Appena la ragazza entrò nella stanza la prima cosa di cui si accorse fu il buio, e i suoi sensi da guerriera scattarono, facendole portare la mano alla tasca del pantalone nero, dove conservava un piccolo pugnale d'argento. Poi si costrinse a tenerla ferma lungo il corpo, sopportando anche le ventate di freddo che entravano dalla finestra socchiusa e le scompigliavano i capelli biondi. Non poteva mostrarsi debole, non davanti a lui.
-Sei arrivata- disse una voce, e lei piegò lievemente la testa dinnanzi alla figura appena uscita dall'ombra. Era un uomo alto ed estremamente magro, sedeva su di una poltrona in metallo, e nella mano ossuta reggeva alcuni fogli. Impossibile stabilire la sua età: i capelli corti erano bianchi come la neve, nessuna traccia di barba o rughe sul viso, i suoi occhi brillavano di una luce fredda e calcolatrice.
La ragazza strinse le labbra, ripetendosi di restare ferma nella sua posizione-Mi avete convocata- esordì, stringendo gli occhi color dell'ambra. L'uomo alzò gli occhi al plico e annuì, fingendo un colpo di tosse-Ho un compito per lei, Julia.. E confido che lei possa portarlo a termine con successo-
Julia annuì, imponendosi di restare completamente indifferente. Non era la prima volta che la convocavano per delle Missioni più delicate, ma qualcosa non la convinceva. Cercò di formulare una frase raccogliendo tutta l'umiltà che aveva, ma non ci riuscì: alla Base non insegnavano ad essere umili, piuttosto ad essere forti.
-Di che si tratta?- disse semplicemente, e all'improvviso il muro dietro all'uomo si illuminò: Julia si avvicinò lentamente: lo schermo stava mostrando delle foto, come una successione di slide, e raffiguravano sempre lo stesso ragazzo.
Le sue spalle si fecero rigide, comprendendo qual era in realtà la sua missione-È troppo grande, non resisterebbe mai alla Mutazione – mormorò in fretta, ma l'uomo aveva gli occhi puntati sullo schermo, e lo osservava compiaciuto-Evan Moore, 17 anni, la nostra arma segreta- prese una piccola cartellina trasparente e la poggiò sull'estremità della scrivania-Qui ci sono tutte le informazioni che ti servono. Trovalo e portalo qui. Vivo, si intende-
A Julia si seccarono le labbra: non era la prima volta che portava qualcuno alla base, ma si trattava di orfani senza nessuno, che lì avrebbero trovato una casa. Lui, invece, era diverso. La ragazza si soffermò a guardare una delle foto: era il ragazzo con un uomo più grande al suo fianco, entrambi avevano gli stessi occhi grandi e color cioccolato, probabilmente si trattava del padre.
-Perchè?- avrebbe voluto chiedere, ma non poteva disubbidire o replicare. Era la loro guerriera, dopotutto.
-E se non volessi farlo?- disse ad alta voce, distogliendo lo sguardo dagli occhi scuri di Evan.
L'uomo sorrise-Ti ricorderesti che è un ordine, non una richiesta.-
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The Fifth
Science FictionSono esattamente le due di notte, quando Arthur Moore scompare. Niente biglietti, niente sangue o altri crimini riconducibili ad esso: semplicemente scomparso nel nulla, come se le carte su cui studiava ogni giorno l'avessero assorbito, rapito nei l...
