È un freddo pomeriggio d'inverno.
Sono distesa al caldo sotto le coperte.
"Lui mi sta consumando litigio dopo litigio, perché continuare a stare con lui?" Farfuglio.
Mi arriva una chiamata da lui. Piange.
"Amore ma cosa ti ho fatto, perché mi tratti male ultimamente? Non farti odiare ti prego! Dai, anche perché io ti amo e non ti odierei mai!" Dice.
Scoppio in una fragorosa risata, ma lui non mi ha sentita per fortuna. Sennò sarebbero state mazzate...
Continua a parlarmi, ma io non lo ascolto. Ho la testa altrove.
"Ora devo andare. Ne parliamo dopo, ciao!" Dico io, con tono un po' angosciato, allo stesso tempo scocciato.
"Ma amore dai! Vabbè, sarai impegnata. Ti lascio andare. Ciao amore ti amo!" Dice lui, per poi chiudere la telefonata.
Butto il telefono sul letto. Mi giro e rigiro, e prendo sonno. Non ho voglia di uscire.
Arriva mia madre in camera e mi chiede se ho fame, sono le 20 e quindi dovrei cenare.
Le rispondo di no.
Continuo a dormire, ho troppi pensieri per la testa. Il mio ragazzo mi sta facendo dannare.
Mani addosso, violenza, non è affatto il mio tipo!
Io lo sto odiando per tutto ciò che mi ha fatto!
Spengo le luci e vado a dormire, domani è un altro giorno e si vedrà.
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Borderline.
DiversosQuesta storia è un racconto di tutto ciò che mi è successo in pochissimo tempo.
