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Una grande amicizia

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Cap.1       L'INCONTRO
Finalmente le vacanze estive! Tre mesi di libertà! Era finita la scuola salutati compagni e insegnanti e dopo avergli augurato " Ci vediamo l'anno prossimo" salii  in macchina e mi diressi verso casa mentre raccontavo a mio padre l'ultimo giorno di scuola. Nel tragitto gli chiesi se quest'estate avrei potuto avere delle lezioni di equitazione e lui mi rispose "Forse" ma io sapevo che quel "forse" in realtà significava no, era solo un modo per non demoralizzarmi, io capii subito e mi rattristai. Arrivata a casa non volevo sembrare arrabbiata, perché mia madre mi aveva detto che se fossi sempre stata una brava ragazza  e non avessi sempre insisto sul "no" di mio padre prima o poi lui avrebbe ceduto così raccontai con un "finto" sorriso come è stato l'ultimo giorno di scuola. Durante il pranzo, discutevamo su cosa fare durante le vacanze estive io avrei voluto urlare "lezioni di equitazione", ma sapevo che mio padre avrebbe risposto "no" oppure "forse"  e magari avrei lasciato che la mia rabbia uscisse, così proposi mare. Mia madre era d'accordo con me mentre mio padre voleva restare li e  mio fratello Giovanni voleva andare in montagna. Purtroppo la decisione fu in campagna dagli zii  e qiundi capii che mi sarei annoiata. Finito il pranzo andai in camera mia che sembrava il mondo pony dato che avevo post e foto di cavalli ovunque.Chiusi la porta, presi il telefono e chiamai la mia migliore amica Sara:" Emma." "Ciao Sara disturbo?" "No tranquilla" " Sono triste! Arrabbiata! E demoralizzata!" "Perché?" "I miei non mi comprano le lezioni di equitazione neanche quest'anno!" "Tranqiulla
Segiu  il consiglio di tua madre." "Lo faccio...però...credo di cedere..." "Non non devi farlo...cambiamo discorso dove andrete per l'estate?" "Dagli ziiiiiiii!" "Ohh..." "Sarà una noia." "Io e i miei andiamo a Parigi per due settimane poi a luglio io andrò a Londra dai nonni." "Spero tu ti diverta." "Grazie Emma...spero lo faccia anche tu...ora devo andare chiamami ogni tanto..." "Certo. Ciao Sara." "Buone vacanze Emma." "Anche a te.Ciao." Sara era di origine inglesi, prima abitava a Londra dove abitano ora i suoi nonni poi si è trasferita in Italia;la conosco dalla 1' elementare. Non è una ragazza che ama i cavalli come me qiundi può sembrare "strano" la nostra amicizia, ma è l'unica che non mi ha mai dichiarato "infantile". Mi sedetti sul letto poi mi alzai subito e andai nel mio piccolo armadietto e presi le mie riviste sui cavalli e le guardai; qualcuno busso alla porta, era mia madre. Dopo averle detto " Puoi entrare" si sedette su letto, spostò  alcune riviste per farsi spazio e mi disse che dovevo aver pazienza,  e io le risposi che ci provavo, ma era difficile da sopportare. Verso le 3:12 mia madre si alzò e mi disse se volevo andare a prendere un nuovo libro sui cavalli e io le chiesi nuovamente se ne avevano pubblicato un altro, così mi alzai di colpo e sfrecciai verso la scrivania, accesi il mio Pc e guardai se fosse uscito un nuovo libro, ma niente, allora mia madre mi disse che lei andava a fare la spesa e dopo sarebbe andata in edicola e mi disse che mi avrebbe preso una rivista sui cavalli; io annuì e lei uscì di casa.
