Aprii di scatto gli occhi.
Non avevo dormito molto quella notte. Forse perchè non avevo sonno, ma anche perchè ero tornata tardi... sta di fatto che ero distrutta, eppure non capivo perchè mi ero svegliata se mi trovavo ancora nel mondo dei sogni.
Poi mi accorsi che la sveglia stava suonando.
È colpa sua.
Tutta colpa sua.
Mi girai verso il comodino e guardai l'ora sull'affare malefico: segnava le 6.30 di mattina.
La spensi e controvoglia mi alzai dal letto, presi il telefono che avevo lasciato sopra un mucchio di vestiti buttati sulla sedia della scrivania e mi diressi verso il bagno.
Avevo ancora tutto il trucco colato della sera prima, versione Emily Il Panda...
Mi spogliai, mi legai i capelli in una crocchia fatta letteralmente alla cazzo per non bagnarli e mi infilai nella doccia aprendo l'acqua fredda per svegliarmi un pò e per rinfrescarmi. Faceva molto caldo, anche se il giorno prima aveva diluviato, forse per il fatto che in quel periodo dell'anno tante pioggie... d'altronde vivevo a Miami.
Uscii dopo cinque minuti già più in forma di prima e con l'asciugamano che mi copriva tornai in camera mia.
Passai davanti alla stanza di mia mamma ma naturalmente lei non c'era.
Il letto era perfettamente rifatto e la porta era spalancata.
Di solito si svegliava tutte le mattine presto e dopo che aveva fatto le sue solite commissioni si chiudeva sempre dentro la sua camera, come me.
Evidentemente se ne era già andata.
Che novità...
Mi avvicinai alla sedia dove erano riposti praticamente tutti i miei vestiti, l'armadio era vuoto ormai e per quanto mi riguardava potevano anche buttarlo.
Mi infilai dei jeans attillati strappati sulle ginocchia e una maglia a maniche corte nera abbastanza larga, presi dei calzini e infilai le solite vans nere e scesi le scale per arrivare in cucina.
Casa mia era un disastro: panni ovunque, bottiglie di birra,alcol dappertutto e mozziconi di sigarette buttati a terra come se il pavimento fosse un posacenere e puazzava tutto da morire.
Mio padre non l'avevo mai conosciuto, non sapevo chi fosse né come si chiamasse dato che il mio cognome era quello di mia madre e lei non me ne aveva mai voluto parlare.
White....
Mi viene il vomito pensando a mia madre.
Non si era mai occupata di me, non gliene era mai interessato un emerito cazzo anche perchè per lei io sono la causa per cui il suo amato fidanzato l'ha lasciata quando aveva diciassette anni.
Perchè si, lei mi aveva avuto a diciassette anni.
Stronza prima, stronza ora.
Mi avviai in cucina e presi i soliti cereali: le palline al cioccolato.Ne presi una manciata, li mangiai e poi mi caricai lo zaino in spalla avvicinandomi alla porta di casa, natulamente aperta.
A me non importava, tanto la porta della mia camera la chiudevo sempre a chiave e riguardo al resto della casa sti cazzi.
In qualunque caso non avrebbero potuto rubare nulla i ladri se gli fosse saltato in mente di entrare in casa mia.
Cosa ci guadagnavano? Una bottiglia di birra vuota?
Non credo proprio.
Mi sedetti alla solita fermata a pochi metri da casa mia dove prendevo sempre il pullman con Lexie.
Mi accesi una sigaretta e aspettai godendomi un pò di aria fresca.
Era il primo giorno di scuola, ciò vuol dire che le vacanze erano finite,quindi di certo il mio umore non è dei migliori in quel momento.
Arrivò il pullman e salii dirigendomi agli ultimi posti come sempre, sotto lo sguardo di tutti e le occhiataccie da parte delle vecchiette.
Forse fu la mia faccia incazzata a sconvolgere così tanto tutti.
Lexie era infondo e si stava sbracciando come se non l'avessi vista prima... che cogliona che è.
Non sapevo come facesse ad essere di buon umore di prima mattina, il primo giorno di scuola.
ŞİMDİ OKUDUĞUN
Io, te e la luna.
Genç Kız Edebiyatı"Ti ho amato dalla prima parola, dal primo sguardo, dalla prima bugia. Mi sono innamorata di te come i bambini si innamorano dei giocattoli, a prima vista. Mi sono innamorata di te pur sapendo che era sbagliato. Mi sono innamorata di te perchè mi ap...
