Una parola

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Oggi mi sono svegliato presto, richiamato dal vibrare del mio telefono sul comodino.
Stupore. Meraviglia.
Rabbia.Paura.
Uragano mi aveva scritto.
É bastato un suo "Hey" a far crollare quel silenzio che mi ero imposto nei suoi confronti.
Perché avrei dovuto risponderle?
Perché l'amavo ovviamente.
Ma lei mi aveva rifiutato.
Mi aveva umiliato.
Mi aveva tenuto come amico che ci tiene a lei sentimentalmente, andando poi a letto con altri.
Avrei dovuto ignorarla ora?
Sí -dice la mia parte buona.
No- dice la mia compagine masochista.
So che ignorarla mi fa stare male.
Non scherzavo quando le dissi quelle parole che ancora mi convincono di rimanerle vicino.
Era una sera di ottobre, fuori piovevano lacrime di nuvole troppo dense. Il vento cercava di soffiare, ma era fiacco.
Le chiesi per messaggio il perché della sua solitudine.
-Tutti mi abbandonano prima o poi- rispose.
-Io non lo faró mai- risposi.
E non voglio farlo.
Le rispondo quindi?
Mi faccio mettere i piedi in testa?
Per forza.
Le scrivo.
Non era stata lei a scrivermi.
Ma io le avevo mandato un messaggio.
Cazzo.

Nessun TitoloWhere stories live. Discover now