Cap.1 (Sam)

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-Insomma mamma! È tardi!- grido ma tanto non mi sente. Sono le 7:30 di mattina e devo andare al mio primo giorno al college di Londra, il "Miami Central University".Vorrei arrivare in orario ma sarà molto difficile se mamma non si stacca da quello specchio. Alle 8 in punto esco di casa. I raggi caldi del sole trapassano la mia pelle chiara, il vento mi scompiglia i capelli che ho raccolto in un morbido chignon e sento il terreno soffice a contatto con la suola delle mie All Star bianche. Entro in macchina e dopo un'ora e un quarto siamo finalmente arrivate. E con un quarto d'ora d'anticipo. Durante il tragitto non abbiamo parlato altro di come mi aspettassi fosse il college e a fantasticare sul mio futuro lavoro. Magari potrei diventare una famosa scrittrice, una fotografa o chissà cos'altro. Ancora non ho le idee molto chiare, ma spero che i corsi a cui mi sono iscritta raggiungano le mie aspettative. Mia madre mi sorride e ricambio, gettandole le braccia al collo e dandole un bacio sulla guancia morbida e vellutata. Il mio rapporto con mia madre è sempre stato speciale, ci siamo sempre fatte forza a vicenda da quando papà torna a trovarci una volta l'anno a causa del lavoro che svolge. Mia madre mi riporta alla realtà:"-Mi mancherai piccola mia-"dice. Non sono più piccola, ho quasi diciannove anni, ma non glielo dico per non rovinare il momento e allora rispondo con un semplice:"-Anche tu mi mancherai molto-".Ma il nostro abbraccio viene interrotto da un tonfo proveniente da dietro l'auto. "-Ci mancava questa, qualche cretino ci è venuto addosso!-"esclama mia madre spazientita. Apre lo sportello e lo richiude con forza, e dopo tre secondi la raggiungo. "-Guarda dove ti sei messa è ovvio che ti sono venuto addosso!-",esclama un bell'uomo di mezza età, più o meno come mia madre, che intanto alza gli occhi al cielo rispondendo:"-È no caro mio, ora non puoi dare la colpa a me perché non guardi dove parcheggi la tua auto!-" Guardo dentro la macchina dai finestrini scuri del signore scorgendo un bellissimo ragazzo moro, con i capelli pettinati all'indietro e vestito con una Polo bianca e un cardigan blu. Si mette a ridere scuotendo la testa e alzando gli occhi al cielo guardando il padre litigare con mia madre, che gesticola frettolosamente. Poi si accorge che lo sto guardando e mi sorride, aprendo lo sportello e scendendo dall'auto, mi viene incontro porgendomi una mano presentandosi:"-Robin, piacere!-" esclama lui."-Samantha, ma per gli amici Sam, piacere mio!-"rispondo sorridendo. È proprio un bel ragazzo e il mio primo giorno al college non poteva iniziare
in modo più simpatico. Robin mi elenca i corsi a cui si è iscritto mentre ci avviamo insieme verso l'edificio principale del campus, e mi rendo conto che coincidono quasi tutti con i miei. Sono contentissima di avere già un amico al nuovo college.
***
Cerco la mia camera, la n.243 del corridoio A12 e, quando ci sono davanti faccio un lungo respiro prima di entrare per cercare di buttare fuori un po' d'ansia, ma devo ammettere che non ha funzionato affatto.
Appena entrata vedo le pareti tappezzate da poster di Band giapponesi mai viste e sentite prima. Chi cavolo sente gli Shinting? E chi diamine sono piuttosto?!? Sul letto c'è una valigia vuota, la libreria è piena di libri messi in ordine alfabetico e nell'armadio tutti i vestiti sono piegati nei rispettivi cassettoni e alcuni sono appesi alle stampelle. Per fortuna è rimasta libera una cassettiera di grandezza media in mezzo ai due letti da una piazza e mezza. Devo ammettere che non so se sono rimasta più colpita dalla mania dell'ordine dell'altra ragazza o dalla bellezza della stanza. Comunque sia penso che mi piacerà tantissimo stare qui. Mi adagio sul letto e inizio ad ascoltare la mia infinita playlist. L'ultima volta che l'ho aggiornata è stato ieri mentre preparavo le ultime cose per il mio trasloco alla MCU. Mi addormento cullata dalle note di Photograph di Ed Sheeran.

Sento la porta aprirsi e dato che ho il sonno molto leggero mi sveglio. Dalla porta entra una ragazza mora con gli occhi a mandorla, vestita con un abitino molto corto a fiori colorati. Ecco il perché di tutti quei poster delle band sconosciute. Si avvicina e mi porge la mano:"-Piacere Luan, tu devi essere la mia compagna di stanza, Samantha giusto?-"ancora un po' stordita dal sonno che ho affrontato con le cuffie nelle orecchie le stringo la mano e le rispondo:"-Ciao! Si, sono io. Piacere mio di averti conosciuta Luan! Comunque puoi chiamarmi Sam se preferisci-". "-Si, in effetti mi piace di più Sam-" disse e si mise a ridere a crepapelle. Non sapevo il perché di quelle risate ma devo ammettere che erano contagiose e il suo umorismo mi piaceva molto. Quando ride le si strizzano gli occhi e anche il naso. È davvero buffa. Mi chiese:"-Ti va di andare a fare un giro per il campus? Sono nuova ma l'ho appena visitato e ci sono parecchi posti dove vorrei passare del tempo, tipo la biblioteca, la fontana nella piazza principale o il bar davanti all'aula musica-". Mi sembra un' ottima idea e così accettai dicendo però che avrei preferito prima farmi una velocissima doccia e cambiarmi, perché ero sudata.

Quando usciamo dalla stanza ho ancora i miei lunghi e castani capelli umidi che mi bagnano leggermente la canottiera attillata a righe bianche e nere infilata nei miei inseparabili short di jeans a vita alta strappati qua e là. Anche Luan si cambió e si mise una tutina estiva con i pantaloncini corti e le bretelline color verde acqua e si era raccolta i capelli in una crocchia ordinata. Tornando dalla biblioteca decidemmo di andarci a prendere un caffè al bar e da lontano vidi l'unico volto maschile conosciuto dell'intero campus. "-Sam!-" esclamò Robin appena mi vide "-Hey!-" risposi. Feci le presentazioni tra lui e Luan e dopo un po' si avvicinò un ragazzo abbastanza carino, biondo con gli occhi marroni, che indossava una canotta bianca e dei pantaloncini sportivi corti fino al ginocchio. "-Ciao Tom come va?-" chiese Robin al presunto Tom "-Bene, sono appena tornato da una passeggiata in spiaggia... Non mi presenti queste due splendide signorine?" Chiese Tom, con un sorrisetto maligno sulla bocca. Appena vidi dove si posarono i suoi occhi diedi un piccolo pizzicotto dietro la schiena di Luan facendole capire con uno sguardo che si doveva tirare su lo scollo della tutina. Io e Luan ci somigliamo molto fisicamente: entrambe siamo magre ma con un seno molto prosperoso. "-Oh sì certo scusa... Lei è Sam e sta in camera con Luan. Ragazze, lui è Tom, il mio compagno di stanza " rispose Robin. "-Piacere belle donzelle, entrambe single?-", chiese Tom. Noi di tutta risposta gli mostrammo il dito medio ma poi scoppiamo tutti quanti a ridere. Luan propose di passare il resto del pomeriggio e poi la seguente serata insieme, tanto ormai erano le 6:30.

SPAZIO AUTRICI
Martimartino
Bebbe09

When I look in your eyes||CAMERON DALLAS||Stories to obsess over. Discover now