Ci guardammo. Quel momento fu come irreale, non avevo mai provato niente del genere. Vedevo nei suoi occhi neri e profondi, l'ardore, il fuoco; lui aveva un desiderio, mi guardava come un leone fissa la sua preda prima di sferrare i denti a sciabola e squartarla. Era incantevole. Senza smettere di guardarmi, si sfilò lentamente la giacca, che lanciò sul divano. Fece un passo in avanti, poi un altro, senza esitazione. Il cuore inizió a palpitare, non capivo le sue intenzioni, ma in quel momento avevo realizzato che mi legava a lui un sentimento piú forte dell'amicizia. Desideravo il suo corpo, avrei voluto che non fosse fidanzato, avrei voluto che non fosse cosí attraente e di conseguenza avrei voluto non essere cosí follemente innamorata di lui.
Il suo palmo caldo e pacato mi accarezzó la guancia, mentre un'ondata di brividi mi percosse dalla testa ai piedi, per poi entrare nelle viscere del mio cuore straziato e stravolgermi l'anima. La sua bocca di rosa dal sapore fresco di rugiada, incontrò la mia che fremitava dalla voglia di baciare. E cosí stringendomi delicatamente posó le sue labbra morbide sulle mie, candide come la neve, roventi come le fiamme dell'inferno. Fu un tripudio di colore e calore, due dense miscele che si univano, fino a creare un'unica sostanza. Due persone che si univano in un bacio, un bacio di passione, affetto e complicità. Era sensuale a tal punto da farmi sbavare tutto il mento, ero rimasta senza fiato, in estasi. Due boccioli di rosa, che nell'energia potente che aveva sprigionato quell'incontro di labbra, crescevano e così cresceva anche un nuovo sentimento tra i due, era amore, vero amore.