Quando mia madre tornò mi porse la rivista e mi disse che dovevamo preparare i bagagli per partire. La mattiana seguente partimmo alle 9:20 da casa. E arrivammo dagli zii alle 6:30 circa. Appena arrivati vidi un uomo vestito da equitazione che parlava con mio zio e l'argomento non era molto chiaro. Corsi verso  mio zio e lo abbracciai poi arrivò mia zia che aiutò i miei a scaricare i bagagli. Chiesi all'uomo: " Dove si trova il suo maneggio?" "In fondo alla strada. Ti piacciono i cavalli?" "Si! Li adoro ma...i miei genitori non mi pagano le lezioni..." "Mi chiamo Dante. Piacere." "Piacere. Mi chiamo Emma." "Emma puoi venire nella mia  scuderia quando vuoi." "Davvero?!" "Si." "Grazie mille."  Dante guardò l'orario e disse che doveva andare, così salii  sul furgone e se ne andò. Entrai in casa con mio zio , salutai di nuovo mia zia che mi accompagnò in camera (che dovevo condividere con mio fratello Giovanni) dove, sul mio letto,c'era un piccolo regalo di benvenuto: una busta con al suo interno €50. Durante la cena chiesi a mio padre se la mattina seguente  potevo andare nel maneggio di Dante e lui mi rispose come se non lo conoscesse: " Un maneggio?" I miei zii volevano che io andassi a eqiutazione così intervennero:" Ha aperto a Settembre in fondo alla strada. Se vuoi Emma domani mattina ti porta (zio) Giorgio." "Grazie. Posso papà?" Chiesi a mio padre per fargli capire che lo rispetto. E lui rispose:.....
"O...kkk.." "Grazie papà."
Dopo cena andai in camera,presi il telefono e chiamai Sara:"Sara!" "Ciao Emma." "Quando partì per Parigi?" "La prossima settimana." "Mio zio mi porta in un nuovo maneggio." "Davvero?" "Si.  Domani andiamo a vederlo.Ora ti saluto. Poi ti richiamò nel caso che succede qualcosa." "Ciao Emma." Verso le 9:00 entrò mio fratello in camera prese il suo soldatino preferito e andò a mostrarlo alla zia. Giovanni non è mio fratello naturale, i miei genitori lo hanno adottato due anni fa quando sua madre morì. La madre "naturale" di Giovanni era Francese  mentre il padre(non ha potuto tenere Giovanni) era italiano ecco perché parlava benissimo italiano. Io gli ho voluto sempre molto bene ora lui ha 8 anni.
Quando gli zii ebbero finito di sparecchiare scesi in salotto dove ci riunimmo in torno al tavolino io, mia madre,mia zia e mio zio a giocare a carte. La mattina seguente mio zio mi accompagnò nel maneggio  verso le 10:00 e mi lasciò lì dicendomi che sarebbe tornato a prendermi più tardi. Chiesi a una ragazza, forse la stalliera,  dove si trovasse Dante e mi rispose:"Laggiù...in fondo...ultimo box a destra." Risposi: "Grazie mille." Mi diressi da Dante mentre ammiravo i maestosi cavalli ai lati della scuderia: "Dante." "Ciao Emma " "Zio Giorgio mi ha accompagnata." "Mi fa molto piacere averti qiu." "Ti presento il mio cavallo, si chiama Spitfire. Prima era un cavallo da corsa, ma non vinceva mai, eccelleva di più in salto ad ostacoli..." Si fermò un istante forse si aspettava ch'io gli chiedessi cos'era salto ostacoli, ma io avevo letto tante enciclopedie. "Il padrone dicenva che aveva bisogno di un cavallo da corsa così lo vendette e io lo comprai. " "Scusa..." "Per cosa?" "Non è molto rispettoso venire in un maneggio senza prendere lezioni..." "Non ti preoccupare a me no importa. Anzi puoi venire qiu quando vuoi a dare una mano." "Cioè...?" "Mi aiuti qiu in scuderia." "Mi sembra un ottima idea...ma...devo chiedere a mio padre..." "Tu fammi sapere ok?" "Ok." Il maneggio di Dante era molto grande c'erano: 5 scuderie da 20 box ognuna (10 box a destra e 10 a sinistra),una di queste scuderia era vuota; 2 paddock grandi dove i cavalli potevano stare insieme; 10 paddock separati molto molto più piccoli di forma rettangolare che potevano contenere un cavallo o una cavalla e il suo puledro, 10 zone lavaggio e 12 zone da strigliatura; una enorme selleria; una casa dove ci dormivano Dante, sua moglie e alcuni stalliere e dove c'era una sala chiamata "sala di ritrovo" dove stallieri e fantini potevano incontrarsi a chiacchierare e bere qualcosa. Dante mi mostrò alcuni cavalli e la