse, un po' mi piaceva lasciarmi andare al non-ragionamento. Sapete, no? Quella sensazione di "ah, niente più responsabilità per me; adesso, Dio, ti faccio la mia preghierina e mi pento dei miei peccati, e tu, in cambio, mi fai andare bene al compito in classe di domani!".

Adesso (dopo avermi guardato in cagnesco per quello che ho appena scritto), vi chiederete: "Ma, se hai detto che il Sole doveva ancora sorgere, e che era notte, come fai a darci una descrizione così dettagliata della tua cameretta, immerso nelle tenebre più assolute come sei?"

La risposta è semplice: sbadatamente (io vi giuro che non ho paura del buio), avevo lasciato la luce della lampadina sul mio comò, accesa.
Capita.

Ma vi sto tediando.
Sono sicuro che volete sapere perché la mia giornata era stata non-particolare.

È stato il giorno in cui ho incontrato per la prima volta lui.
Dolce, giusto?
Ah ah, lo so. Infatti non è vero.
Buu, ci siete cascati!

La verità è che è stato il giorno in cui feci una figura di Wattpad Error 404 talmente colossale da attirare le attenzioni di mezza spiaggia (già, rosicate, io abito in una città sul mare e voi no... forse). E l'amicizia di una persona speciale: Sam.

E, no, Sam non sta per Samuel.
E non sto parlando nemmeno del famoso Sam Gamgee.

Miei cari, sto per presentarvi Samanta, la mia futura migliore amica.

Da me, in seguito, ribattezata come Satana.

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