airplane.

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A volte accade che semplicemente una persona entra a far parte della tua vita, senza preavviso. Semplicemente, accade.
Ma è possibile tornare indietro?
Esiste un pulsante per decidere se quella persona ne valga davvero la pena?
E soprattutto, se dovessi pentirmene?

Purtroppo a certe domande non c'è una risposta, e se c'è, non è dato saperlo, anche perché le cose si sa, non vanno mai per il verso che si spera.

Succede semplicemente che a volte le persone entrano nella tua vita e tu non puoi fare niente per evitarlo, e questo l'ho imparato da quando ti ho visto la prima volta, sapevo che non sarebbe finito tutto lì, sapevo che alla fine, non avrei potuto fare niente per evitarti.

Mentre entro dentro l'aeroporto e prenoto il primo volo per Swindon, penso che ce la farò a superarti, sta volta.
Dimenticherò la prima volta che ti vidi su quel dannato muretto a fumare, con quella felpa rossa e gli occhi così scuri che invece di essere del solito verde, erano tendenti ad un marrone nocciola, spento.
Lo dimenticherò il tuo sguardo bruciare sulla mia pelle bianca e infreddolita dal leggero venticello autunnale di quel periodo.
Giuro che ce la farò.

Inizio ad imboccare la via per il check-in ripensando a quando mi raccolsi da terra, stavo ascoltavo la musica sul mio iPod ormai rotto, e notando i miei brividi e la pelle d'oca persistente mi cedetti quella felpa che, ancora adesso, riesco a ricordarne l'odore e quella piacevole sensazione di calore che mi fece provare.
Lì capii che non avevo possibilità di scappare ormai, avevo imboccato la via più dolorosa, quel vicolo cieco che non mi avrebbe portato da nessuna parte, se non da te altre mille volte.

Perché deve essere tutto così fottutamente difficile?
Perché non esiste un bottone "dimentica" per lasciarsi tutto alle spalle?
Ora sto facendo qualcosa da cui non posso tornare indietro, ma sarà la scelta giusta, perché incontrare te è stata quella sbagliata.

Mi siedo su una panchina di legno e posiziono vicino a me la valigia nera, mentre aspetto il mio volo.
Alzo di poco lo sguardo e trovo due ragazzi, all'incirca dovrebbero avere la nostra età. Sorridono, sono felici.
Perché loro lo sono e non non ci siamo riusciti, Ash?
Sapevo sin dall'inizio che quei sorrisi che sfoggiavi erano fin troppo falsi, sapevo distinguerli tra quelli che facevi con me, sai? Non sono gli stessi, erano più spenti, più forzati, come se indossassi una maschera con il resto del mondo e la togliessi solo quando eri con me, come se la tua personalità fosse di vetro e così fragile da potersi spezzare al primo tocco.
L'hai sempre saputo che ero maldestra, per quale motivo hai deciso di affidarmi un tale incarico?
Mi sono fatta in due per tenere i tuoi cocci insieme fino a spezzarmi anche io, ma al contrario tuo, non avevo nessuno che mi tenesse in piedi.

Una voce metallizzata esce dallo speaker, annunciando che il volo previsto per Swindon sta caricando.
Mi avvio lungo il corridoio, attraversando diverse tipologie di persone, ma nessuno possiede il tuo sguardo. E sì, lo ammetto, ti sto cercando anche qui, ma in fondo, come potresti mai trovarti qui? Non verresti mai a recuperarmi dal grande passo che sto per affrontare.

Passo davanti al controllore che mi chiede i documenti. Glie li porgo e, quando mi vengono resi, continuo a camminare verso l'uscita, diretta insieme ad un'altra decina di persone verso l'aereo che da Sidney, attraverserà oceani e diversi fusi orari per portarmi lontana da te.

Ne vale la pena?

Salgo sulle scale, saluto educatamente le hostess e prendo il posto A23 come assegnatomi sul biglietto.
Lo sto facendo davvero.
Chiudo gli occhi e prendo un grande respiro, ma i ricordi non vogliono lasciarmi, come a rinfacciarmi che ci sei stato, e andarmene da questa città ormai vuota non cambierà il corso degli eventi.

Airplane; afi. [os]Stories to obsess over. Discover now