cavalla di sua moglie Flarenfly che stava per avere un puledrino. Erano le 12:13 mio zio arrivò con mio fratello,mia zia,mia madre e mio padre,mi caricò in macchina salutai Dante e partimmo: "Dove andiamo Zio Giorgio?" Chiesi. "A pranzo dai nonni." "Ok." Appena arrivammo c'era mio nonno con mia nonna:"Emma vieni..." "Arrivo." "Mentre mio padre,mia madre,mia zia e mio fratello entrarono in casa io,mio nonno e mio zio Giorgio aprimmo un cancello. "È bellissima! È per me?!" "No, io e tua nonna ce la siamo ritrovata due giorni fa, ma abbiamo chiesto a Dante di portarci quello che poteva servirle per poterla tenere qui  fino al tuo arrivo e non cercava di fuggire quasi volesse aspettarti. Comunque Dante passa a prenderla oggi alle 4:00.  Davanti a noi,non molto lontano, c'era una cavallina saura con una lista sulla fronte. Stavo per correre incontro,ma mio nonno mi fermò:"No Emma!Non puoi andare quella cavallina non è tranquilla per niente." Zio Giorgio:"Dai papà non fissarti. Da quando Mauro(il papà di Emma) è caduto da cavallo tu e lui avete delle fisse..." Tra me  e me: Mauro? Ma è mio padre. "Zio Giorgio ma papà è caduto da cavallo?" "Si è che volo..." "Ecco perché non vuole che cavalco..." "Vieni Emma entriamo." "No aspetta. Posso rimanere fuori qui  con lei?" "Mmm...Ok Emma" rispose mio zio. Mio nonno non era molto d'accordo comunque se ne andò.
Cercai di avvicinarmi, ma lei fece cenno di allontanarsi allora io gridaii affinché potesse sentire:"Mi chiamo Emma." "Non voglio farti del male." Feci un passo ma lei s'impennò e nitrì. Mi spaventai un pochino. Mi guardò a lungo, io cercai di avvicinarmi di nuovo e lei girò la testa e galoppo via. Cercai di 'fermarla':"No...ferma non andartene." La seguii per pochi passi poi mi fermai: lei si era fermata e si era girata verso di me. Io a quel punto mi sedetti sul prato  e cominciai a cantare "Twinkle Twinkle Little Star"  (Twinkle Twinkle Little Star.
How I Wilder what you are! Up above the world so high, Like a Diamond in the Sky) e lei si avvicinò piano piano e quando finii  la canzone si fece accarezzare sul muso, poi mio zio mi chiamò dicendomi che dovevamo pranzare. La cavallina se ne andò, fece qualche passo  al galoppo poi si fermò e mi guardò annuendo. Io entrai emozionata, ma non dissi nulla neanche quando mi chiesero  cos'era successo. Appena finii il pranzo chiesi a mio padre se potevo uscire  lui mi rispose che andava bene  poi mio nonno mi disse di riempire il secchio per la cavalla, così presi un secchio, una mela e una vecchia spazzola per i cavalli che mio zio mi regalò quando sarei dovuta andare a cavallo e uscì. Erano appena le 2:00 e constatai che Dante sarebbe arrivato alle 4:00 qiundi avevo circa 2 ore da passare con "lei". Appena passai quel enorme cespuglio vidi la cavallina che brucava così andai piano piano alla pompa per riempire il secchio, ma lei si girò e s'impennò io continuai a camminare,più veloce, verso la pompa e dopo averla riempita posai la spazzola per terra e porsi alla cavallina la mela. Lei non era molto convinta di mangiarla ma si avvicinò, io tesi la mano e lei annusò la mela poi diede un morso. Pian piano la finì di buon gusto poi ad un certo punto sentii abbaiare mi ricordai che i nonni avevano un cane anzi era femmina si chiamava Laila era una meticcia molto molto grande ma con un cuore dolcissimo e sopratutto paziente. Corsi in casa e chiesi dove si trovava Laila dicendo che avevo sentito abbaiare e mia nonna rispose: "È dal veterinario." "Perché?" "Un cacciatore le ha sparato di striscio e il nonno non la trovava più poi quella sera comparve questa  cavallina che ci riportò Laila a casa e chiamammo subito la veterinaria che immediatamente venne a prenderla e se la portò via in ambulatorio e io l'accompagnai. Intanto tuo nonno ha chiamato (zio) Giorgio e gli ha detto di telefonare a qualcuno per la cavalla e lui chiamò  Dante e presero degli accordi. Giovanni si affacciò alla finestra e disse: "Nonna...