Altissimo Apollo, Muse divine
Voi che le menti baciaste agl'illustri
Poeti, che con dolci carmi e lusri,
Elogi cantavan al gentil fine,
Datemi aita ch'io son ne le spine
Dilaniami' l tormento coi suoi rustri:
La man non traduce con versi illustri
Il pensier ch'i' ho nel cor che ha vette alpine.
S'è mio l'error o s'è spirto fallace
Che' l motto mi toglie e levami il dire
Non so valutar, giudicar non sollo,
Ma dal troppo dolor mi dolgo e crollo.
Io vo' le carte bruciar ne le pire
E senza verbo mirar la tua face.
