Parla di che cosa hai bisogno.
La traccia dice questo.
Ma di cosa ho bisogno io?
Ho bisogno di qualcuno che mi insegni a vivere.
Che mi insegni come si fa, a non farsi toccare da nulla. Che mi insegni a vivere con tranquillità, ad essere serena. Che mi inesgni come si fa ad abbracciarsi da soli, senza sentire la mancanza di un corpo vicino. A camminare per le strade senza tenere per mano qualcuno. A guardare avanti, senza che il passato ti possa sfiorare. Che mi insegni a vedere la vita a colori, perchè tutto questo nero mi ha stancato.
Che mi insegni ad essere forte e a combattere.
Che mi insegni a fare tutto questo.
Da sola.
Ecco di cosa ho bisogno.
Non perdo tempo e scrivo tutto questo sul foglio di carta appoggiato sulla trave.
Scrivere mi aiuta a dimenticare, ma allo stesso tempo a ricordare. Dimenticare il passato ma ricordare che ci è stato, e sempre ci sarà.
Sono sul tetto di questo grattacielo in costruzine, su una trave che sporge.
Dovrei guardare il cielo, ma invece guardo verso il basso. Quante volte ho pensato di mettere fine alle mie sofferenze!
Ma non sono una codarda.
Sono una ragazza che nel bene o nel male si è arrangata.
Mi chiamo Sarah, ho 18 anni e vivo a Miami.
Capelli castani come i miei occhi. Credo di essere fisicamente normale. nè brutta ma nemmeno bella.
Circa un mese fa sono stata arrestata perche ero presente in una macchina piena di tossici e guidata da un ubriaco... che poi sarebbero i miei amici. Quelli che sono rimasti in prigione.
Mentre io sono uscita perchè non avevo traccie di droga nel corpo.
Mio padre era venuto a prendermi, ma mentre veniva è andato a sbattere contro un albero.
Inutile dire che vivo nel senzo di colpa.
Amavo mio padre, anche se non accettava il mio stile di vita mi era rimasto accanto, essendo comunque il mio unico genitore.
Quando la mamma è morta lui era disperato, non riusciva a vivere la sua vita senza di lei.
Così come me e Rush, mio fratello maggiore.
Col tempo era passata, ma comunque ogni venerdi andavamo a trovarla al cimitero.
Anche adesso io ci vado.
Vado a trovare tutti e due.
Mio padre è morto per colpa mia. Solo mia. Se non fossi andata a quella festa ora lui mi starebbe chiamando per dirmi di tornare a casa.
Mi odio per questo.
Lo so che sembra stupido ma venire qua su mi rilassa. Perchè penso che se Dio ce l'avesse con me, mi avrebbe fatto cadere nel vuoto. Così ogni volta che mi arrampico su quest'impalcatura aspetto di cadere.
Mi piace pensare che mio padre mi protegga, come se mi stesse dicendo che mi vuole bene.
Mi dovrebbe odiare invece, dire a Dio là su di far venire una folata i vento in questo momento, ma niente.
Almeno ci sono io che mi odio.
Rush mi ha obbligato a frequentare un gruppo di sostegno, di ragazzi "problematici" dopo la scuola.
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TIME OUT
RomanceMi chiamo Sarah, e nella mia vita ho fatto tantissimi errori. Forse troppi. Vivo nel grigio, non nel nero, ma nemmeno nel bianco. Amo la ribellione, ma odio essere punita. Ma mi sono ribellata troppo. E ora sono in punizione. Fino a quando non i...
