Capitolo 1

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Un licantropo

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Un licantropo.

Ecco cosa vedevo attraverso il monitor, ormai andato. I miei occhi erano spalancati, quasi incantati, e seguivano il mio profilo peloso, non scordandosi nessun dettaglio.

Il siero del signor Morgs aveva funzionato, rendendomi un licantropo a tutti gli effetti, o quasi.

Quel pelo bianco non mi convinceva molto, dal mio aspetto umano avevo preso solo gli occhi, dove ancora regnava il loro colore blu notte.

Esitante feci un passo in avanti, guardando come al posto delle mie gambe, muovevo ben quattro zampe. In più, avevo un punto di vista molto più alto, dandomi l'immensità del mio nuovo corpo.

Passai la lingua fra i miei denti, sentendoli molto affilati, come rasoi.

Alzai le orecchie e le abbassai, era così buffo. Riuscivo a sentire ogni piccolo e insignificante suono, e il rumoroso scoppiettare della lampada infondo alla sala, si era moltiplicato, rendendolo più fastidioso.

Ben presto, qualcos'altro attirò l'attenzione del mio udito e le mie orecchie si girarono automaticamente verso le scale.

In modo ancora molto goffo, feci dei passi indietro, ritornando così sul piedistallo, mettendomi poi sull'attenti.

Sentivo dei strani rumori provenire da fuori il portone, come delle grosse botte che sbattevano con potenza contro il metallo della porta.

Poi, ci fu una botta più forte delle altre e sentii come il portone cedette, spalancandosi.

Un odore familiare invase come droga le mie narici. La mia testa si mise in allarme e i miei occhi guardavano frenetici l'unica via d'uscita. Sentivo perfettamente dei passi scendere con gran velocità le scale, e più si avvicinava, più il mio respiro si faceva pesante. L'odore si fece più forte e quasi svenni dal buon profumo che conoscevo molto bene.

Muschio e alberi di pino.

Entrò nella mia visuale. I suoi capelli erano scompigliati e la sua fronte imperlata di sudore, mentre potevo vedere il suo petto scultorio ben in vista sotto i miei occhi, alzarsi e abbassarsi velocemente. Poi quelle lame di ghiaccio incontrarono il mio sguardo, la disperazione regnava in essi, mentre continuava a fissarmi per poi distogliere lo sguardo come se niente fosse.

<< Adelaide! >> gridò guardando da per tutto per l'immensa sala << Ade! >>

Rimasi confusa, ero davanti a lui, come poteva non vedermi?

Kei!

Cercai di gridare, ma mi uscii fuori solo un verso strano dalla bocca, che fece sì che quei occhi di ghiaccio mi guardassero confusi e con disprezzo. Forse per averlo interrotto nella sua disperata ricerca.

Non mi riconosceva. Kei non mi stava riconoscendo in forma lupo.

Feci un passo avanti, avvicinandomi a lui. Oh andiamo Kei, guardami.

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