è tornata Laila!!" Corsi verso la porta, davanti a me c'era Sharon la veterinaria con Laila parlò con la nonna:"Ecco a lei ora Laila sta benissimo. Dovete tutto alla cavallina. Se non ve l'avesse riportata qui in tempo temo che non ce l'avrebbe  fatta." "Grazie mille. Vuole qualcosa da mangiare?" "No. Grazie. Ho tanto lavoro da sbrigare." Appena Sharon se ne andò io tornai da "lei" appena passai il cespuglio lei era li con le orecchie  tese in avanti che forse voleva sapere di Laila. Ritornai dentro e presi Laila(ovviamente chiedendo) e sotto la vista di zio Giorgio la condussi da "lei"... appena "lei" la vide cominciò a nitrire in qualche modo sapevo che non voleva fare del male a Laila così allungai il guinzaglio per permettere a Laila di avvicinarsi e Laila cominciò a slinguazzare a "lei" e allora mio zio aprì il cancello e slegò Laila che insieme a "lei" corsero velocissimo e giocavano, in qualche modo sentivo che si volevano bene. Dissi a mio zio che sarei rimasta io li  a guardarle così lui,dopo che io fui entrata nel recinto, chiuse il cancello e tornò in casa. Io mi diressi verso la pompa dove avevo lasciato il secchio e mi rigirai tra le mani la spazzola. Poi vidi Laila con la lingua di fuori così fischiai e venne a bere poi piano piano si avvicino anche "lei" e bevvero insieme e quando ebbero finito ricominciarono a correre mentre io dopo aver riempito nuovamente il secchio e non volendo rovinare quel momento di grande amicizia me ne andai fuori dal recinto riportando la spazzola nel magazzino dove l'avevo presa. Erano le 4:00 in punto Dante arrivò col suo furgone e io,mio zio,mio nonno ci diressimo da lui. Appena vide come "lei" stava giocando con Liala si meravigliò dicendo che quando l'aveva vista l'ultima volta non si faceva avvicinare e ora stava giocando con un cane. Disse allo zio di caricarla sul rimorchio ma fu molto difficile perché  non  si faceva prendere allora il nonno dovette chiamare Laila ma non funzionò: lei cominciò a impennarsi e a nitrire allora dissi che ci avrei provato io fu difficile anche per me ma a bassa voce le cantai  "Twenkle Twenkle Little Star" e le dissi di non preoccuparsi che quelle persone non erano li per farle del male. Evidentemente la cavezza  la conosceva già perché se la fece mettere senza problemi dopo averla presa la cariccammo con un pó  di fatica sul rimorchio. Prima che Dante  se ne andò gli chiesi se potevo venire con lui e lui mi rispose che era ovvio allora lo chiesi a mio  padre  e lui era d'accordo così con Dante mi diressi verso la scuderia. Appena arrivammo Dante fece scendere "lei" dal rimorchio e la condusse nella  scuderia  dove si trovava Spitfire e la mise proprio nel box davanti a quello di Spitfire. Dopo aver  chiuso il box mi chiese se io avevo  chiesto a mio padre se potevo dargli una mano nel scuderia, ma io non glielo avevo ancora chiesto così risposi che glielo avrei fatto sapere al più presto. Intanto dato che non avevo niente da fare vidi che "lei" era senz'acqua e senza cibo allora  lo dissi a Dante e lui mi rispose:"Oh...Brava Emma non lo avevo notato." Ma io avevo intuito che Dante lo sapesse già. Mi disse di aspertarlo lì e lo feci. Mentre lui era via continuavo a fissare "lei" e mi accorsi nei suoi occhi che era molto triste così quando tornò Dante con un annaffiatoio e della biada gli dissi:"Dante...la cavallina è molto triste vorrebbe uscire dal box." "Purtroppo Emma...se non si calma di sua spontanea volontà sarà improbabile che esca perché se non da te non si fa prendere da nessuno qiundi..." "Ma se darò una mano alla scuderia posso badare  alla cavallina?" "Sarebbe perfetto se te ne occupassi tu, ma dobbiamo esssere certi che non ti farà del male." "Non mi farà del male...Dante" "Si." "Posso darle  un nome?" "Come la vorresti chiamare?" "Freya." "È un bel nome." "Allora aggiudicato Freya." Dante riempì l'abbeveratoio e anche il "contenitore" del cibo.
Alle 7:00 tornai a casa (con mio zio) e aspettai la cena per chiedere a mio padre della scuderia.

Al prossimo capitolo...

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⏰ Last updated: May 31, 2016 ⏰

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