Night Terrors

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Un ronzio. Un ronzio fastidioso fece svegliare Alice. Aveva un forte dolore alla testa, come se fosse schiacciata in una pressa. Cercava di aprire gli occhi, ma ciò risultò un'azione alquanto complicata. C'era una forte luce nella stanza e ciò le feriva gli occhi.

'Come è possibile che sia già giorno? Sono appena andata a letto!'

Quando riuscì a vincere la luce e ad aprire gli occhi, rimase molto sconcertata nel vedere dove si trovava. L'ultima cosa che ricordava era di essere andata a letto in camera sua in casa sua, ma ora si trovava in una stanza completamente diversa. Era sì su un letto, ma non era il suo letto, bensì assomigliava ad un letto d'ospedale; un letto alquanto scomodo e dal materasso duro. La stanza in cui si trovava era decisamente molto piccola, metà della quale occupata dal quel letto. Le pareti erano bianche e non vi erano finestre su di esse. Notò che vi era solo una piccola porta semi aperta. La stanza era illuminata da un'unica lampada molto luminosa dalla quale proveniva un ronzio, quel ronzio che aveva svegliato la ragazza.

Subito si fece prendere dal panico, panico che aumentò quando sentì delle grida provenire da fuori, seguite poi da uno strano ruggito.

Aveva paura, ma doveva uscire da quella stanza. Si avvicinò alla porta e lentamente la aprì. Al di là della soglia vi era un corridoio molto ampio; si affacciò guardando sia a destra che a sinistra. Apparentemente era deserto. Oltrepassò la porta e notò che in quel corridoio vi erano diverse porte, tutte chiuse. Ne aprì un paio scoprendo che le stanze erano identiche a quella in cui si era risvegliata, l'unica differenza era che non vi fosse nessuno all'interno.

Proseguì lungo il corridoio giungendo, alla fine di esso, ad un ascensore. Da quando aveva lasciato la stanza, Alice non aveva più sentito grida o altri suoni strani; qualsiasi cosa fosse stata ad emettere quel ruggito sembrava essere lontano da lei in quel momento. Ed Alice pensò che fosse meglio tentare la fuga ora che non c'era nessuno in giro. Pigiò il tasto per richiamare l'ascensore e rimase in attesa. L'ascensore in movimento emise un forte rumore di ingranaggi non molto oleati; era come se quell'ascensore non venisse usato da molto tempo. La ragazza sperava vivamente che tale rumore non attirasse l'attenzione di nessuno. Speranza che svanì immediatamente quando sentì un ruggito provenire dal fondo del corridoio che aveva appena percorso. Lentamente, e molto spaventata, Alice si voltò per guardare indietro. Una creatura mostruosa si manifestò ai suoi occhi. Non riusciva ben ad inquadrarla, sembrava essere un'immagine molto sfocata. L'unica cosa che vide bene erano i suoi enormi occhi rossi. La creatura ringhiò in direzione della ragazza; in quello stesso istante l'ascensore arrivò al piano e la ragazza vi si fiondò all'interno premendo il pulsante del piano terra senza pensarci due volte. Mentre le porte si chiudevano, vide la creatura caricarla a tutta velocità; fortunatamente per lei le porte si richiusero appena in tempo e la creatura andò a sbattere contro di esse provocando un forte tonfo che riecheggiò nell'abitacolo.

«Ma cos'è questo posto?» chiese la ragazza, non aspettandosi però una risposta.

La discesa verso il piano il terra era molto lunga, l'ascensore scendeva molto lentamente. Alice si guardò nello specchio che era nell'abitacolo; i suoi capelli rossi erano completamente scompigliati e il suo pigiama completamente sporco, come se fosse passata attraverso la canna fumaria di una camino; il suo viso al contrario era pulitissimo.

Finalmente l'ascensore raggiunse il piano terra e la ragazza attese che le porte si aprissero, cosa che tardava ad avvenire. Alice pensò che probabilmente le porte si fossero danneggiate per via dell'urto con la creatura e si avvicinò ad esse per cercare di aprirle manualmente, ma non si mossero di un millimetro.

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