Untitled Part 2

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"Nessuno può sapere quanto la rabbia riesca a corrodere l'anima, nessuno. Almeno finché non ha provato una sensazione tanto forte da pensare di aver raggiunto il limite. Nessuno. Dicono che hanno scelto di farti vivere questa vita perché sei abbastanza forte per farlo. Tsk, cazzate. Hanno scelto di farti vivere questa vita perché hai abbastanza pazienza per sopportare le crudeltà di questo mondo. E poi, "hanno" chi? Chi decide se puoi vivere oppure no? Semplice, quelli con il potere dalla parte del manico. Vige da sempre la legge del più forte, di colui che può permettersi di viziarsi delle peggio crudeltà. Ma se vincesse il più forte d'animo, a quest'ora, sarebbero tutti quanti morti. Non c'è determinazione più ferrea di quella scaturita dall'odio represso. La fase successiva al contenimento dell'odio è la pianificazione, tentare di cercare in mezzo all'ordinata confusione di rancori e disprezzi un modo per ricambiare il torto subito. Perché ordinata? Beh, perché se l'amore può essere in alcuni casi generalizzato a seconda delle passioni e degli interessi che ognuno sviluppa e coltiva, l'odio, no. Se c'è una persona che detesti, e questa ti passa di fianco, la tua mente la identifica, e smitraglia impulsi a tutto il corpo con un solo fine: fargli male. La società è una fattoria. Ognuno ha il proprio recinto, e lì deve rimanere. Non si può scavalcare la staccionata e si è costretti a vivere come vuole chi ti gestisce. L'unico spiraglio di libertà è dato dall'illusione che si riceve quando il padrone ti apre per farti fare due passi, e allora arriva l'euforia e ti sale l'adrenalina. Ma l'adrenalina, quella che nasce da un'illusione intendo, non è altro che un montante. Arriva rapidamente dal basso, puoi sentirla sfiorare tutto il tuo corpo. E non appena ti solleva da terra, il dolore si impadronisce di te e cadi rovinosamente con la mandibola rotta. Una volta, non tanto tempo fa, me l'hanno rotta per davvero, la mandibola. Dei bulletti si prendevano gioco del mio fratello più piccolo e sono corsa immediatamente in suo aiuto, sapendo che non sarei comunque riuscita a proteggerlo. Il più giovane dei tre, alto almeno il doppio, mi prese per il collo e mi rifilò una di quelle illusioni che non si scordano facilmente. In quel momento svenni, e fu quello che mi salvò. Ma quando mi risvegliai, avrei preferito che mi avesse spezzato il collo, non solamente mezza faccia. Ora Sam sta riposando, ogni tanto mi metto a fissarlo aspettando che mi chieda di raggiungerlo. Vorrei poterlo abbracciare, ma nel suo stato di incoscienza non credo gli servirebbe."

-Riprenditi, Helen!- Isabelle mi scosse energicamente, e mi accorsi che tutta la compagnia mi stava guardando. Presi la mia amica da parte e non appena girai l'angolo mi rannicchiai per terra, aspettando che si sedesse con me:

- L'ho..l'ho rifatto?- annuì, smarrendosi anche lei nel disarmante vuoto infinito che ti avvolge quando ci si incanta a guardare qualcosa. - Di questo passo, finirò per farmi emarginare.- continuai, provando a inspirare profondamente per poi buttare tutto quanto all'esterno, tensione compresa. Seguì qualche momento incerto, in cui nessuna delle due sapeva come comportarsi, e onestamente avevo anche smesso di pensarci. Poi mi tornò in mente una domanda che progettavo da tempo di porle, e quello sembrava davvero il momento più adeguato:

- Ogni tanto è rilassante chiudersi in se stessi, non trovi?- si contenne, sussurrando un "sì" ipocrita.

- Vieni con me, prendimi per mano.- non appena glielo chiesi, acconsentì e fece per alzarsi, ma la trattenni per un braccio, scuotendo il capo. – Non servirà muoversi.- deglutii un blocco di saliva e mi feci forza. –Avanti, prendimi per mano, ti porto in un luogo sicuro.- In un primo momento tentennò, poi soddisfò la mia richiesta. Fu sufficiente una frazione di secondo e ci catapultammo dentro alla mia mente, lasciando che il buio pian piano ci avvolgesse. Ora che si trovava a stretto contatto con la mia psiche, potevo percepire il suo tentativo di tenere a bada la paura, e accorgermi di quanta fiducia stesse ponendo in me, che in quel momento la stavo spaventando così tanto:

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⏰ Last updated: Jun 21, 2016 ⏰

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