Prima dell'odio l'amore

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Allora... Mmmm, ma che dire? Be' prima di tutto vorrete sapere chi sono io, ed eccovi la risposta; io sono Alessio un "normale" diciottenne fidanzato felicemente da sei bellissimi mesi. Ora vorrete sapere perché sono qui , e come si poteva intuire sono qui per raccontarvi una storia. La mia storia, che parte dal nove dicembre di tre anni fa. Era il giorno del mio compleanno, il giorno più orripilante al mondo. Mi sveglio alla buonora deciso ad andare con calma, ma non quella calma che ti fa correre  di fretta e furia negli ultimi due minuti. Quel giorno mi vesto come sempre (felpa rossa  con sopra la faccia di un leone e jeans rotti e stropicciati insieme ai miei capelli castani  e ricci sparsi in tutte le direzioni contornati da grandi cuffie nere e rosse) non vedo il motivo per cui serviva vestirsi in altro modo. Uscii di fretta dalla mia stanza subito dopo essermi infilato quei quattro stracci e andai a fare da mia solita colazione formata da latte che un tempo doveva essere caldo, ma raffreddato dalla finestra perennemente aperta, e biscotti, se mi vanno. Dopo la colazione prendo il mio giubbotto e vado verso scuola a piedi visto che i miei genitori lavorano. Mentre mi dirigo verso morte certa nella bolgia infernale qual'é il liceo, almeno il mio che è il classico, incontro lei... Camilla, la mia ragazza. Camilla è una tipetta accettabile dai lunghi capelli biondi, gli occhi azzurri e la corporatura esile. Appena mi vede la sua prima reazione non può essere che la seguente: buttarmisi addosso facendomi cadere su un prato (quello che poi ho capito essere del suo vicino di casa) e cominciandomi a baciare dolcemente sugli estremi delle labbra per poi farle combaciare perfettamente come due pezzi dello stesso puzzle che devono stare uniti. Dopo vari minuti si mette a cavalcioni su di me poggiandomi le mani sul giubbotto in corrispondenza del mio petto che con delicatezza pulisce dalla neve che vi era caduta sopra.
- Allora piccolo come mai questo ritardo?- chiede prima di accarezzarmi la guancia sinistra con il pollice.
- Niente Cami... Lo sai che solo oggi posso permettermela la calma- rispondo.
- Non se accettassi di venire da me, almeno per un po' - dice passando lentamente il suo indice sul contorno delle mie labbra.
- Lo sai come la penso siamo troppo, troppo giovani specialmente tu, mia piccola quindicenne- mentre lo dico sorrido per poi baciarla dolcemente.
Subito ricambia aggiungendo:
- Ma dai! Comunque auguri amore!- dice prima di trascinarmi con lei in uno dei baci più passionali della mia vita al quale non riesco a tenermi indietro.
- Andiamo a scuola Cami non voglio fare tardi- e faccio lentamente per alzarmi prima che lei mi blocchi.
- Aspetta Alé- dice per poi far scivolare dalle sue dita un piccolo ciondolo, da cui pende una specie di gabbietta in argento decorata a minuscole spirali che contiene un cristallo rosso acceso dalla forma di cuore, che mi mette al collo e visto che è così vicina per mettermelo la bacio dolcemente. Quel bacio non fu mai ricambiato visto che il proprietario del prato uscì urlando e cominciammo a correre verso scuola mano nella mano.

Se io mi odio, perché tu mi ami?Stories to obsess over. Discover now