Lo sapeva che sarebbe andata a finire così, lo aveva sempre saputo, tuttavia, si era illusa. Aveva sognato e aveva sperato con tutte le sue forze in un cambiamento della storia, in un cambiamento in se stessa, nel suo pessimo carattere.
Si era illusa di poter avere una vita come gli altri, di non essere per una volta quella diversa, quella strana. Aveva provato ad essere come tutti gli altri, aveva fallito.
Lui all'inizio non l'aveva colpita più di tanto. Sì, era quel tipo di ragazzo col quale scambi con piacere qualche parola e che saluti se lo incontri per strada, ma nulla più. Poi, non sapeva come, aveva iniziato a guardarlo con occhi diversi. Aveva iniziato a sorridere ad ogni suo sorriso e ogni volta che lui le rivolgeva spontaneamente la parola lei si sentiva al settimo cielo. Aveva iniziato a cercarlo tra la folla e le sembrava che tra loro fosse nata una certa complicità.
Tuttavia, gli esseri umani sono creature infide e subdole. Ora, lui non le rivolgeva più alcuno sguardo, la cercava solo quando ne aveva bisogno, quando gli faceva comodo, ma a lei andava bene così.
Si rendeva conto però che per lui lei non era mai esistita, o meglio, lei non era altro che una fra tanti, un passatempo.
Lo guardava, accanto ad un'altra ragazza, chiacchierare amabilmente. Stava sorridendo ad un'altra ragazza mentre lei stava a guardare.
Guardava quella vita alla quale partecipava con distacco mentre il dolore nelle sue viscere non faceva che aumentare.
D'altronde lei cos'era se non un fantasma invisibile agli occhi altrui?
