La professoressa di educazione fisica continuava ad urlare ai ragazzi di correre con più ritmo.
La solita noiosa e monotona lezione...non si cambiava mai:
Corsa per dieci giri di campo
Pallavolo e calcio... nelle occasioni speciali anche pallamano.
Che fantasia!
Il bello era che Lucy non poteva praticare educazione fisica a causa di un infortunio dovuto ad un'incidente con la macchina... suo padre era alla guida e Lucy era seduta nel sedile posteriore quando un'altra auto si scontrò con la loro... fortunatamente nessuno si fece male durante quell' incidente, ma Lucy ne usci fuori con un pezzo di lamiera conficcata nella caviglia.
Da quel momento non ha più potuto correre.
Da quel momento la ragazza era ancorata in panchina durante le lezioni di motoria.
Molte volte alcune delle sue compagne erano rimaste a farle compagnia fingendo di avere dolori inesistenti per passare un po di tempo a chiaccherare di "cose da ragazze"... altrettante volte Lucy era rimasta sola a godersi la noia e a guardare con tristezza i suoi compagni che, nonostante quel mostro di professoressa cercava di fargli patire le pene dell'Inferno,
sembravano comunque divertirsi.
A condividere la sua agonia qualcuno c'era, Michael, un ragazzo... come dire...particolare.
Si, esatto Michael era un ragazzo affetto dalla sindrome dell'autismo... una persona autistica è una persona che si isola totalmente dal resto del mondo evitando qualsiasi contatto con esso.
Michael era così.
Freguentava quella scuola da quattro anni, e in quattro anni ne i professori ne gli alunni erano riusciti ad introdurlo, anche in minima parte, nella classe... i vani tentativi, in parte rifiutati dal ragazzo, erano stati ridotti in speranze ormai troppo lontane per essere recuperate, alla fine sia professori che alunni avevano mollato tutto e nessuno ormai ci faceva tanto caso alla sua presenza nella classe.
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Lucy si stava annoiando a morte, quella volta le lezione di motoria era terribilmente soporifera e la ragazza rischiava seriamente di addormentarsi, il suo "compagno di panchina" non sembrava minimamente interessato sul tenere un discorso...non che anche a lei piacesse molto quell'idea, ma sembrava non avere scelta, e quindi provò a parlargli:
<Hei! Micheal... come stai?>
Aspettò la sua risposta, temendo che sarebbe rimasto zitto e lei sarebbe rimasta li... a sorridere come un'ebete che aspetta la risposta che non arriverà mai.
E come temeva, il ragazzo non rispose.
In fondo se l'aspettava... chi era lei per poter riuscire a sboccare un ragazzo autistico con una domanda cosi semplice se ne professori ne genitori erano riusciti a farlo in una vita?
Nessuno, lei non era nessuno.
Perciò non sapeva se rimanere delusa o fregarsene della sua non risposta e continuare ad annoiarsi.
< bene...sto bene>
Lucy rimase di sasso... Michael aveva parlato...
Aveva parlato!!
Non poteva crederci... erano anni che non apriva bocca... e adesso...aveva risposto a lei!
Non sapeva cosa dire... era emozionata, felice.... seriamente non sapeva come reagire a quelle parole.
Salve Gente!
Sono l'autrice...ehehe
Comunque, spero che la mia storia vi piaccia, cercherò di aggiornare ogni settimana,
Oltre a questo volevo dirvi che accetto critiche (basta non siano offensive), correzioni e tutto il resto affinché la storia venga bene...
Inoltre volevo dire che potete chiedermi di leggere le vostre storie, sarò felice di accontentarvi!
E se volete posso fare anche un pò di pubblicità.
Baci♡♡♥♥
July
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Hot Chocolate
RandomEra sempre lì, nel suo banco, completamente solo, nessuno ormai gli faceva più caso... Le prof nei primi due anni avevano provato di tutto per integrarlo al resto rella classe, ma era tutto inutile... Lui aveva ignorato totalmente i vari tentativ...
