Lo vidi arrivare da lontano, aveva uno sguardo cattivo, avevo paura. Arrivò alla porta ed entrò, Dora e la mamma lo abbracciarono, ma io no perché ero timido. Alle 2:36 mangiò in silenzio un piatto di pasta calda, e dalla finestra fissava la montagna, dopo pranzo andò in giardino, si sedette e fumò una sigaretta, io lo volevo vedere da vicino, ma non ce la facevo, c'era tipo un muro invisibile che non mi faceva avvicinare a mio padre. Mi feci coraggio, andai da lui in punta di piedi, lui subito si voltò verso di me, in quei secondi ero terrorizzato, non sapevo che fare dalla pura. Era diverso, aveva le unghie nere, degli occhiali, i capelli erano grigi, ed era alto, molto alto. Era così, e non lo potevamo cambiare, era nostro padre. Dopo poco si alzò un forte vento, allora mio padre entrò in casa a bere una tazza di cioccolato caldo per un po' di tempo. Io mi sedetti al posto di mio padre, mi sentivo come lui, e fissavo la montagna, avevo gli occhi lucidi. Circa mezz'ora dopo, il vento smise di colpire casa nostra, in quel momento pensai: ora arriva mio padre.
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Io e la Montagna
AdventureAron è un ragazzo di 14 anni che vive con la sua famiglia composta da sua madre, sua sorella e suo padre che, qualche anno prima rischiò la vita, e andò in coma per 3 anni, sulla montagna che sovrasta loro casa. Al rientro di suo padre dal coma, Aro...
